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Quando un costruttore porta in passerella un concept car dalle forme estreme, la domanda è sempre la stessa: arriverà mai su strada? Per la Peugeot E-T16 la risposta potrebbe essere “sì”. Presentata a Parigi per celebrare i 40 anni dai due titoli mondiali WRC conquistati dalla leggendaria 205 T16 nel 1985 e nel 1986, la hyper-hatch del Leone ha conquistato pubblico e addetti ai lavori. Al Salone ha ottenuto anche il premio come miglior concept assegnato dai giornalisti dell’associazione AMAM. Ora arrivano dichiarazioni inattese dal vertice del marchio: la E-T16 si può costruire.
Il cuore della Peugeot E-T16 Concept è un sistema composto da tre motori elettrici, uno all'anteriore e due al posteriore, per una potenza complessiva dichiarata di 816 CV. La trazione integrale promette prestazioni da supercar, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, un'accelerazione da 0 a 300 km/h in 16 secondi e una velocità massima dichiarata di 310 km/h. Nell'intervista concessa a Charlie Martin di Autocar, il CEO di Peugeot, Alain Favey, ha voluto chiarire proprio questo aspetto, sottolineando la concretezza del progetto: «805 CV, questo e tutto il resto: sono dati reali. Se realizzeremo questa vettura, saremo in grado di costruirla. Sono queste le prestazioni che possiamo raggiungere».
A sostenere lo sviluppo della E-T16 c'è anche Peugeot Sport, la divisione dedicata alle competizioni, il cui coinvolgimento rappresenta un ulteriore elemento a favore della credibilità tecnica della concept. La sfida, a questo punto, non riguarda soltanto la possibilità di realizzare una sportiva elettrica così estrema, ma la decisione di portarla effettivamente sul mercato.
La prospettiva di una versione stradale è legata soprattutto alla piattaforma utilizzata e alla possibilità di sfruttare componenti già previsti per i futuri modelli Peugeot. Alain Favey dichiara: «Possiamo realizzarla. La vettura è basata sulla STLA One. Abbiamo molti elementi della nuova E-208. Possiamo costruirla così com'è, esattamente come la vedete qui. Possiamo realizzare questa vettura il prossimo anno. Vedremo». Il dirigente è stato particolarmente esplicito sulle possibilità industriali del progetto.
Favey ha poi approfondito il motivo per cui questa concept sarebbe diversa da tanti prototipi destinati a rimanere confinati nei saloni: «In un certo senso, è un esercizio più semplice: si tratta di dire “realizziamo un'auto capace di far sognare, ma che allo stesso tempo possiamo effettivamente costruire”. È quantomeno una vettura che siamo in grado di realizzare. È tecnicamente fattibile». Il riferimento al 2027 è dunque concreto, ma va interpretato correttamente: il CEO ha parlato della possibilità di costruire l'auto, senza annunciare ufficialmente l'avvio della produzione in serie o una data di commercializzazione. Se il progetto riceverà il via libera definitivo, la E-T16 potrebbe diventare un modello di punta a tiratura limitata, con un prezzo elevato e una funzione soprattutto d'immagine.
La Peugeot E-T16 nasce anche per celebrare i quarant'anni dai successi mondiali della leggendaria 205 Turbo 16, vincitrice del titolo costruttori nel Mondiale Rally nel 1985 e nel 1986. La carrozzeria dalle carreggiate allargate, i passaruota pronunciati e le proporzioni muscolose riprendono lo spirito della vettura da rally degli anni Ottanta, reinterpretandolo in chiave elettrica e contemporanea. La concept offre inoltre un'anticipazione del linguaggio stilistico della futura E-208, con nuove firme luminose e un abitacolo orientato alla digitalizzazione. Tra gli elementi più caratteristici figurano il Panoramic i-Cockpit e il comando Hypersquare, che richiama le soluzioni di sterzata di nuova generazione.
Nell'intervista ad Autocar, Favey ha spiegato anche perché il marchio non intenda competere esclusivamente sul prezzo con i nuovi rivali: «Sappiamo che non vinceremo la guerra dei prezzi. È chiaro, per milioni di ragioni: questa non è una guerra che possiamo vincere». La strategia, ha aggiunto, punta invece sui punti di forza storici del costruttore: «Essere riconoscibili per il design, la tecnologia e l'innovazione: è questo il nostro terreno, insieme alle auto sportive». Favey ha infine richiamato il valore dell'eredità industriale europea: «Se volete che questa tradizione esista ancora tra vent'anni, forse dovreste considerare, al momento dell'acquisto, quale marchio scegliete e se contribuisce all'economia europea». La E-T16 potrebbe quindi diventare molto più di una sportiva estrema: una vetrina per l'identità del Leone, in grado di collegare la memoria della 205 T16 alle ambizioni elettriche del futuro.