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Quanto tempo serve per trasformare un’idea in un’auto pronta per la concessionaria? Anni. Tanti anni. Ed è proprio lì, in quella lunga gestazione fatta di disegni, simulazioni, prove e correzioni, che Mercedes ha deciso di intervenire. Non con un nuovo motore o una nuova piattaforma, ma con qualcosa di meno visibile e forse più dirompente: un sistema nervoso digitale che mette in comunicazione ogni reparto dell’azienda. Il suo nome è PLM.AI e l’obiettivo dichiarato è ambizioso: tagliare di circa 17 mesi i tempi di sviluppo delle nuove auto.
La sigla PLM sta per Product Lifecycle Management, cioè la gestione dell’intero ciclo di vita di un prodotto. Fin qui niente di nuovo, perché tutti i grandi costruttori utilizzano piattaforme di questo tipo. La novità sta in quelle due lettere finali: Mercedes ha costruito il sistema attorno all’intelligenza artificiale fin dalle fondamenta.
A Stoccarda gli agenti AI sono già una realtà quotidiana. Aiutano a ridurre il costo dei materiali, a gestire le pratiche di omologazione, a scovare e risolvere i difetti, a scrivere software. Il limite? Ognuno lavora nel proprio recinto, dentro una singola fase del processo. PLM.AI abbatte questi recinti: grazie a modelli di dati standardizzati, collega sviluppo, acquisti, produzione, vendite e assistenza postvendita in un unico flusso continuo. Le informazioni circolano in tempo reale e chi deve prendere una decisione ha davanti il quadro completo, non un frammento.
Le cifre messe sul tavolo da Mercedes sono di quelle che fanno rumore. Il tempo di sviluppo potrà scendere fino al 30%, mentre in alcuni specifici processi di ingegneria si parla di guadagni di efficienza fino al 50%. Anche i test fisici, quelli che richiedono prototipi veri, piste e laboratori, potrebbero col tempo dimezzarsi, sostituiti in buona parte da simulazioni sempre più accurate e da una validazione anticipata delle scelte progettuali.
Per arrivarci, la Stella ha messo sul piatto un investimento di circa mezzo miliardo di euro. Una somma che dice molto su quanto il costruttore tedesco consideri strategica questa trasformazione: PLM.AI diventerà la base di tutti i futuri programmi di sviluppo, nessuno escluso.
Per capire come funziona nella pratica, Mercedes porta un esempio che ogni ingegnere conosce bene: l’ottimizzazione del peso. Alleggerire un componente sembra un’operazione semplice, ma non lo è affatto. Quel pezzo influisce sui costi, sul comportamento in caso di crash, sull’hardware, sulle funzioni software e persino sul modo in cui l’auto viene assemblata in fabbrica.
Oggi valutare tutte queste ricadute richiede tempo e il coinvolgimento di molti reparti diversi. Con PLM.AI, agenti AI specializzati potranno analizzare tutte le variabili contemporaneamente, restituendo ai tecnici una visione d’insieme in tempi molto più brevi. La decisione finale, però, resta saldamente nelle mani delle persone: l’intelligenza artificiale suggerisce e incrocia i dati, ma a scegliere sono i team.
Un progetto di queste dimensioni non si costruisce da soli. Mercedes ha scelto due partner tecnologici di peso. Il primo è CONTACT Software, che fornisce il cuore aperto della piattaforma con la sua soluzione CONTACT Elements: una base modulare e scalabile, pensata per integrare dati e processi e accogliere senza traumi le tecnologie AI che arriveranno in futuro.
Il secondo è Siemens, partner storico di Mercedes, che amplia la collaborazione portando competenze nella progettazione automobilistica assistita dall’AI, nella simulazione e nella validazione digitale legata al gemello digitale del veicolo.
C’è però un dettaglio tutt’altro che secondario: la regia resta a Stoccarda. È Mercedes a definire architettura, modelli di dati e regole di governo del sistema, ed è sempre Mercedes a mantenere la piena proprietà dei propri dati e dei modelli di intelligenza artificiale sviluppati su di essi. In un’epoca in cui i dati valgono quanto i brevetti, non è una precisazione da poco.
La domanda sorge spontanea: correre di più significa accettare compromessi? La Casa tedesca mette subito le mani avanti. Il tempo risparmiato non nasce da scorciatoie, ma dalla possibilità di prendere decisioni migliori in anticipo, mettendo le persone giuste davanti alle informazioni giuste nel momento giusto. Gli standard di qualità e sicurezza, assicura il costruttore, restano esattamente quelli di sempre.
Lo ribadisce anche Jörg Burzer, membro del board e responsabile tecnologico per sviluppo e acquisti, secondo cui con PLM.AI Mercedes sta creando la spina dorsale digitale del suo futuro, un’organizzazione più rapida, più connessa e capace di imparare, senza arretrare di un millimetro sugli standard che hanno reso celebre il marchio.
Il tempismo, del resto, non è casuale. Mercedes sta celebrando i 140 anni dal brevetto della prima automobile e ha in corso il più grande programma di lanci della sua storia. Accelerare il passaggio dalle idee alla strada, oggi, significa restare competitivi in un mercato dove la velocità di innovazione è diventata un’arma decisiva, soprattutto con i costruttori cinesi capaci di sfornare nuovi modelli a ritmi impressionanti. Con PLM.AI la Stella prova a giocare la stessa partita, senza rinunciare a ciò che la rende unica.
Mercedes-Benz
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https://www.mercedes-benz.it
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