L'UE sosituisce la Cina con l'India? -90% di dazi sulle auto europee grazie al nuovo (storico) accordo commerciale

L'UE sosituisce la Cina con l'India? -90% di dazi sulle auto europee grazie al nuovo (storico) accordo commerciale
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L'Unione Europea e l'India hanno siglato un accordo di libero scambio che ridurrà progressivamente le tariffe doganali sulle auto europee dal 110% al 10%. Un'intesa storica che apre il terzo mercato automobilistico mondiale ai costruttori del Vecchio Continente.
28 gennaio 2026

L'Unione Europea e l'India hanno siglato uno storico accordo di libero scambio. Si tratta di un passaggio fondamentale, conclusosi dopo molti anni di trattative — i primi approcci sono del lontano 2007 — e che potrebbe cambiare davvero le regole del gioco per i costruttori automobilistici europei, aprendo loro le porte del Paese asiatico, terzo mercato mondiale delle quattro ruote.

Santosh Iyer, CEO di Mercedes-Benz India
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Dazi auto giù dal 110% al 10%

Per il settore automotive l'accordo prevede una riduzione progressiva dei dazi sui veicoli importati dal Vecchio Continente. Attualmente l'India applica tariffe che possono raggungere il 110%, una barriera (quasi) insormontabile per i marchi europei. Ora questi dazi scenderanno gradualmente fino al 10% per una quota di 250.000 automobili all'anno.

Insomma, per i costruttori europei una grande opportunità di accedere più facilmente a un mercato da circa 4 milioni di vendite annue. E non è finita qui: l'intesa include anche l'eliminazione completa dei dazi sui componenti automobilistici nell'arco di cinque-dieci anni, un dettaglio che potrebbe rivoluzionare le attuali catene di approvvigionamento e favorire nuove forme di integrazione industriale tra Europa e India.

Il porto di Vadhavan in costruzione nel Maharashtra, a circa 125-140 km a nord di Mumbai
Il porto di Vadhavan in costruzione nel Maharashtra, a circa 125-140 km a nord di Mumbai

Numeri, tempistiche e geopolitica

I numeri complessivi dell'intesa sono impressionanti. La Commissione europea stima che l'accordo eliminerà o ridurrà i dazi su circa il 96,6% delle esportazioni europee verso l'India, con un risparmio stimato di 4 miliardi di euro all'anno in tariffe doganali. L'obiettivo dichiarato è raddoppiare le esportazioni di beni dell'UE verso il subcontinente asiatico entro il 2032

Il testo dell'accordo deve ora passare attraverso la revisione giuridico-linguistica e affrontare i passaggi istituzionali previsti: l'approvazione da parte del Consiglio dell'Unione Europea, il voto del Parlamento europeo e le procedure interne indiane. L'entrata in vigore effettiva potrebbe avvenire entro un anno.

Dal punto di vista geopolitico, l'intesa non è rilevante solo dal punto di vista economico, ma diventa importante nella strategia di diversificazione commerciale europea per ridurre la dipendenza dalla Cina aprendo ad accordi con partner alternativi. Un processo accelerato negli ultimi mesi anche in risposta alla politica aggressiva degli Stati Uniti che hanno imposto dazi del 50% a New Delhi come ritorsione per l'acquisto di petrolio russo.

L'accordo commerciale tra UE e India
L'accordo commerciale tra UE e India

Prospettive per l'automotive europeo

È facile ipotizzare che la riduzione delle tariffe doganali in India possa alleggerire i costi di ingresso e migliorare la competitività dei modelli premium e di fascia medio-alta provenienti dal Vecchio Continente, segmenti dove i marchi europei sono ancora in grado di fare la differenza. Inoltre, il patto potrebbe stimolare investimenti da parte dei costruttori già presenti in India.

Ancora più rilevante potrebbe essere l'impatto della componentistica — non a caso l'ACEA (l'Associazione dei Costruttori europei) ha sottolineato l'importanza dell'eliminazione dei relativi dazi nei prossimi anni — e dei servizi legati all'automotive. L'Europa potrebbe offrire soluzioni innovative, ad esempio, legate alla gestione delle flotte, ai sistemi di sicurezza attiva e all'elettrificazione, al contempo, beneficiare in cambio di componenti e tecnologie prodotte in India a costi competitivi. Resta solo da vedere se le promesse si tradurranno in realtà nei tempi previsti. 

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