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La mobilità al tempo del Giubileo: Roma non è pronta per i pedoni

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Roma si prepara all’invasione dei fedeli chiamati da Papa Francesco al Giubileo della Misericordia: ma secondo uno studio ACI, la città non sarà accogliente per i pellegrini, soprattutto se portatori di handicap

La mobilità al tempo del Giubileo: Roma non è pronta per i pedoni

Qualcuno arriverà a Roma a piedi, zaino in spalla e bastone in mano per accompagnare il passo, magari lungo lo storico percorso della Via Francigena: e quando vedrà il profilo dei Sette Colli, penserà di essere ormai al traguardo, che il peggio è alle spalle. Errore, caro pellegrino del Giubileo della Misericordia: le insidie maggiori a raggiungere le Basiliche giubilari si nascondono proprio all’interno delle Mura Aureliane. Sono soprattutto i percorsi pedonali e gli attraversamenti stradali a rappresentare un rischio, in special modo se il viandante è portatore di handicap. 

 

Lo rivela uno studio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo e dall’Area Tecnica dell’ACI, che ha monitorato 17 tratte pedonali e 14 attraversamenti tra la stazione Termini e la vicina Basilica di Santa Maria Maggiore, dove parte il Cammino Mariano che sarà percorso da milioni di pellegrini durante il Giubileo “Percorrere ed attraversare a Roma: non è per tutti” già dal titolo anticipa i poco confortanti risultati: nessuna infrastruttura ha raggiunto il massimo dei voti e la valutazione complessiva è appena “sufficiente” sia per i percorsi pedonali che per gli attraversamenti, tutti con standard di accessibilità insoddisfacenti per i portatori di handicap.  

 

Le criticità più ricorrenti riguardano carenze progettuali (barriere fisiche rappresentate da pali della luce, postazioni telefoniche, totem pubblicitari e parcometri; manifattura non eccellente delle pavimentazioni; scarsa visibilità notturna) ed inadempienze gestionali (ostacoli come bancarelle, tavolini di esercizi commerciali, cartelloni e veicoli in sosta irregolare; scarsa manutenzione della segnaletica; pulizia inadeguata). 

 

In particolare, lo studio ha analizzato, grazie anche il contributo del dottor Giammario Mascolo, docente e psicoterapeuta, cieco dalla nascita, gli standard di sicurezza offerti ai disabili ed ai non vedenti, che in Italia sono circa 130.000 (1 ogni 450 persone). Il loro diritto alla mobilità nella Capitale è compromesso anche dalla mancanza di equipaggiamenti specifici nel sistema del trasporto pubblico: il 26% degli autobus e il 31% dei tram non ha accorgimenti per i disabili; appena il 39% delle stazioni della Metro A è accessibile ai portatori di handicap, mentre la B e la B1 sono fruibili; solo il 50% delle stazioni delle ferrovie metropolitane Roma-Lido e Roma-Viterbo è agibile per i disabili motori (percentuale che sale all’85% per chi ha impedimenti visivi). 

 

I ciechi che si muovono a piedi devono poi confrontarsi con percorsi discontinui, non adeguatamente protetti, con pavimentazione tattile scarsa o assente, fin troppi ostacoli sul camminamento e addirittura informazioni non sempre corrette e coerenti.  

 

Lo studio è il primo passo di un progetto più ampio che impegnerà ACI e Fondazione Caracciolo nella valutazione degli standard offerti ai portatori di handicap fisici e motori, per favorire la realizzazione di un manuale di progettazione degli itinerari pedonali urbani che consenta a tutti di muoversi in autonomia e sicurezza. 

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