WRC

Grandi Ritorni. Chi li “aiuta”? Il Talento? Il Progresso?

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Sebastien Loeb fa un putiferio e torna a correre da ufficiale nel WRC. Antoine Meo prova Dakar, poi Auto, infine dopo 4 anni torna a casa e correrà il Mondiale EnduroGP Con Honda RedMoto. Come è possibile?

Grandi Ritorni. Chi li “aiuta”? Il Talento? Il Progresso?

Il Paradiso dei Motori, 20 Febbraio 2019. Gli esempi di longevità agonistica ormai si sprecano, anche e soprattutto nel MotorSport. Lasciamo stare Jean-Louis Schlesser o Emerson Fittipaldi, per fare degli esempi, o lo stesso Valentino ormai agli auguri del plebiscito per i suoi raggiunti 40 anni. Come dice Paolo Andreucci, “A stare sul pezzo e a continuare a figurare dignitosamente ci aiutano l’esperienza che cresce e il progresso tecnico delle Auto, che ci rende la vita più facile”. Io aggiungerei, e metterei al primo posto come una condizione, il talento. Comunque, parlare di longevità è un conto, tornare “sul pezzo” dopo essere stati fuori per un certo periodo, magari lungo, è un’altra cosa. L’interruzione di attività specifica dovrebbe significare perdere il passo, la scia, il filo del discorso. E invece…

Il fatto che Sébastien Loeb sia tornato a correre con Hyundai nel Mondiale World Rally Car è stato un evento clamoroso, ma è e resta ancor di più “impressionante” il fatto che riesca a farlo bene. Dopo qualche anno di “un’altra vita”, WTCC, Dakar, Rallycross, il “Cannibale” è tornato ai comandi di una WRC, questa volta “Plus”. Ha abbandonato la sua “Storia” con Citroen, con la quale conta ben nove Titoli di Campione del Mondo e con cui ancora più clamorosamente aveva vinto il Rally di Spagna, uno dei tre camei del 2018 e, mai pago, diremmo indomabile, è salito sulla Hyundai ed è lì che battaglia per le prime posizioni. Dopo 6 anni!

Ultima ora: Antoine Meo torna a correre nel Mondiale EnduroGP. Ha formalizzato un accordo con Honda RedMoto e farà tutta la stagione 2019 con la CRF 450RX. L’intenzione dichiarata è quella di “fare una grande stagione”. Figuriamoci! L’”Alligatore” che ritorna solo per ben figurare. Anche Meo non ha mai smesso di andare in Moto, soprattutto si è allenato abbastanza da rimanere “tonico”, e qualche volta ha anche corso. Ha fatto la due volte la Dakar con KTM ma non è andata bene, infortuni e lunghi recuperi. È un altro mondo, molto più veloce e, soprattutto, pericoloso. Altro tipo di stress, più forte. “Antonio” ha anche tentato la strada dell’Automobilismo. Ha corso alcuni Rally, ed è bravo, e dallo scorso anno era a caccia di un volante “serio”, che fosse nei Rally o alla Dakar erano due possibilità. Il problema, in questo caso, sono i budget. Enormi. Smettere di guadagnare quei “quattro soldi” della Moto e cercare di coprire le spese e il proprio salario con gli Sponsor non è propriamente la stessa cosa. Altro tipo di “stress”, ancor più forte. Così Meo, dopo cinque Titoli di Campione del Mondo, e tre Sei Giorni, con Husqvarna e KTM, e dopo 4 anni di assenza, torna in sella e ai santi vecchi con una Honda. Saprà essere forte e implacabile come lo è stato prima? Dovrà sudare, ma riuscirà  a battere il tempo che passa e le nuove generazioni di fenomeni dell’Enduro, Holcombe o Freeman solo per fare un esempio? Riuscirà a stare al passo dei “vecchi” come lui che sono rimasti e che hanno continuato a correre? Sarà all’altezza di Salvini, Nambotin, Remes, per citare alcuni “colleghi” e Campioni del Mondo dei bei tempi? Riuscirà, insomma, a riempire il buco di questi anni di assenza? Glielo auguriamo, di tutto cuore, Meo è stato ed è un fuoriclasse…

Eccoci al punto. Fuoriclasse. Talento. Loeb ha 45 anni ed è stato “out” per sei anni, Meo ha solo 34 anni ed è stato lontano dal Mondo della sua gloria per quattro. Non moltissimo, certo, né l’uno né soprattutto l’altro possono essere considerati dei “vecchi” e tanto più dei “pensionati”, nel senso più… sedentario del termine. Tuttavia è sempre acqua del fiume della vita che passa, e che non si ferma perché sei seduto sulla riva a guardare.

Dunque, rifletto sul fatto che per stare al passo con i tempi, o per non perderli di vista, è possibile che sia necessario prima di tutto un grande talento, quel qualcosa che non si “consuma” e che continua a fornire un elemento inossidabile con il quale fare la differenza. Poi trovo che abbia perfettamente ragione Andreucci, e cioè che a rendere la vita più facile offrendo una nuova opportunità a un “rientrante” subentri il progresso tecnologico e tecnico del Mezzo, Auto o Moto che sia. Ci aiuta a capirlo facilmente lo stesso Loeb, che ha trovato le nuove WRC+ più veloci e facili da guidare, beninteso facile dal punto di vista del Campione, ma diverse, dunque a patto di imparare a conoscerle e di ritrovare il “feeling”. Per esempio con il comportamento della nuova aerodinamica, che consente di affrontare i “curvoni” a velocità impensabili prima.

Antoine Meo
Antoine Meo

E così è la Moto. Salti su una Moto dopo cinque anni, e la moto perfetta di cinque anni prima ti sembra un cancello, e vai più veloce e sicuro facendo meno fatica. È il Progresso. Il progresso tecnologico determinante quando fai qualcosa avvalendoti di un mezzo, di uno strumento che ricopre un ruolo importante nella pratica di quello Sport o attività. È impensabile, per esempio, che un pugile resti o torni e si imponga dopo troppi anni, caso di Mohamed Ali a parte, perché il progresso del guantone non è mai abbastanza determinante.

Non si arriva al clamore di quando furono inventati gli sci sciancrati, che sono stati rivoluzione e… gerovital, ma nel tempo anche la linearità del processo di miglioramento di telai, motori, sospensioni, freni, assistenza alla guida, elettronica, aerodinamica, diventa rivoluzione.

Siamo dunque ansiosi di vedere cosa succederà quando Loeb e Meo avranno preso perfettamente le misure con i cambiamenti, che non hanno vissuto e ai quali hanno solo assistito.

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