Il peggior nemico dell'auto e degli automobilisti è... lo smartphone

Il peggior nemico dell'auto e degli automobilisti è... lo smartphone
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Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
L'uso del cellulare alla guida è tra le cause principali degli incidenti stradali: un fenomeno difficile da arginare, malgrado le tante iniziative di contrasto.
  • Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
12 aprile 2024

Cresce la percentuale di automobilisti che ammette di essere spesso distratto dallo smartphone durante la guida: un recente rapporto commissionato dall'International Drivers Association ha evidenziato che lo schermo del cellulare distoglie l'attenzione del guidatore nel 37% degli intervistati, soglia in costante crescita negli ultimi anni e direttamente collegata all'incidentalità stradale derivante da guida distratta.

Negli USA, la National Highway Traffic Safety Administration ha riferito che nel solo 2021, 3.522 persone sono morte in conseguenza di incidenti stradali che coinvolgevano guidatori distratti proprio a causa dello smartphone.

Sebbene la maggior parte dei guidatori sia già consapevole dei pericoli dell'uso dello smartphone alla guida, le notifiche delle app, i messaggi o le note vocali costituiscono un'attrazione spesso fatale, che trasformano la distrazione in pericolo immediato, distogliendo lo sguardo dalla strada verso lo schermo.

Il contrasto a tale situazione si è concentrato finora soprattutto sulle misure punitive per chi fosse sorpreso alla guida mentre utilizza il cellulare e le recenti norme del nuovo Codice della Strada le hanno ulteriormente aggravate: ma la deterrenza ha funzionato oggettivamente poco, perché il rischio di essere “pizzicati“ è percentualmente quasi irrilevante e le cattive abitudini sono difficili da estirpare, oltre che essere fonte di imitazione fortissima.

Giova allora ricordare che nel caso di incidente con conseguenze mortali o comunque con lesioni gravissime, le forze di Polizia possono ottenere, tramite permesso concesso dalla Procura, l'analisi dei tabulati delle celle telefoniche, al fine di controllare se nel momento in cui è avvenuto l'incidente si stava utilizzando lo smartphone e capire se il conducente stesse utilizzando il telefono per inviare messaggi o comunicare sui social.

Inoltre, in caso di incidente, gli agenti possono richiedere di prendere visione dei cellulari dei guidatori coinvolti; questi ultimi possono rifiutarsi, ma tale posizione verrà messa a verbale e in caso di procedimento penale il cellulare potrà comunque essere acquisito da parte del Giudice.

Oltre a generici rafforzamenti delle sanzioni, al momento la rilevazione dell’infrazione va ancora effettuata da un agente in carne e ossa che coglie in flagrante il trasgressore, col telefono in mano, determinando la già citata sensazione di impunità dovuta al fatto che, per ovvie ragioni, tale controllo non può essere capillare.

Ma a cambiare le regole del gioco potrebbero ora intervenire le tecnologie legate all'AI, ovvero all'Intelligenza Artificiale: per esempio, la polizia inglese ha sperimentato con interessanti risultati un sistema di telecamere, rafforzato dall’utilizzo di tecnologia IA, lungo le principali arteria autostradali, studiato proprio per il contrasto all'uso dello smartphone alla guida e al mancato impiego delle cinture di sicurezza.

Il sistema, pur nella sua complessità tecnologica, ha un utilizzo semplice: una lunga serie di telecamere monitora in tempo reale il flusso delle auto, scattando una foto per ogni veicolo in transito; la foto è analizzata da un algoritmo che utilizza tecnologie di Intelligenza Artificiale, capace di selezionare le immagini che meritano un approfondimento umano.

In pratica, il sistema seleziona le foto in cui rileva che il guidatore sta utilizzando lo smartphone e quelle in cui il guidatore o l’eventuale passeggero non indossano le cinture di sicurezza; tali immagini vengono quindi "passate" ad un agente di polizia, che effettua un esame approfondito e qualora sia confermato quanto rilevato dal sistema di IA, scatta in automatico la sanzione.

Il sistema utilizzato dalla polizia inglese con questa tecnologia è un'evoluzione di Cameras, sperimentato per la prima volta in Australia, ora ovviamente affinato e reso più efficiente: all'occhio elettronico non si sfugge, al punto che in soli tre giorni di attività ore ha pizzicato ben trecento conducenti intenti a violare la legge, mentre per superare la barriera delle mille infrazioni è bastata una sola settimana.

Ed ora la domanda sorge spontanea: quante multe si potrebbero elevare (e quanti incidenti evitare) se il sistema fosse adottato nelle grandi città italiane o sulle nostre autostrade? Lo smartphone, strumento irrinunciabile, potrebbe essere il peggior nemico dell'automobilista se usato scorrettamente, esponendo lui stesso e gli altri ad un aumento molto concreto del rischio di incidente. Da molti anni le auto offrono sistemi di interfaccia per le conversazioni o la lettura dei testi "senza mani" o collegamento senza fili con i sistemi operativi Android e iOS: vanno sempre usati. 

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