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Si è conclusa ieri la 24 Ore di Daytona 2026, gara che ha scritto una nuova pagina nella storia del Cavallino Rampante. Un percorso di crescita continuo, dentro e fuori dalla pista, che Ferrari ha concretizzato portando la 296 GT3 a uno step evolutivo successivo. Quella vista in azione in una delle gare endurance più iconiche al mondo, infatti, non era la versione impiegata fino allo scorso anno: a Daytona ha debuttato ufficialmente la Ferrari 296 GT3 Evo.
Per la 64ª edizione della 24 Ore di Daytona, il Cavallino Rampante ha schierato sei Ferrari 296 GT3 Evo. A fare da cornice al debutto è stato, come da tradizione, lo storico tracciato tri-ovale del Daytona International Speedway, lungo 3,56 miglia (5,7 chilometri), sede del primo appuntamento stagionale dell’IMSA SportsCar Championship.
Come previsto alla vigilia, la gara d’apertura dell’IMSA si è rivelata ostica per le vetture di Maranello, nonostante l’introduzione della nuova versione della 296 GT3 Evo. All’esordio assoluto in gara, la vettura ha però mostrato buone doti di affidabilità: cinque dei sei equipaggi iscritti hanno visto la bandiera a scacchi, un dato tutt’altro che scontato in una competizione endurance. A rendere il weekend particolarmente complesso sono state anche le condizioni meteo, soprattutto durante la notte americana, con una fitta nebbia causata dall’umidità che ha portato a un lunghissimo periodo di neutralizzazione, pari a sei ore e 33 minuti.
In GTD Pro, la Ferrari 296 GT3 Evo numero 033 di Triarsi Competizione ha provato, soprattutto nella prima parte di gara, a inserirsi nelle posizioni di medio-alta classifica, nonostante la prolungata Full Course Yellow. Decisive in negativo le ultime ore, che hanno visto l’equipaggio perdere terreno dopo una fase iniziale competitiva. Si è invece conclusa già alla terza ora la gara della Ferrari numero 62 di Risi Competizione, iscritta con i tre piloti ufficiali Ferrari Davide Rigon, Daniel Serra e Alessandro Pier Guidi, costretta al ritiro a seguito delle conseguenze di un contatto.
In GTD ha brillato la Ferrari numero 21 di AF Corse USA, protagonista grazie agli ottimi stint dei piloti, tra i quali Tommaso Mosca, al debutto come pilota ufficiale del Cavallino Rampante. Nella fase centrale della gara la vettura è entrata in piena lotta per le posizioni di vertice, ma ha chiuso in quinta posizione dopo 661 giri. Settimo posto finale per la 296 GT3 Evo numero 023 di Triarsi Competizione, affidata al pilota ufficiale Ferrari Yifei Ye – vincitore della 24 Ore di Le Mans 2025 con la Ferrari 499P numero 83 – insieme a Onofrio Triarsi, Kenton Koch e Robert Megennis.
Fuori dalla top-10 le Ferrari numero 70 di Inception Racing, condivisa da Frederik Schandorff, Brendan Iribe, Ollie Millroy e David Fumanelli, e la numero 34 di Conquest Racing, con Manny Franco, Albert Costa, Lorenzo Patrese e Thierry Vermeulen, rispettivamente 13ª e 14ª al traguardo.
La vittoria assoluta della 64ª edizione della 24 Ore di Daytona è andata alla Porsche 963 numero 7 del Team Penske. La vettura, affidata a Felipe Nasr, Julien Andlauer e Laurin Heinrich, ha preceduto la Cadillac V-Series.R numero 31 del Team Whelen, con Jack Aitken, Earl Bamber, Frederik Vesti e Connor Zilisch, e la BMW M Hybrid V8 numero 24 del Team WRT, guidata da Sheldon van der Linde, Dries Vanthoor, Robin Frijns e René Rast. Per Porsche si tratta del terzo successo consecutivo nella gara d’apertura della stagione IMSA.
In LMP2 si è imposto il prototipo numero 4 del team CrowdStrike Racing by APR, con Toby Sowery, Alex Quinn, Malthe Jakobsen e George Kurtz. In GTD Pro la vittoria è andata alla BMW M4 GT3 Evo numero 1 del Team Paul Miller Racing, con Max Hesse, Connor De Phillippi, Neil Verhagen e Dan Harper: un risultato che ha ribaltato le aspettative, considerando che la vettura era scattata dall’ultima posizione. In GTD, infine, successo per la Mercedes-AMG GT3 numero 57 di Winward Racing, affidata a Russell Ward, Indy Dontje, Philip Ellis e Lucas Auer.