Maxi frode sulle accise dei carburanti: la Guardia di Finanza scopre un sistema illegale da 400mila litri di gasolio

Maxi frode sulle accise dei carburanti: la Guardia di Finanza scopre un sistema illegale da 400mila litri di gasolio
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Operazione della Guardia di Finanza a Catania: sequestri per oltre 235mila euro e cinque persone indagate per un sistema di evasione sulle accise che avrebbe coinvolto importazioni di gasolio dall’Est Europa e l’uso illecito di carburante agricolo agevolato
16 marzo 2026

L’operazione, coordinata dalla Procura etnea, ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 235mila euro e all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone, cinque delle quali destinatarie di misure cautelari. Al centro dell’inchiesta una presunta frode sulle accise dei prodotti energetici che avrebbe consentito a un gruppo di imprenditori di approvvigionarsi di grandi quantitativi di gasolio evitando il pagamento delle imposte previste dalla normativa italiana.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, l’organizzazione avrebbe importato circa 400mila litri di gasolio provenienti da raffinerie dell’Est Europa, trasportandoli in Italia su gomma e su rotaia con documentazione falsificata. Nei documenti di trasporto il carburante veniva indicato come “liquido bio anticorrosivo”, una sostanza esente da imposte, permettendo così di aggirare il pagamento di IVA e accise.

Al centro dell’indagine ci sarebbe un imprenditore di Adrano, attivo nel settore del trasporto e della logistica, che insieme ad altri complici avrebbe organizzato l’intera filiera di approvvigionamento. Il carburante veniva acquistato a costi nettamente inferiori rispetto al prezzo di mercato proprio grazie alla mancata applicazione delle imposte, generando un vantaggio competitivo illecito e un danno economico per l’erario.

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Gasolio agricolo e sequestri: i dettagli dell’operazione

Le indagini hanno inoltre individuato un secondo filone della frode: l’utilizzo di gasolio agricolo agevolato, soggetto a tassazione ridotta, che sarebbe stato impiegato per rifornire i mezzi aziendali invece che per le attività agricole cui è destinato. Per mascherare le operazioni, le forniture sarebbero state formalmente fatturate a una cooperativa agricola, mentre il carburante finiva nei camion dell’impresa coinvolta nell’inchiesta.

Nel corso delle attività investigative la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 143mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburanti, sette mezzi tra container e semirimorchi, oltre a decine di cisterne e attrezzature per l’erogazione del carburante. Contestualmente sono stati disposti sequestri patrimoniali per oltre 235mila euro tra beni aziendali e liquidità riconducibili alle società coinvolte.

 

 

 

 

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