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Incidente ferroviario in Puglia: dubbi sulla sicurezza della tratta Andria-Corato

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Binario unico, assenza di sistemi automatici e un possibile errore umano alla base del terribile incidente che in Puglia ha provocato 27 morti

Incidente ferroviario in Puglia: dubbi sulla sicurezza della tratta Andria-Corato

Quanto è sicuro viaggiare in treno? E' la domanda che tutti ci stiamo ponendo dopo il terribile incidente ferroviario che in Puglia ha provocato 27 morti in seguito allo scontro frontale tra due treni su un tratto della linea Bari nord tra Andria e Corato.

Le cause precise dell'incidente sono ancora da stabilire e per questo il procuratore facente funzioni di Trani, Francesco Giannella, costituirà oggi un pool di magistrati che coordinerà le indagini sul disastro ferroviario di ieri. In attesa delle informazioni contenute nella scatola nera che è stata recuperata intatta dal treno proveniente da Bari, emergono numerosi dubbi sulla sicurezza della tratta gestita dalle Ferrovie del Nord Barese che fanno capo alla Ferrotramviaria SpA, azienda con capitale interamente privato costituita nel 1937. 

Innanzitutto il binario unico: su quel tratto il progetto per il raddoppio della linea risale al 2007 e prevedeva il completamento nel 2015, ma l'iter per l'esproprio dei terreni necessario all'opera si è concluso solo nel 2013. Tra lungaggini burocratiche si arriva al 2016, quando Ferrotramviaria SpA pubblica un avviso di proroga datato 16 giugno che fa slittare dal primo al 19 luglio la scadenza delle domande di partecipazione alla gara proprio per il raddoppio della Corato-Andria. Sui circa 70 chilometri di linea di Ferrotramviaria il doppio binario esiste oggi solo tra Bari e Ruvo

Poi c'è il sistema che gestisce il traffico su quella tratta, che è privo di automatismi che impediscano che due treni possano scontrarsi. Gli addetti delle ferrovie della Andria-Corato comunicano tra loro ancora telefonicamente, attraverso un sistema denominato a “blocco telefonico”. In soldoni, comunicano tra loro attraverso dei fonogrammi: quando un treno parte viene data comunicazione al collega che tiene il treno fermo in stazione e gli dà il via libera  per partire con la paletta soltanto quando la vettura è arrivata in stazione. 

Su quella tratta infatti non è presente un sistema di controllo automatico che mantiene i convogli a distanza di sicurezza, come sulla stragrande maggioranza della rete ferroviaria italiana. O meglio, i sensori su quei treni erano presenti, ma non potevano funzionare perché i binari sono obsoleti. «Secondo gli standard imposti dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, i treni sul tratto Andria-Corato non potevano circolare. Lo facevano solo in base ad una deroga, che durava da anni» per consentire i lavori di ammodernamento, dichiara a La Repubblica Michele Formisano, macchinista di treni ad alta velocità e segretario nazionale aggiunto del sindacato Orsa.

Ieri, pare che fossero due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno di questi due convogli viaggiava con circa 10 minuti di ritardo come molti altri in mattinata, una circostanza che potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione.

La procura di Trani indagherà per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, ma l'ipotesi più plausibile è quella di un errore umano. Gli inquirenti escludono comunque tutte le altre possibili cause, compresa quella del guasto.

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