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Monza avvia i motori di Rally e 5G: il Tempio della Velocità 1° autodromo “super-connesso” [video guida remota]

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TIM fa debuttare in Brianza demo e sviluppo della connessione 5G, che resterà permanente in autodromo, estendendosi al capoluogo brianteo nel 2020. Più rete e meno piloti in pista? No e al piccolo sacrilegio (una silenziosa BMW i3 senza driver sul rettilineo) corrispondono opportunità di servizi, sicurezza e business per tutta Monza

Monza avvia i motori di Rally e 5G: il Tempio della Velocità 1° autodromo “super-connesso” [video guida remota]

TIM fa le cose in grande, per la presentazione della rete 5G disponibile ora anche a Monza. Dove per Monza si intende in primis il Tempio della Velocità, con l'autodromo quasi centenario e primo in Europa dotato di connessione 5G, ma si intende anche Monza città. A fare gli onori di casa infatti, per l’occasione, non solo il direttore Benvenuti, ma un sindaco Allevi sempre raggiante, come suo stile per tutti gli eventi che vedono la cittadina sulle rive del Lambro prima. Prima su vari fronti, ma nel nostro specifico, fatto di quattro ruote, dobbiamo parlare di 5G e auto. Una connessione estesa che vuole dire non solo tanta sicurezza e nuovi servizi, possibili in più, per le gare e le manifestazioni di pista. La sicurezza è quanto ci sta più a cuore, ma anche i servizi utili e le potenzialità extra-settore, non sono da meno. Perché escono dalla pista, nel Parco reale e vanno alla cittadinanza. Infatti Monza si doterà già entro la fine dell'anno di alcune zone dove il 5G sarà disponibile e poi, gradualmente, nell'arco del primo semestre 2020, saranno anche altri quartieri e non solo il centro a poter fruire della prima rete 5G TIM.

Proprio di rete 5G e inediti contenuti mobilità (che vuole dire sia in auto, sia in strada a 360°) vi abbiamo parlato spesso sulle pagine di Automoto.it. Esempi succosi ma circoscritti di quanto si vede già ora a Barcellona, fatto da Case estere; ma anche a Torino, su modelli di “mamma Fiat” ed FCA. Un enorme mole di “cose” per cui vi rimandiamo ai nostri articoli (qui tutti i link). Intanto a Monza abbiamo visto una BMW i3 che in modo quasi sacrilego passava in pista: piccola auto non certo da gara, citycar di profilo squadrato, tedesca, senza motore termico… Con nemmeno pilota che preme sul gas. Eppure viaggia, molto molto piano, anche contromano, sul rettilineo principale di Monza. Certo un effetto strano, per la location simbolo del motorsport più esaltante, rumoroso e anche rischioso. Interessante demo, preview della guida autonoma possibile, che almeno in Italia e al pubblico non capita di vedere facilmente. Se però avesse emesso rumore dallo scarico, quella macchinetta guidata da remoto (intelligenza anche umana, non del tutto autonoma, ndr) qualche over50 avrebbe additato come “raglio blasfemo”.

Ma qui a Monza oggi si discuteva, in assenza di rombo motoristico e di biondo (Valentino Rossi, per la prima volta mancante al via del dal Rally Show) ci si meravigliava. Perché quello che ci si attende dal connubio tra 5G e settore mobilità è permettere nuovi passi reali per sicurezza, tutela di tutti gli utenti sulla strada (non solo seduti su auto premium) almeno nei grandi capoluoghi. Magari per la guida autonoma una nicchia di trasporto persone, non certo illogiche gare sportive. Questo è quello che ci auguriamo a partire da Milano, vero faro e luogo di sviluppo delle tendenze, con già 60 nodi pronti al 5G (presto saranno 100, liberi di operare appena concluso l’iter burocratico della “sperimentazione istituzionale”). Ma perché no, anche da Monza, che ha bisogno di collegamenti tra autodromo e i principali snodi, magari anche verso la metropolitana che sarà sempre più vicina; ci vorranno almeno 10 anni, ma potrà essere un percorso tutelato e fatto da EV connessi? È un futuro tutto da scrivere, quello con il tanto spinto 5G.

Nuove frontiere in pista e in città

Fatto dalle aziende italiane come TIM ma non solo, perché questa tecnologia ha bisogno anche di hardware connessi, che risiedono nelle nostre tasche e nelle automobili. Un discorso molto esteso, oltre che vero business, che comincia a diventare in realtà in questi mesi e che diventerà sempre più vicino alla nostra vita quotidiana, nell'arco degli anni a venire. Oltre l’automotive il 5G tocca l’industria (4.0) il turismo digitale, la possibili smart city e i molti usi dei droni. Per adesso, mentre si pensa a quanto durerà il nostro ultimo telefonino, che magari è costato caro ma non è 5G, pensiamo al calendario gare 2020 di Monza. Non ufficializzato ma pare ricco di novità succose e conferme gradite, come DTM e 12 ore, con la possibilità di avere quel corollario di ripetitori 5G lungo il circuito che permettono connessioni rapidissime e latenza ridotta. Quindi anche servizi di sicurezza più diretti e vigilanti ovunque live, oltre che di controllo e interazione per quanto riguarda lo spettacolo, con streaming live multiview a 360° in vettura. Va da sé che si segue o addirittura comanda tutto da remoto, istantaneamente, osservando quello che accade ovunque nel circuito. Un grande fratello questa volta puntuale, che scambia anche dati e offre possibilità di essere protagonisti, da remoto, in quel di Monza. Tanto già adesso la gente ci andava meno in autodromo, ora con il 5G sarà un po' più “come esserci” anche stando a casa. Come accade per i videogames, altro mondo “toccato” dal 5G in grado di aprire nuove frontiere.

Speriamo di gestirle al meglio, in tutti i sensi, sociali ed economici, le frontiere che si aprono.

Demo 5G

Quali sono le prime cose che si possono sperimentare, eseguite grazie a connessione 5G? Per ora e a Monza molte sono di simpatico intrattenimento, attive nella palazzina servizi visitabile durante il Rally Show 2019. Ma contando tutto il possibile grazie alla connettività, facile immaginare il salto su ogni fronte, rispetto a ora: latenza (ritardo) delle trasmissioni che scende a un decimo, velocità che al contrario sale di dieci volte (20 GB) e stabilità, fino ai 400 km/h. Possibile quindi, per quello che serva al momento, guidare un’auto su pista da una postazione remota, in autodromo.

Smart City Control Room invece, permette l’accesso integrato a vari servizi di pubblica utilità, come: gestione del traffico, riduzione dell’inquinamento, l’ottimizzazione delle risorse in città (acqua, energia), illuminazione, ciclo dei rifiuti, pubblica sicurezza eccetera. Ci sono tutti i servizi cosiddetti IoT (Internet of Things) gestibili dagli enti: Smart Roads, che rendono intelligenti e connesse le infrastrutture stradali e autostradali; Traffic Control Center, dove le informazioni (incidenti, code, situazioni meteo avverse, lavori in corso), sono inviate in tempo reale agli interessati. Virtual Reality: attraverso l’utilizzo di occhiali VR, si possono vivere esperienze di visita virtuale in luoghi di interesse ed interagire con guide vere e proprie, connesse nello stesso ambiente virtuale.

 Augmented reality con postazione paziente: attraverso l’utilizzo del sistema di comunicazione Optip, che realizza una connessione in olopresenza tra due o più utenti remoti, è possibile scambiarsi informazioni complesse sotto forma di ologramma. Nella demo rappresentata gli operatori sanitari interagiscono a distanza: supporto domiciliare/ambulatoriale, telesoccorso, consulenza diagnosi e formazione.

Robotics: gestire a distanza gli impianti industriali. I droni 5G mostrati da TIM, servono al monitoraggio ambientale. Controllo delle grandi opere (cantieri), prevenzione e mitigazione dei rischi del dissesto idrogeologico e per il controllo delle stazioni Radio Base. Non ultima la Game Arena 5G, dove l’intrattenimento e i giochi sono in mobilità, senza scaricare nulla, semplicemente con uno smartphone e un controller.

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