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La corsa alle batterie di nuova generazione per auto elettriche entra in una fase decisiva. Al centro dell’attenzione è finita la tecnologia solid-state (SSB), e a promettere una svolta è la startup finlandese Donut Lab, che sostiene di aver sviluppato una batteria capace di superare i limiti storici delle Ev: autonomia ridotta, tempi di ricarica lunghi e costi elevati.
Se confermate, le innovazioni introdotte potrebbero cambiare radicalmente il mercato delle auto elettriche, rendendole più efficienti, economiche e adatte a un’adozione di massa. Un salto tecnologico che arriva in un momento in cui la domanda globale di Ev è in crescita, ma ancora frenata proprio dalle prestazioni delle batterie.
Secondo quanto raccontato dal Wall Street Journal, Donut Lab ha presentato una batteria solid-state con una densità energetica di circa 400 Wh/kg, quasi il doppio rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio più diffuse. Le prestazioni dichiarate sono ancora più ambiziose: ricarica completa in circa 5 minuti, una durata fino a 100.000 cicli e funzionamento stabile in un range estremo di temperature, da -30°C a +100°C. Inoltre, queste batterie non utilizzerebbero metalli rari né elettroliti liquidi infiammabili, riducendo costi e rischi.
Se applicata a un’auto elettrica attuale, una simile tecnologia potrebbe portare l’autonomia fino a oltre 1.300 km, ossia più del doppio rispetto ai modelli oggi sul mercato. Le implicazioni sarebbero enormi anche per il peso dei veicoli, con una possibile riduzione fino a 450 kg grazie a sistemi di raffreddamento meno complessi e a un’architettura più efficiente.
Nonostante ciò, il settore resta scettico: le batterie solid-state sono considerate da anni la “next big thing”, ma la produzione su larga scala non è mai stata raggiunta. Nel frattempo, il mercato si muove rapidamente: il valore globale delle SSB potrebbe passare da poco più di 1 miliardo di dollari nel 2024 a oltre 56 miliardi entro il 2035, secondo stime di settore.
La sfida sulle batterie per auto elettriche è ormai globale e coinvolge grandi gruppi industriali e governi. Oltre a Donut Lab, colossi come CATL stanno sviluppando tecnologie simili con densità che potrebbero arrivare fino a 500 Wh/kg, mentre diversi costruttori puntano a introdurre le prime auto elettriche con batterie solid-state tra il 2027 e il 2028.
La Cina, in particolare, detiene circa il 44% dei brevetti legati a queste tecnologie, confermandosi leader nella filiera delle batterie. Allo stesso tempo, soluzioni alternative continuano a evolversi: le batterie LFP di nuova generazione permettono già autonomie vicine ai 1.000 km e ricariche in meno di 10 minuti, dimostrando che il mercato non è fermo in attesa della SSB.
Il vero nodo resta la produzione: passare dai prototipi alla scala industriale richiede investimenti miliardari, infrastrutture adeguate e tempi ancora incerti. Tuttavia, la direzione è chiara. Se le promesse di Donut Lab dovessero concretizzarsi, le batterie solid-state potrebbero rappresentare il punto di svolta definitivo per le auto elettriche, eliminando le principali barriere all’acquisto e accelerando la transizione energetica.