Superbollo, Salvini riapre uno spiraglio: ecco le sue parole [VIDEO]

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Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intercettato dai microfoni di Automoto.it durante un evento a Milano, torna a parlare della tanto odiata tassa sulle auto ad alte prestazioni. L'abolizione è ancora sul tavolo?
8 giugno 2026

A margine dell'evento “The Urban Mobility Council” organizzato da UnipolSai e tenutosi a Milano, noi di Automoto.it siamo riusciti a intercettare il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Un'occasione che non ci siamo lasciati sfuggire per porre una domanda a bruciapelo su uno dei temi più caldi, dibattuti e sofferti dagli appassionati di motori in Italia: quale sarà il destino del superbollo?

Alla nostra domanda diretta ("Lo togliamo questo superbollo?"), il leader della Lega ha scelto la via della prudenza, evitando promesse a stretto giro ma lasciando chiaramente intendere che il dossier a Roma non è affatto chiuso, anzi. Le sue parole, catturate dal nostro video, sono state brevi ma inequivocabili: "Stiamo lavorando sul tema superbollo. Ti posso dire solo questo, stiamo lavorando. Poi mi piace dire le cose quando sono confezionate".

 

I trascorsi: da "tassa odiosa" al congelamento

Una dichiarazione che, seppur abbottonata, riaccende le speranze e riapre uno spiraglio in una vicenda che si trascina ormai da oltre un decennio. Per comprendere la portata delle parole di Salvini, è necessario ripercorrere le tappe di questa gabella. Introdotto originariamente nel 2011 e poi inasprito dal Governo Monti, il superbollo (l'addizionale erariale di 20 euro per ogni kW di potenza eccedente i 185 kW) è da tempo nel mirino della Lega e dello stesso Salvini.

In più occasioni nel corso degli anni, il Ministro ha definito la misura una "tassa odiosa", un provvedimento iniquo capace solo di affossare il mercato italiano delle auto sportive e di lusso, portando peraltro un gettito irrisorio alle casse dello Stato rispetto ai danni causati all'indotto, tra mancate vendite, calo dell'IVA e manutenzioni perse.

La speranza degli automobilisti aveva toccato l'apice lo scorso anno, quando l'abolizione (o la profonda rimodulazione) del superbollo era stata formalmente inserita tra gli obiettivi della Legge Delega per la riforma fiscale varata dall'attuale Governo. Sembrava la volta buona, ma le stringenti necessità della Legge di Bilancio e la difficile caccia alle coperture finanziarie (il superbollo garantisce circa 100 milioni di euro annui all'Erario) avevano costretto l'esecutivo a inserire il provvedimento nel cassetto, in attesa di tempi migliori.

 

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Cosa succede adesso?

Le parole rilasciate oggi ai nostri microfoni confermano che l'intenzione politica di eliminare questa anomalia tutta italiana c'è ancora e che ai tavoli ministeriali si sta cercando la proverbiale quadratura del cerchio. Il fatto che Salvini affermi di voler parlare "quando le cose sono confezionate" suggerisce che si stia cercando una copertura economica solida prima di fare nuovi annunci ufficiali.

Per ora si tratta solo di uno spiraglio, senza tempistiche certe o dettagli tecnici. Una piccola luce in fondo al tunnel, ma sufficiente per far tornare a sperare gli appassionati che sognano, un giorno, di poter acquistare un'auto ad alte prestazioni senza dover versare un salasso ingiustificato allo Stato. Noi, come sempre, continueremo a monitorare la situazione.

 

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