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La competenza di General Motors nella produzione di massa potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di molto diverso da automobili. Il know how che ha reso celebre il marchio di Detroit è infatti finito nel mirino del Pentagono, intenzionato da tempo a coinvolgere i grandi costruttori automobilistici in un ruolo più centrale all'interno del complesso militare industriale americano. E GM ha risposto presente.
Il gruppo ha annunciato la firma di un memorandum d'intesa con Lockheed Martin, accordo che porta la regia diretta del Dipartimento della Guerra statunitense. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la base manifatturiera e industriale della difesa nazionale. In pratica, GM Defense e Lockheed Martin esploreranno insieme le strade per accelerare la consegna di capacità belliche e tecnologie ritenute critiche per la sicurezza degli Stati Uniti.
I dettagli operativi restano ancora piuttosto vaghi, ma la logica dell'intesa è chiara: unire l'esperienza militare di Lockheed alle capacità ingegneristiche e produttive di General Motors. Le prime attività, fa sapere il costruttore, si concentreranno sull'individuare modalità per velocizzare la prontezza produttiva, applicando alla difesa quei metodi di produzione commerciale ad alto volume che l'industria automobilistica padroneggia da decenni.
La collaborazione ruota attorno a tre obiettivi: il rafforzamento delle catene di fornitura del settore difesa, l'avanzamento delle capacità di progettazione e manifattura, e infine la valutazione di nuove opportunità per ampliare la capacità produttiva sfruttando infrastrutture e competenze del mondo commerciale.
A spiegare il senso dell'operazione è stato Frank St. John, direttore operativo di Lockheed Martin, secondo cui la sicurezza americana non dipende soltanto dallo sviluppo di tecnologie avanzate, ma anche dalla capacità di produrle in fretta, in modo affidabile e in grandi quantità. Un concetto ripreso anche da GM, che parla di una domanda crescente di capacità produttiva, resilienza delle forniture e agilità manifatturiera in tutto il comparto della difesa.
Dietro questa accelerazione c'è una ragione concreta. L'arsenale degli Stati Uniti è stato messo sotto pressione da una serie di conflitti recenti, dalla guerra in Ucraina alle tensioni con l'Iran. E se Lockheed Martin è conosciuta soprattutto per i suoi velivoli, l'azienda produce anche i missili Patriot, impiegati in modo intensivo negli scenari di crisi più caldi degli ultimi mesi.
Resta da capire come prenderà forma davvero questa partnership. Steve duMont, presidente di GM Defense, ha anticipato che nelle prossime settimane le due aziende lavoreranno per individuare i primi progetti concreti da portare avanti insieme. Un passaggio che segna, di fatto, l'ingresso di uno dei più grandi nomi dell'auto americana in un terreno finora estraneo al business delle quattro ruote.
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