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Mercato Italia: balzo a dicembre, +12,48%!

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Il 2019 si chiude con un rialzo delle immatricolazioni, che porta il totale annuo a superare di pochissimo il livello del 2018. Resta fiacca la domanda dei privati, mentre i modelli a benzina hanno ormai soppiantato il diesel

Mercato Italia: balzo a dicembre, +12,48%!

In termini calcistici, si definisce “zona Cesarini“, quando proprio a fine gara, anzi nel recupero, di raddrizza una partita altrimenti persa: con l’impennata registrata a dicembre, complice anche un giorno lavorativo in più, il mercato automobilistico chiude un anno travagliato non solo pareggiando i conti sul 2018, ma addirittura superandolo, pur se di un’incollatura.

A dicembre 2019 sono state immatricolate 140.075 nuove vetture, pari al +12,48% su dicembre 2018, quando ne furono immatricolate 124.535 

Sempre a dicembre 2019, sono stati registrati 320.799 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -4,88% su dicembre 2018, quando ne furono registrati 337.269. 

Per una valutazione globale, quindi, a dicembre 2019 il volume totale delle vendite (460.874 autovetture) ha interessato per il 30,39% auto nuove e per il restante 69,61% veicoli usati.

Il totale annuo arriva così a 1.916.320 autovetture immatricolate, pari al +0,29% sul 2018, quando ne furono immatricolate 1.910.701; e sempre nel 2019 sono stati registrati 4.185.530 trasferimenti di proprietà di auto usate, pari al -5,44% sul 2018, quando ne furono registrati 4.426.268.

Le marche nazionali totalizzano nel mese 31.308 immatricolazioni (-2,3%), con quota di mercato del 22,3%; nell’intero 2019, le immatricolazioni tricolori arrivano a 458.745 unità (-9,1%), con quota di mercato del 24%.

I marchi di FCA (escluse Ferrari e Maserati) totalizzano 30.973 unità nel mese (-2,3%), con quota del 22,1%; andamento positivo per i brand Fiat (+2,9%), Alfa Romeo (+4,8%) e Maserati (+9,9%).

Nei dodici mesi, i marchi di FCA totalizzano 452.025 vetture immatricolate, pari al -9,5% sul 2018 e quota di mercato del 23,6%; chiude bene il 2019 il brand Lancia (+21%), affiancata da Ferrari (+24,1%) e Lamborghini (+47,6%).

Nella top ten di dicembre figurano cinque modelli italiani: Fiat Panda (10.221 unità) sempre in prima posizione, e Lancia Ypsilon (3.922) terza, mentre il secondo gradino del podio è per la Smart Fortwo (6.002 unità); sesto posto per Jeep Compass (2.844), settima posizione per Fiat 500X (2.746) ed ottava per Jeep Renegade (2.701).
 

Va forte il noleggio, privati giù

Analizzando la domanda di autovetture per utilizzatori, si conferma il pesante calo dei privati, che a dicembre perdono il 6,1%, con quasi 75.000 unità e perdita di quota di mercato di circa il 10%, ora al 52,8%, rispetto a un anno fa. 

Al contempo. salgono vigorosamente gli acquisti delle persone giuridiche, con il +34% del noleggio e il +52% delle società: ma se la performance del noleggio è conseguenza della forte crescita del segmento a lungo termine (+48%, con 19.000 unità e quota che sale dal 10,0% al 13,2%), per le società sono le autoimmatricolazioni a fare la parte del leone (+74%, a 31.000 unità con quota che passa dal 13,9% al 21,6%) mentre le vendite ad altre società salgono del 3,3%, con 8.500 unità e rappresentatività in diminuzione al 6%.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un calo a doppia cifra sia nel mese (-16,3%) che nel cumulato (-22,2%) delle vetture diesel con 48.930 e 770.483 unità.

Ottima invece la performance del benzina: con 68.883 unità diventa la motorizzazione con quota di mercato più alta, ora al 48,7% (+7,3% nel mese e +9% nell’anno).

Crescita del 70% nel mese per le ibride, le cui 9.800 unità valgono il 6,9% del mercato; positivo il risultato delle auto elettriche, con incremento a tripla cifra nel mese (+122% con 844 unità) e totale 2019 a 10.566 veicoli (+111%); infine, aumento a dicembre del 23% e 141% delle vendite di GPL e metano con 9.500 e 3.400 unità.

Dal dettaglio per carrozzeria, a dicembre sono tutte in crescita, eccetto station wagon (-3,%) e monovolume (-12%): tra i segmenti, credono soprattutto crossover (+25%) e fuoristrada (+16%).

Nel cumulato annuo, i crossover (+16%) crescono più del mercato, conquistando la seconda posizione per rappresentatività con il 33,5% dietro alle berline con il 46,7%; bene anche multispazio (+3,1%) e cabrio e spider (+5,8%).

Diminuisce la quota di CO2

Analizzando le aree geografiche, spicca la forte crescita di immatricolazioni nel centro Italia (+29%), a fronte della contrazione nelle isole (-4,9%); sale a doppia cifra l’area nord occidentale (+13%) e si espandono anche le aree nord orientale (+7,3%) e meridionale (+1,7%).

Sul fronte delle emissioni di CO2, prosegue a dicembre il calo (-1,9%) con 118,2 g/km contro i 120,5 g/km dello stesso mese dello scorso anno; di conseguenza si riduce al 3,4% l’incremento del cumulato dei 12 mesi, con 119,1 g/km contro 115,1 g/km dell’intero 2018.

L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche Unrae, rivela come nel periodo Marzo-dicembre 2019 siano in aumento le vendite di vetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus: incremento del 110% (oltre il 300% i privati) nella fascia sino a 20 g/km di CO2 e del 40% nella fascia 21-70 g/km, che rappresentano quasi l’1% delle vendite.

Tra tutte le fasce, quella che cresce più lentamente (+0,5%) è la fascia delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, che vale circa il 96% delle vendite; in aumento anche gli acquisti di veicoli che emettono oltre i 160 g/km, penalizzati dal Malus, tutti in doppia cifra a esclusione della fascia 176-200, che registra un aumento del 3,5%.

I commenti delle Associazioni

"Il recupero delle vendite registrato a partire da settembre 2019 - afferma Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - condizionato dal confronto con una fase del 2018 dai volumi particolarmente bassi per effetto dell’entrata in vigore del WLTP, è stato determinante per la chiusura positiva del secondo semestre dell’anno (+5,5%). L’anno appena concluso, del resto, si era aperto all’insegna della preoccupazione per il Bonus-Malus in vigore da marzo, che ha condizionato i primi mesi del 2019 contenendo gli ordini di auto ricaricabili (BEV+PHEV) prima della misura, e decollando ad aprile. Ma, soprattutto, il 2019 verrà ricordato come l’anno in cui il diesel ha perso la leadership a favore della benzina, attestandosi ad una quota di penetrazione attorno al 40% contro il 51,2% del 2018. E non va dimenticato anche il recente accordo FCA-PSA, che la filiera italiana accoglie positivamente: l’inizio del decennio appena concluso era stato caratterizzato dalla fusione tra Fiat Group Automobiles e Chrysler, dando il via ad un periodo di grandi trasformazioni che ha visto mutare gli equilibri a livello globale, in termini di mercati e player, con aggregazioni di attori e competenze. Il 2020, che apre un decennio ancora più sfidante per l’evoluzione del settore, debutta nel contesto di una pesante flessione produttiva: l’indice della produzione dell’industria automotive italiana, in calo dall’ultimo trimestre 2018, diminuisce del 9,9% nel periodo gennaio-ottobre 2019, con ordinativi in ribasso dell’11,1% e di -14% per la componente interna a gennaio-settembre 2019. All’industria dell’auto si richiede di affrontare un’epocale riconversione produttiva che implica ingenti investimenti: si tratta di un processo che necessita di un approccio di sistema e di una visione condivisa tra tutti gli attori coinvolti, per garantire un ritorno degli investimenti".

"In un contesto di forte, persistente incertezza economica e politica, interna e internazionale - ha commentato Michele Crisci, Presidente Unrae - e con l’introduzione nel 2020 dei nuovi limiti europei alle emissioni di CO2 e relative pesanti sanzioni, spicca la mancanza di strategia da parte della politica nazionale che supporti organicamente e ordinatamente la filiera automobilistica italiana. In un anno che si apre con diverse difficoltà e dubbi per l’industria auto, l’Unrae auspica che, dopo la lunga e purtroppo inutile discussione politica sulla tassazione delle auto in uso promiscuo, il governo decida finalmente di convocare ed efficacemente attivare i tanto ”promessi” tavoli su domanda, offerta e infrastrutture. Con particolare urgenza sono necessari interventi per svecchiare il parco circolante, tra i più anziani d’Europa con circa 1/3 delle autovetture rispondenti a direttive ante Euro4 e quindi con più di 14 anni di età, pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini. In questa direzione intendiamo presentare proposte concrete e coerenti, in un’ottica di medio termine, e in linea con le previsioni del Protocollo per la qualità dell’aria".

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