La polizia fa volare i droni sui conducenti e poi li multa per distrazione alla guida

La polizia fa volare i droni sui conducenti e poi li multa per distrazione alla guida
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Una controversa operazione della polizia di Kingston, in Canada, ha suscitato forti reazioni dopo che droni sono stati utilizzati per individuare automobilisti distratti, causando in alcuni casi proprio la distrazione che dovevano punire
20 febbraio 2026

La lotta alla guida distratta, un fattore determinante in milioni di incidenti stradali ogni anno, ha spinto le forze dell’ordine a sperimentare strumenti tecnologici per identificare chi impugna il telefono o distoglie lo sguardo dalla strada: dagli autovelox ai sistemi di videocamere ai veicoli in movimento. Tuttavia, una recente operazione della polizia di Kingston (Ontario, Canada) ha acceso un acceso dibattito internazionale, dopo che droni utilizzati per controllare gli automobilisti sono stati accusati di creare propriamente la distrazione per poi multare chi, guardando il drone, violava le leggi sulla guida.

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Tecnologia in azione: droni in pattuglia contro la distrazione

Nel maggio 2025, l’unità Traffic Safety Unit della polizia di Kingston ha iniziato a impiegare un drone DJI Matrice 300, normalmente usato per ricostruzioni di incidenti, ricerche di persone scomparse o eventi su larga scala, per monitorare l’uso del telefono e altri comportamenti distratti alla guida. L’operatore del drone, con autorizzazione di Nav Canada, trasmetteva agli agenti a terra le auto in cui veniva notata attività col cellulare o altra distrazione: questi ultimi poi fermavano i veicoli e compilavano il verbale.

In quella giornata di blitz, risultarono emesse circa 20 multe per guida distratta, con sanzioni significative, che includono penalità pecuniarie, punti sulla patente e possibili sospensioni. Tuttavia, la strategia non è stata replicata dopo quell’episodio, e secondo quanto dichiarato dalla polizia locale non è stata più adottata per l’applicazione delle leggi sulla distrazione.

Critiche, diritti e privacy: una polemica globale

L’uso dei droni per monitorare l’interno delle automobili ha sollevato forti contestazioni da parte di cittadini, avvocati e gruppi per i diritti civili. Il caso di Laurie Esseltine, multata dopo aver scattato foto a un drone sospeso sopra la propria auto, ha attirato l’attenzione dei media e di associazioni come la Canadian Constitution Foundation. Secondo questa organizzazione, osservare e registrare comportamenti all’interno di un veicolo tramite drone può configurare una perquisizione e sequestro irragionevole, violando la sezione 8 della Charter of Rights and Freedoms canadese, che tutela la privacy individuale contro intrusioni ingiustificate da parte del governo.

I casi legati a questa tecnologia sono stati in parte ritirati o archiviati senza spiegazioni dettagliate, alimentando speculazioni politiche e richieste di trasparenza sulle modalità di controllo digitale e sui limiti legali delle tecnologie di sorveglianza.

Droni, sicurezza stradale e il punto di vista globale

Il dibattito scatenato da questa vicenda evidenzia una tensione crescente tra innovazione tecnologica e diritti dei cittadini. In tutto il mondo, molte forze di polizia stanno adottando strumenti tecnologici avanzati per aumentare la sicurezza stradale, dai sistemi di riconoscimento automatico delle infrazioni alla guida ai radar intelligenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre incidenti e vittime. Tuttavia, come dimostra il caso di Kingston, l’efficacia di questi strumenti deve essere bilanciata con norme chiare che tutelino la privacy e i diritti fondamentali alle libertà civili.

Parallelamente, anche a livello europeo e italiano si dibatte su come contrastare efficacemente la guida distratta: statistiche sui comportamenti al volante mostrano che gran parte degli automobilisti ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per controllare lo smartphone, con evidenti rischi per la sicurezza. Nel nostro Paese, le normative del Codice della Strada hanno recentemente inasprito le sanzioni per l’uso del telefono alla guida, con multe più alte e sospensioni della patente per scoraggiare questi comportamenti rischiosi.

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