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C'è un momento preciso in cui una Ferrari smette di essere un'auto e diventa un'esperienza e, con l'Amalfi Spider, quel momento arriva quando si preme il tasto della capote, il tessuto scivola via in 13,5 secondi e il mondo entra nell'abitacolo: l'aria, il suono del V8, la strada che si avvicina di qualche centimetro psicologico.
Il progetto parte da un vincolo preciso: preservare le proporzioni e la silhouette dell'Amalfi anche con il tetto aperto, senza i compromessi estetici che spesso affliggono le versioni cabriolet delle coupé. Il risultato, secondo Ferrari, è una vettura che mantiene la stessa identità visiva fluida e minimalista della coupé, con la capote ripiegata che occupa appena 220 mm di spessore, il minimo indispensabile per non sacrificare il bagagliaio.
Il design dell'Amalfi Spider segue la stessa filosofia minimalista e fluida della coupé da cui deriva: le superfici sono pulite, i volumi scolpiti senza eccessi decorativi, con un'estetica che comunica modernità e dinamismo senza urlare. Il frontale è dominato da un'ampia presa d'aria centrale e da un cofano lungo e scolpito - conseguenza diretta della posizione centrale-anteriore del motore - che conferisce alla vettura una presenza su strada immediatamente riconoscibile.
Al posteriore lavora uno spoiler attivo integrato che contribuisce alla stabilità alle alte velocità, operando in tre configurazioni distinte a seconda delle condizioni di marcia. I cerchi forgiati e le finiture in fibra di carbonio completano un quadro estetico che bilancia sportività e sofisticazione senza scivolare nell'ostentazione.
La capote soft top è disponibile in sei varianti: quattro colori in tessuto sartoriale e due in tessuto tecnico, tra cui il nuovissimo Tecnico Ottanio. Il particolare intreccio della trama tecnica produce un effetto cangiante che amplifica la tridimensionalità della tela, rendendola visivamente diversa a seconda dell'angolazione e della luce. Su richiesta sono disponibili cuciture a contrasto, capaci di sottolineare alternativamente l'anima sportiva o quella più elegante della vettura.
Il meccanismo della capote è uno degli elementi tecnici più curati dell'intera vettura, con l'apertura che avviene in 13,5 secondi fino ad una velocità massima 60 km/h, senza necessità di fermarsi. Gli ingombri ridotti del tetto ripiegato - appena 220 mm di spessore - permettono di mantenere una capacità bagagliaio che per una spider di questo segmento è un primato: 255 litri a tetto chiuso e 172 litri a tetto aperto. Inoltre, l'isolamento acustico e termico della capote è garantito da un tessuto a cinque strati con prestazioni dichiarate da Ferrari in linea con quelle di un tetto rigido retrattile.
L'abitacolo riprende l'impostazione a doppio cockpit già vista sull'Amalfi coupé, con una separazione netta tra le aree del pilota e del passeggero che accentua il carattere sportivo dell'ambiente. Il volante torna ai tasti fisici per le funzioni principali - una scelta sempre più comune nel panorama del settore, ma che su Ferrari acquisisce anche un valore simbolico - e riporta l'iconico tasto di accensione, elemento identitario del brand che nelle ultime generazioni era stato ridisegnato o riposizionato. Il display centrale è integrato nella plancia con un'impostazione pensata per garantire un'interazione naturale anche durante la guida più dinamica.
La configurazione 2+ aggiunge due sedili posteriori che, pur non essendo destinati a passeggeri adulti per lunghi percorsi, permettono di ospitare bambini e di estendere la capacità di carico complessiva della vettura.
Particolare attenzione è stata dedicata al comfort nella guida open-air: il sistema di wind deflector è integrato nello schienale della panchetta posteriore e si attiva con la semplice pressione di un tasto, creando una barriera aerodinamica che riduce le turbolenze nell'abitacolo durante la guida a cielo aperto. Un sistema che Ferrari descrive come capace di eliminare i fruscii fastidiosi che altrimenti accompagnerebbero la guida con la capote abbassata.
Sotto il lungo cofano anteriore batte il pluripremiato V8 biturbo in posizione centrale-anteriore, lo stesso che ha conquistato premi in tutto il mondo nelle sue varie declinazioni. Sull'Amalfi Spider eroga 640 CV, una qualità che su una spider, dove il suono del motore entra nell'abitacolo con ben meno filtri rispetto a una coupé, assume un valore aggiunto di esperienza sensoriale ancora più marcato.
Il sistema frenante è di tipo brake by wire, che restituisce un controllo della vettura più preciso e una modulabilità superiore rispetto ai sistemi tradizionali. A completare il pacchetto dinamico c'è il sistema ABS evo, progettato per operare su tutti i tipi di aderenza migliorando sia le prestazioni in frenata che la stabilità della vettura nelle situazioni limite. Sul fronte aerodinamico, l'ala mobile posteriore opera in tre configurazioni distinte - gestite automaticamente dalla vettura in base alla velocità e allo stile di guida - ottimizzando il compromesso tra deportanza e resistenza all'avanzamento a seconda del contesto.
Prezzi e disponibilità non sono stati ancora comunicati ufficialmente da Ferrari, ma secondo le prime inormazioni si dovrebbe partire da circa 270.000 euro e, con le varie personalizzazione, il prezzo finale sarà ben oltre quella soglia.
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41053 Maranello
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