Fiat Topolino sequestrate in Dogana dalla Guardia di Finanza: non sono italiane

Fiat Topolino sequestrate in Dogana dalla Guardia di Finanza: non sono italiane
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Carlo Bellati
  • di Carlo Bellati
La Fiat Topolino è sotto sequestro: un grande lotto di 134 esemplari è stato bloccato nei depositi del porto di Livorno per una presunta irregolarità, la bandiere italiana posta sulla fiancata sarebbe "ingannevole". Le dichiarazioni di Stellantis
  • Carlo Bellati
  • di Carlo Bellati
18 maggio 2024

Sulla Fiat Topolino tra Stellantis e il Governo è guerra aperta: l'ultimo episodio vede in campo la Fiat Topolino e l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza al Porto di Livorno. Il 15 maggio scorso l'Autorità ha messo sotto sequestro 134 esemplari della microcar Fiat Topolino costruita in Marocco (nata come progetto Citroen con il nome di Ami) perché esibiscono una bandiera italiana sulla porta o sulla fiancata nella versione Dolcevita, che non ha le porte e questo, secondo il verbale trasmesso ai giudici "è una probabile funzione decettiva di tali segni, quindi ingannevole, che porterebbero il consumatore a ritenere che la produzione dei suddetti beni sia avvenuta in Italia". Le Fiamme Gialle hanno riscontrato anche che sulle microvetture Fiat Topolino non esiste alcuna indicazione del loro reale Paese di fabbricazione, una fabbrica Stellantis a Kenitra, nel nord del Marocco.

Il lotto di Fiat Topolino e Topolino Dolce Vita è stato sequestrato e dato in custodia ad un rappresentate di Stellantis in attesa che l'Autorità Giudiziaria si pronunci sulla validità del provvedimento. Nel frattempo Stellantis ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui afferma che "l'adesivo in questione aveva la sola finalità di indicare l’origine imprenditoriale del prodotto, perché il design della Fiat Topolino si rifà ad un'auto storica per Fiat sin dal 1936, è stato ideato e sviluppato a Torino da un team di professionisti del Centro Stile FIAT di Stellantis Europe S.p.A., società italiana". Per risolvere la questione, il Gruppo avrebbe accettato di rimuovere i piccoli adesivi previa autorizzazione delle Autorità.

Tra le schermaglie legali che hanno contrapposto il Governo a Stellantis va ricordata la querelle sul nome dell'Alfa Romeo Milano (fabbricata in Polonia) che ha dovuto essere cambiato in fretta e furia in Alfa Romeo Junior. 

Un altro episodio in cui la pretesa produzione nel nostro Paese è sotto indagine riguarda i veicoli cinesi della molisana DR, che è sottoposta ad una azione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per possibili condotte illecite durante la promozione e la vendita delle autovetture DR ed EVO, in violazione delle norme del Codice del Consumo.

È notizia dei giorni scorsi inoltre che le Leapmotor in arrivo dalla Cina, non riporteranno il marchio Fiat, secondo una dichiarazione di Carlos Tavares, CEO di Stellantis, e nemmeo il nome Leap (salto) con cui sono conosciute in Cina. Questo probabilmente eviterà un'altra querelle per utilizzo di un marchio italiano su un prodotto extraeuropeo che potrebbe nascere dal ministero del Made in Italy. 

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