WEC. Ferrari svela la 499P 2026: "Pronti a difendere i titoli e puntare a Le Mans ancora una volta"

WEC. Ferrari svela la 499P 2026: "Pronti a difendere i titoli e puntare a Le Mans ancora una volta"
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La Ferrari 499P torna protagonista nel FIA WEC 2026: presentata la nuova livrea al Museo Enzo Ferrari, la Rossa difenderà i titoli Costruttori e Piloti conquistati nel 2025 e punterà alla quarta vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans con gli equipaggi #50 e #51
25 febbraio 2026

La Ferrari ha acceso ufficialmente i motori della stagione 2026 del FIA WEC svelando al Museo Enzo Ferrari di Modena la livrea aggiornata della 499P con cui andrà all’assalto di un’annata che si preannuncia tanto affascinante quanto complessa. Difendere i titoli iridati Costruttori e Piloti conquistati nel 2025 – un’impresa che ha riportato a Maranello un alloro assoluto nell’endurance dopo 53 anni – e inseguire la quarta vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans: questi i pilastri di un programma che non ammette cali di tensione.

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L’evento, aperto al pubblico, ha riunito vertici aziendali e squadra corse. Un vernissage dal forte valore simbolico, perché la 499P numero #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen e la numero #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ripartono con gli stessi equipaggi per il quarto anno consecutivo. Una scelta di continuità tecnica e umana che rappresenta una delle basi del progetto Hypercar Ferrari.

La livrea 2026 celebra esplicitamente gli allori iridati attribuiti dalla FIA ai campioni del mondo in carica. Sull’arco dei passaruota anteriori, sotto lo Scudetto con il Cavallino Rampante, spiccano i simboli del titolo Costruttori, mentre sulla #51 – campione Piloti 2025 – compaiono anche gli allori dedicati ai conduttori sulle pinne sopra le portiere. Un dettaglio che non è solo celebrativo, ma che vuole essere uno stimolo costante a non accontentarsi.

Il Centro Stile Ferrari ha evoluto l’abito della 499P nel segno della continuità con la tradizione, mantenendo il legame ideale con la Ferrari 312 P, ultima Sport Prototipo di Maranello impegnata per il titolo assoluto prima del ritorno nel 2023. Il Rosso Scuderia domina ora in finitura lucida – e non più opaca – in una scelta cromatica identica a quella adottata sulla monoposto di Formula 1, mentre il Giallo Modena sottolinea le linee della carrozzeria enfatizzando i volumi del cockpit.

La novità stilistica più evidente riguarda la freccia diagonale gialla, diventata iconica dal debutto del 2023: nel 2026 cambia verso e punta verso l’ala posteriore. Una scelta che valorizza ulteriormente la centralità dell’abitacolo, cuore fisico e simbolico della vettura.

Dal punto di vista tecnico non ci sono rivoluzioni. L’unico Joker rimane quello introdotto a San Paolo nel 2024, ma l’inverno è stato tutt’altro che conservativo. Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars, ha spiegato come le gare più difficili del 2025 abbiano offerto “i maggiori spunti di miglioramento”. La 499P è stata riomologata e dovrà adattarsi a una nuova finestra di performance dopo le misurazioni FIA in una nuova galleria del vento negli USA. “Abbiamo una nuova aerodinamica: seppur con piccoli cambiamenti, differisce in maniera importante sul comportamento della vettura”, ha sottolineato Cannizzo, evidenziando il lavoro svolto soprattutto sul fondo per centrare i target di carico e resistenza richiesti dal regolamento. Questo ha comportato una ricalibrazione della mappa aerodinamica e la necessità di ritrovare l’equilibrio che ha sempre contraddistinto la 499P.

A complicare il quadro ci sono anche le nuove gomme Michelin. “C’è un miglioramento in termini di warm-up – ha spiegato Cannizzo – ma non abbiamo ancora compreso appieno gli impatti sul bilancio della vettura”. Il lavoro di correlazione tra galleria del vento, simulatore e pista sarà quindi decisivo nelle settimane che precedono il via del campionato.

Il powertrain ibrido resta uno dei punti di forza del progetto: V6 biturbo centrale-posteriore abbinato all’ERS sull’asse anteriore, con una chiara derivazione tecnologica dalla famiglia dei sei cilindri di Maranello utilizzati anche sulle vetture stradali.

Sul piano sportivo, Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti, ha fissato la linea: “L’obiettivo per il 2026 è difendere la leadership conquistata nel 2025. Non sarà semplice perché i nostri avversari sono sempre più competitivi e molti di loro si presentano con vetture evolute, mentre noi abbiamo fatto una scelta differente ritenendo che la competitività della 499P sia ancora sufficiente per lottare ai massimi livelli”. Coletta ha ribadito l’approccio gara per gara e la volontà di non vivere di ricordi: “Nel 2026 affronteremo la sfida con la massima concentrazione senza farci condizionare qualora le cose non dovessero andare sempre nel modo migliore possibile”. E sui piloti: “Sono certo che nessuno soffrirà la condizione di partire da Campioni del Mondo in carica”.

Le parole dei protagonisti in abitacolo riflettono consapevolezza e ambizione. Antonio Fuoco ha spiegato che le ambizioni sono simili a quelle del 2025: “Fare sempre del nostro meglio, gara dopo gara”, con l’obiettivo di accumulare più punti possibile e ridurre gli errori in un contesto dove il livello continua a crescere. Miguel Molina guarda ai momenti chiave: “La prima gara in Qatar potrà dare le prime indicazioni dopo la pausa invernale, e poi Le Mans, dove i punti valgono doppio”. Lo spagnolo individua in San Paolo e Fuji le possibili tappe più complesse. Nicklas Nielsen punta deciso al mondiale: “Sappiamo di avere una vettura competitiva, dobbiamo proseguire mantenendo questo slancio positivo e migliorarci su piste dove abbiamo sofferto”.

Sul fronte della #51, Alessandro Pier Guidi ricorda che “confermarsi campioni è sempre più complicato che diventarlo”, ma l’obiettivo è ripetere e possibilmente migliorare quanto fatto, soprattutto a Le Mans. James Calado ha insistito sulla costanza e sulla necessità di ridurre penalità ed errori, mentre Antonio Giovinazzi, dopo aver coronato il sogno di diventare campione del mondo con Ferrari, ha ammesso che “ripetere quanto fatto la scorsa stagione non sarà facile”, sottolineando l’importanza del Qatar per misurare subito il livello e ricordando l’emozione della vittoria a Imola davanti ai tifosi italiani.

Il calendario 2026 prevede otto appuntamenti sugli stessi circuiti delle ultime stagioni: si partirà dal Lusail International Circuit con Prologo e 1812 KM del Qatar a fine marzo, poi Imola, Spa, Le Mans, San Paolo, COTA, Fuji e Sakhir. Un percorso lungo e impegnativo, dove ogni dettaglio potrà fare la differenza.

Ferrari riparte dunque con la consapevolezza di essere il riferimento, ma anche con la certezza che difendere è più difficile che conquistare. La 499P cambia pelle, affina i dettagli e si prepara a una stagione in cui l’obiettivo non è solo vincere ancora, ma continuare a scrivere una pagina di storia dell’endurance moderna, oltre che del Cavallino di Maranello.

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