Gli interni della nuova Mercedes-Benz Classe A: vis à vis con Francesca Sangalli

Gli interni della nuova Mercedes-Benz Classe A: vis à vis con Francesca Sangalli
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Emiliano Perucca Orfei
Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Francesca Sangalli, designer che ha sviluppato nel suo studio di progettazione di Como le linee guida degli interni della nuova Mercedes-Benz Classe A
17 aprile 2012

Milano - La nuova Mercedes-Benz Classe A rappresenta una vera e propria novità all’interno della gamma della Stella. In primo luogo perché ha abbandonato definitivamente le tipiche proporzioni da monovolume per assumere la conformazione di una moderna hatchback, nel tentativo di conquistare nuove fasce di mercato. In secondo luogo perché propone una serie di innovative soluzioni per quanto riguarda il design e la tecnologia di bordo.

Abbiamo avuto modo di parlare con Francesca Sangalli, una designer che si è occupata dello sviluppo delle linee guida degli interni della nuova Mercedes-Benz Classe A, ispirando in maniera indelebile il design dell’abitacolo della versione di serie, che arriverà nelle concessionarie italiane dopo l’estate.

Concepiti almeno inizialmente in uno studio di advanced design di Como, gli interni della nuova compatta di Stoccarda si caratterizzano per soluzioni stilistiche originali e per la presenza fondamentale di un sistema di infotainment all’avanguardia.

Francesca, vuoi parlarci degli interni della nuova Classe A?

«Gli interni della nuova Classe A hanno delle caratteristiche molto forti, che sono state appositamente studiate per cercare di raggiungere il gusto di un target molto giovane e innovativo. L’idea essenziale era quella di eliminare il pannello decorativo nel senso classico, mentre è la superficie stessa della plancia che assume una funzione prettamente decorativa, grazie a delle texturizzazioni che hanno l’obiettivo di conferire un aspetto molto innovativo».

L'abitcolo presenta una serie di elementi non perfettamente integrati con la plancia, come per esempio il display del sistema di infotainment, simile ad un tablet. Ci spieghi le motivazioni alla base di questa scelta?

«Le bocchette dell’aria piuttosto che i pannelli di controllo o il display sono considerati tutti come elementi indipendenti, come se fossero degli elementi aggiunti alla plancia e non integrati con essa. Questa è una scelta molto forte, che ha l’obiettivo di conferire ad questi elementi una rilevanza maggiore, trasformandoli in dei focal point che attraggono molto l’attenzione e definiscono con forza l’estetica della vettura».


«Nello stesso tempo questa "filosofia della non integrazione" serve anche per svincolarci in un certo senso dai compromessi di design che deve subire lo stile. Per esempio il floating display che si trova all’interno del veicolo consente non soltanto di dare un’importanza molto forte all’aspetto dell’infotainment, che per una vettura di questo tipo è sicuramente fondamentale, ma anche per svincolare la tecnologia dal design stesso. L’effetto finale di questa scelta è quello di aver ottenuto una linea degli interni molto leggera».

Gli interni della Classe A sono stati quindi concepiti in Italia. C’è molta Italia nella nuova Classe A?

«Si ma bisogna considerare che stiamo parlando di Mercedes-Benz e di un processo che è durato sette anni. Lo studio di advanced design di Como si occupa della progettazione degli interni e questo ci rende molto specializzati. Il nostro core business è proprio quello di realizzare gli interni delle autovetture, però il processo è molto lungo. Noi definiamo le caratteristiche essenziali all’inizio, poi questi modelli in scala reale vengono passati in Germania dove gli ingegneri definiscono tutta la fattibilità e li rendono adatti alla produzione».

Un punto chiave degli interni delle nuove vetture della gamma Mercedes-Benz è rappresentato dai sistemi di infotainment. Quale sarà l’evoluzione della tecnologia a bordo delle auto della Stella nei prossimi anni?

«Senz’altro posso dire che l’infotainment assume in questo periodo un ruolo fondamentale per Mercedes-Benz, che sta investendo moltissimo in questo aspetto perché crede che la connettività sia un tema molto importante da portare avanti. La Casa della Stella ha proposto durante il CES di Las Vegas (il Consumer Electronic Show, la fiera dell’elettronica di consumo più grande del mondo, ndr) un prototipo chiamato DICE, che mette in evidenza le direzione che Mercedes vuole perseguire in campo tecnologico».


«In questo concept viene dato un ruolo fondamentale all’infotainment e alla possibilità di essere sempre collegati a bordo della propria vettura. Mercedes-Benz sta sviluppando anche la tecnologia Cloud in modo tale da trasformare l’automobile in un elemento sempre connesso. Questo permette tantissime possibilità, a partire dai social network e dall’implementazione della sicurezza. Nel momento in cui la vettura può dialogare con ciò che la circonda e con gli altri veicoli presenti sulla strada è possibile prevenire dei rischi. La connettività assume quindi un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’automobile del futuro».

Rispetto alle linee guida che avevi tracciato, il risultato finale della vettura ti soddisfa o risulta essere addirittura migliore di quello che ti aspettavi? Cambieresti qualcosa sulla vettura di serie?

«Personalmente la versione definitiva mi soddisfa fino in fondo. Quando si parte da un concept è sempre molto difficile arrivare al prodotto finale mantenendo forti i temi concettuali sviluppati all’origine. Io credo che questa vettura abbia mantenuto in maniera molto evidente i concetti racchiusi nel concept ed è per questo che il carattere della nuova Classe A è molto deciso e definito».

 

 

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