Passa con il semaforo rosso e prende una multa: poi il Garante Privacy sanziona il Comune

Passa con il semaforo rosso e prende una multa: poi il Garante Privacy sanziona il Comune
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Un automobilista viene sanzionato per essere passato con il semaforo rosso, ma il sistema di rilevazione video presenta alcune criticità sul fronte della privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali ha contestato al Comune di Vasto diverse violazioni legate all'informativa agli utenti, all'oscuramento delle immagini e alla valutazione d'impatto, imponendo una sanzione di 5.000 euro
29 luglio 2026

La vicenda riaccende i riflettori sul rapporto tra multe automatiche, sistemi di videosorveglianza stradale e tutela della privacy degli automobilisti. Il caso riguarda una violazione dell'articolo 146 del Codice della Strada, accertata attraverso un sistema video utilizzato per rilevare il passaggio con il semaforo rosso. La sanzione al conducente resta distinta dalle contestazioni rivolte all'amministrazione: il punto centrale del provvedimento del Garante è infatti il modo in cui il Comune ha trattato i dati personali raccolti attraverso le telecamere.

La vicenda nasce dalla ricezione di un verbale relativo al passaggio con il semaforo rosso, infrazione rilevata mediante apparecchiatura video. Il reclamante ha contestato l'assenza di un'adeguata informativa privacy nei pressi del dispositivo e il mancato oscuramento di elementi non necessari all'accertamento, comprese immagini e targhe di altri veicoli presenti nelle riprese. Il Comune di Vasto ha spiegato al Garante che il sistema era progettato per oscurare automaticamente le informazioni non pertinenti e che il problema riscontrato sarebbe stato riconducibile a un errore tecnico occasionale. L'Autorità, tuttavia, ha ritenuto accertata la violazione del principio di minimizzazione dei dati, secondo cui devono essere trattate soltanto le informazioni adeguate, pertinenti e necessarie rispetto alla finalità perseguita.

Il provvedimento ha evidenziato più criticità. Il Garante ha rilevato che, al momento dell'accertamento, non era stata fornita un'idonea informativa di primo livello sul trattamento dei dati personali e che anche le informative successive, comprese quelle disponibili sul sito istituzionale, non risultavano conformi ai requisiti richiesti. L'Autorità ha inoltre contestato la gestione delle immagini, nelle quali erano rimaste visibili ulteriori targhe rispetto a quella del veicolo oggetto dell'infrazione. Un altro elemento determinante è stata la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA), ritenuta effettuata tardivamente e priva di alcuni elementi necessari. Il Garante ha quindi dichiarato illecito il trattamento dei dati personali e ha disposto una sanzione amministrativa di 5.000 euro nei confronti del Comune. Il provvedimento chiarisce così un principio importante per gli automobilisti: l'utilizzo di telecamere per accertare le infrazioni al Codice della Strada è compatibile con la normativa sulla protezione dei dati, ma le amministrazioni devono garantire trasparenza, minimizzazione e adeguate misure di tutela.

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