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La Cina è diventata negli ultimi anni il più grande laboratorio mondiale per le auto elettriche (Ev), con una crescita senza precedenti di modelli tecnologici, connessi e sempre più accessibili (in termini di prezzo).
Eppure, lontano dalle megalopoli scintillanti, si sta diffondendo un fenomeno che rappresenta una sfida inattesa per Pechino: quello delle cosiddette laotoule, veicoli elettrici a bassa velocità spesso soprannominati “la gioia dei nonni”. Nate come soluzioni di mobilità semplice per anziani nelle aree rurali e suburbane, queste auto informali stanno invadendo le strade cinesi, mettendo in discussione sicurezza, regole e strategie industriali.
Il loro successo racconta una Cina diversa da quella dei grandi marchi Ev e mette, invece, in mostra un Paese fatto di bisogni quotidiani, redditi contenuti e mobilità essenziale.
Le laotoule compaiono in Cina già negli anni Novanta, quando agricoltori e piccoli artigiani iniziano a modificare tricicli e mini-veicoli per brevi spostamenti. Oggi, però, il fenomeno è esploso: modelli a quattro ruote, spesso elettrici, capaci di trasportare fino a cinque persone e venduti online come alternative “luxury” a basso costo.
Alcuni imitano addirittura nel design Maserati, Porsche o Mini, ma costano poche migliaia di yuan e raggiungono velocità fino a 70 km/h. Secondo i dati dell’associazione cinese dei veicoli elettrici, le vendite di questi mezzi sono più che raddoppiate in pochi anni, segno di una domanda reale e non soddisfatta dal mercato tradizionale delle auto Ev. Come ha raccontato Sixth Tone, il problema è che questi veicoli non rispettano gli standard di sicurezza delle normali auto: niente airbag, telai poco rinforzati e spesso nessuna registrazione ufficiale.
E quindi? È successo che l’espansione delle laotoule ha acceso l’allarme delle autorità. Incidenti mortali, parcheggi selvaggi e utilizzo su strade pubbliche hanno infatti spinto molte città, tra cui Pechino, a vietarne la circolazione. Già nel 2022 e 2023, i dati ufficiali parlavano di centinaia di vittime in incidenti che coinvolgevano veicoli elettrici a bassa velocità.
Il dibattito è così diventato nazionale: vietare del tutto le laotoule o regolamentarle? Il quotidiano cinese China Daily cita molti esperti secondo i quali questi veicoli rispondono a esigenze concrete, soprattutto per anziani e famiglie a basso reddito, che non possono permettersi una vera auto elettrica né ottenere facilmente una patente.
Per questo Pechino starebbe valutando una via intermedia: norme tecniche più severe, limiti chiari all’uso su strada e l’inquadramento delle laotoule come veicoli a motore a tutti gli effetti. Nel grande racconto della transizione Ev cinese, le laotoule rappresentano così un paradosso. Non sono il futuro high-tech dell’auto in Cina, ma nemmeno un semplice residuo del passato.
Sono il segnale che la mobilità non è solo innovazione, ma anche accessibilità e contesto sociale. Finché il mercato delle auto elettriche non riuscirà a colmare questo vuoto, le laotoule continueranno presumibilmente – in attesa di regolamentazioni più severe - a “minacciare” l’ordine delle strade cinesi. Ricordando a Pechino che la rivoluzione dell’Ev passa anche dalle periferie e non solo dalle metropoli più avanzate.