Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Dopo quasi sessant'anni di storia e una presenza nel Vecchio Continente affidata soprattutto alle importazioni parallele, la Dodge Charger si prepara finalmente a sbarcare ufficialmente in Europa. Il marchio americano del gruppo Stellantis ha confermato l'arrivo della nuova generazione della sua iconica muscle car, che sarà proposta sia con alimentazione elettrica sia con motorizzazioni termiche. Una scelta che punta a mantenere viva la tradizione delle grandi sportive americane, adattandola alle esigenze di un mercato sempre più orientato verso l'elettrificazione.
La nuova Dodge Charger nasce sulla piattaforma STLA Large di Stellantis e rappresenta uno dei modelli più importanti nella strategia globale del costruttore. In Europa arriveranno sia le versioni elettriche Daytona sia le varianti termiche Sixpack, equipaggiate con il nuovo sei cilindri in linea 3.0 Hurricane biturbo.
Le versioni a benzina saranno disponibili in configurazione Standard Output da 420 CV e High Output da 550 CV, mentre le varianti elettriche Daytona offriranno potenze comprese tra 536 e 670 CV grazie alla presenza di due motori elettrici e della trazione integrale. La batteria da 94 kWh consente un'autonomia che, a seconda della versione, può raggiungere circa 510 km. La Charger Scat Pack elettrica è inoltre capace di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 3,3 secondi, confermandosi una delle Dodge più prestazionali di sempre.
Una delle principali novità riguarda l'arrivo sia della carrozzeria coupé a due porte sia della più pratica configurazione a quattro porte, una soluzione pensata per ampliare la clientela anche al di fuori degli appassionati più tradizionali. Tutte le nuove Dodge Charger saranno dotate di trazione integrale di serie, con la possibilità di privilegiare la dinamica tipica delle muscle car attraverso modalità di guida dedicate.
Al momento Dodge non ha ancora comunicato prezzi e tempistiche precise per i vari mercati europei, ma l'operazione rappresenta un ritorno storico per uno dei modelli più iconici dell'automobilismo americano. La decisione arriva in una fase di rilancio del modello, che negli Stati Uniti non ha ottenuto i risultati commerciali sperati nella sua prima fase di commercializzazione. L'espansione in Europa rappresenta quindi una mossa strategica per valorizzare un nome leggendario, capace di attraversare sei decenni di storia senza perdere il proprio fascino e la propria identità.