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A dare linfa al titolo non sono le modifiche all'aerodinamica o le novità di scuderia, bensì i report contabili di due colossi del credito globale: Jefferies e Goldman Sachs. Entrambi gli istituti bancari hanno alzato i propri prezzi obiettivo, confermando una netta raccomandazione d'acquisto per le azioni del Cavallino Rampante. La motivazione della promozione poggia sulla totale prevedibilità dei flussi di cassa di Maranello. Grazie a un portafoglio ordini che copre le consegne oltre la soglia dei 24 mesi e a margini operativi paragonabili esclusivamente ai grandi marchi del lusso globale, il modello di business Ferrari dimostra di viaggiare su binari del tutto indipendente dalle oscillazioni cicliche del mercato generalista.
La risposta degli investitori istituzionali non si è fatta attendere, tramutando le indicazioni delle banche d'affari in acquisti diretti che blindano la capitalizzazione dell'azienda ben al di sopra delle fragilità del settore auto.
L'eccezionalità della posizione di Ferrari emerge con evidenza dal confronto diretto tra le metriche contabili della società e gli standard del mercato automobilistico o del lusso.
Margine EBITDA Ferrari evidenzia una marginalità operativa lorda compresa tra il 38,0% e il 39,5%. Per contro, la media dei costruttori automobilistici europei si attesta in una forbice tra l'8,0% e il 12,0%, mentre i colossi del lusso come LVMH o Hermès registrano valori tra il 35,0% e il 42,0%.
Margine EBIT Il margine operativo netto di Maranello oscilla tra il 27,0% e il 28,5%. I grandi gruppi dell'auto tradizionale faticano a superare un intervallo compreso tra il 5,5% e l'8,5%, confermando il ridotto spazio di manovra sui prezzi della produzione di massa rispetto ai prodotti ad altissima personalizzazione.
Multiplo Price to Earnings (P/E) Ferrari viene scambiata sui mercati a un multiplo compreso tra 48 e 52 volte gli utili attesi. Si tratta di una valutazione analoga a quella delle maison dell'alta moda e dell'orologeria (25x - 50x), mentre i produttori di auto tradizionali rimangono schiacciati su valutazioni a una singola cifra, generalmente tra 5 e 8 volte gli utili.
Valutazioni degli Analisti La raccomandazione Buy rilasciata da Jefferies posiziona il target price a 400 euro per azione. Goldman Sachs spinge la valutazione al rialzo fissando il prezzo obiettivo a 421 euro per azione.
L'elevato multiplo prezzo-utili riflette la decisione dei mercati di trattare Ferrari come un titolo rifugio ad altissima marginalità, privo delle dinamiche di sconto e di pressione sui prezzi che affliggono i volumi di vendita tradizionali.
La copertura del backlog ordini per oltre due anni elimina di fatto il rischio di revisioni al ribasso delle stime d'utile, garantendo una protezione strutturale contro l'inflazione dei costi di produzione o l'instabilità delle catene di fornitura. Un prezzo obiettivo fissato a 421 euro proietta la capitalizzazione complessiva di Ferrari oltre la soglia dei 75 miliardi di euro, un valore finanziario straordinario se rapportato a volumi produttivi contenuti entro le 14.000 unità annue.
I numeri confermano che la forza di Ferrari a Piazza Affari prescinde dai risultati della domenica in pista. L'attenzione di banche d'affari come Jefferies e Goldman Sachs certifica la metamorfosi riuscita da semplice costruttore d'auto a vero e proprio colosso del lusso globale. Finché la domanda manterrà questa esclusività e i margini operativi rimarranno vicini al 40%, il titolo del Cavallino Rampante continuerà a rappresentare un bene rifugio capace di illuminare il listino azionario anche quando l'intero comparto industriale si trova al buio.