Ford sfida i cinesi: svelato il nome del pick-up elettrico economico, si chiama Fathom

Ford sfida i cinesi: svelato il nome del pick-up elettrico economico, si chiama Fathom
Pubblicità
In arrivo nel 2027, il nuovo truck a batterie dell'Ovale Blu segna un cambio di rotta decisivo: prezzo accessibile, piattaforma modulare di nuova concezione e tecnologia al vertice per sfidare i rivali cinesi e le startup.
6 agosto 2026

Ford ha svelato il nome ufficiale e il prezzo di listino del suo atteso pick-up elettrico di medie dimensioni ed economico. Il nuovo veicolo si chiamerà Ford Fathom e debutterà sul mercato con un prezzo d'attacco di 28.350 dollari (escluse spese di consegna e tasse), posizionandosi come uno dei pick-up a batterie più accessibili del mercato americano.

I pre-ordini si apriranno all'inizio del 2027, mentre la produzione prenderà il via nello stesso anno presso lo stabilimento di Louisville, in Kentucky. Il Fathom rappresenterà il primo modello realizzato sulla nuovissima piattaforma Universal EV di Ford. Sviluppata da zero con un investimento complessivo di circa 5 miliardi di dollari, questa architettura nativa nasce per supportare un'intera famiglia di veicoli elettrici ad alta efficienza e a basso costo, che nei prossimi anni comprenderà anche SUV e veicoli commerciali.

Per contenere i costi di produzione e competere direttamente con le startup e i costruttori cinesi, Ford ha adottato un processo produttivo fortemente semplificato: il veicolo viene assemblato unendo tre macro-sezioni distinte (anteriore, centrale e posteriore).

 

Abitabilità da SUV e tecnologia di bordo

Nonostante il prezzo d'attacco particolarmente contenuto, la Ford Fathom non scende a compromessi sul fronte dell'abitabilità e dei contenuti tecnologici. L'abitacolo è stato progettato per accogliere comodamente cinque adulti, offrendo un volume per i passeggeri persino superiore a quello di un SUV di riferimento come il Toyota RAV4.

Alla capacità di carico del classico cassone posteriore si affianca la praticità del bagagliaio anteriore (frunk), ideale per riporre i cavi di ricarica o piccoli bagagli. La versatilità d'uso è completata dalla presenza della chiave digitale e della funzionalità di ricarica bidirezionale, pensata per alimentare utensili di lavoro o attrezzature da campeggio.

L'ambiente interno è dominato da un grande display touch ad alta risoluzione con integrazione nativa per Apple CarPlay e Android Auto, supportato da aggiornamenti software Over-The-Air (OTA) gestiti da un'architettura interamente definita via software. Sul fronte della sicurezza e dell'assistenza alla guida, ogni Fathom è predisposto per il sistema di guida autonoma senza mani BlueCruise, che dialoga direttamente con Apple Maps per ottimizzare i percorsi e le fasi di ingresso e uscita dai tratti autostradali.

A differenza di quanto fatto per la Mustang Mach-E, per questo progetto il team di sviluppo ha preferito non riutilizzare denominazioni storiche del marchio (come Ranchero, Taurus o Galaxie). Dopo una selezione durata nove mesi e centinaia di opzioni vagliate, la scelta finale è ricaduta su Fathom.

In lingua inglese, il termine possiede una duplice valenza simbolica. Nacque per indicare la misura della gittata delle braccia aperte (circa 1,8 metri), utilizzata originariamente dai marinai per calcolare la profondità dei fondali. Nel corso del tempo ha assunto il significato figurato di "comprendere a fondo". Una scelta con cui l'Ovale Blu ha voluto sottolineare il lungo lavoro di analisi svolto dai propri ingegneri per comprendere appieno le reali esigenze quotidiane, operative ed economiche del cliente di riferimento.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

E in Europa?

Sebbene il debutto iniziale del Ford Fathom sia programmato per il mercato nordamericano, l'eventuale sbarco della nuova piattaforma modulare in Europa è al centro di un attento dibattito tra gli addetti ai lavori e i vertici dell'Ovale Blu.

L'architettura Universal EV nasce dal lavoro svolto in California da un team speciale (skunkworks), composto da ex ingegneri provenienti da realtà come Tesla, Rivian e Lucid, affiancati da specialisti in aerodinamica attinti dal mondo della Formula 1. Il progetto è stato concepito con un obiettivo ben preciso: creare una base ad altissima efficienza e a costi contenuti, indispensabile per arginare la pressione commerciale delle case automobilistiche cinesi.

Intervistato dalla testata britannica Autocar, il CEO di Ford Jim Farley ha aperto alla possibilità di offrire i futuri modelli basati su questa architettura anche sul mercato europeo, definendo la piattaforma un progetto dal respiro potenziale globale. Tuttavia, l'azienda mantiene una posizione prudente. Jim Baumbick, presidente di Ford Europa, ha sottolineato come l'adattamento e l'introduzione di questa piattaforma nel Vecchio Continente richiedano uno sforzo ingegneristico e un impegno finanziario di notevole entità, mentre lo stesso Farley ha chiarito che una decisione definitiva non è stata ancora formalizzata.

A valutazioni di natura finanziaria si aggiungono quelle relative ai segmenti di mercato. In Europa, i pick-up rappresentano una nicchia con volumi di vendita nettamente inferiori rispetto al contesto statunitense, un fattore che rende incerto l'esordio del Fathom nella sua configurazione da lavoro. Appare tuttavia plausibile che l'architettura possa essere impiegata per l'introduzione in Europa di SUV compatti e crossover ad alta diffusione.

Per la divisione europea di Ford, il ricorso alla piattaforma proprietaria Universal EV segnerebbe un cambio di passo strategico. Attualmente, l'offerta elettrica del marchio in Europa si appoggia in parte a collaborazioni industriali esterne - come l'impiego della piattaforma MEB di Volkswagen per i modelli Explorer e Capri - e ad accordi di sviluppo per citycar con partner come Renault. Introdurre la propria architettura nativa permetterebbe a Ford di rafforzare l'indipendenza tecnologica e la competitività economica nella fascia dei veicoli a zero emissioni più accessibili.

Argomenti

Pubblicità