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PSA-Huawei: rischio spionaggio? Servizi segreti francesi preoccupati

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Secondo gli 007 di Parigi le Peugeot e Citroen equipaggiate con infotainment Huawei potrebbero essere sfruttate per spiare politici ed alte personalità

PSA-Huawei: rischio spionaggio? Servizi segreti francesi preoccupati

Le autorità politiche francesi che si spostano a bordo delle più recenti vetture PSA Peugeot Citroen potrebbero essere spiate dalla Cina. E' l'allarme lanciato dalla testata L'Express, secondo la quale i servizi segreti francesi sono preoccupati per la presenza a bordo della piattaforma IoT OceanConnect CVMP (Connected Vehicle Modular Platform).

Si tratta della tecnologia fornita al Gruppo PSA dal colosso cinese Huawei che permette di offrire numerose funzioni come la navigazione, il riconoscimento vocale lo stato di manutenzione del veicolo, la cronologia degli spostamenti e le modalità di guida, per citare alcuni tra i servizi più importanti.

Per gli 007 transalpini però, tale tecnologia potrebbe essere sfruttata come “cimice” per captare conversazioni e seguire gli spostamenti di personalità politiche. A partire dal Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che spesso utilizza una DS 7 Crossback per muoversi. 

Una minaccia per la sicurezza nazionale secondo la fonte anonima del Secrétariat Général de la Défense et de la Sécurité Nationale (SGDSN), che alla testata francese ha dichiarato: «Queste tecnologie possono permettere agevolmente di ascoltare le conversazioni o di spiare a distanza gli spostamenti di uomini politici o di alte personalità».

La DS 7 Crossback equipaggiata con il sistema CVMP sullo stand Huawei allo scorso Salone di Hannover
La DS 7 Crossback equipaggiata con il sistema CVMP sullo stand Huawei allo scorso Salone di Hannover

«Controlliamo l'integrità e la riservatezza di tutti i dati: sono tutti crittografati e protetti, Huawei non ha accesso a queste chiavi di crittografia», ha affermato il Gruppo PSA interpellato da L'Express, mentre dal canto suo l'azienda cinese sottolinea: «In 16 anni di presenza in Francia non c'è mai stato alcun problema di sicurezza informatica sui dispositivi del nostro marchio».

La scorsa settimana l'allarme sui presunti chip “spia” cinesi era stato lanciato da Bloomberg, che in un'inchiesta ha parlato di un microchip spia sulle schede madre di server prodotti in Cina dalla Super Micro Computer Inc. e forniti a circa trenta grandi corporation statunitensi, tra cui Apple e Amazon, le quali hanno però ufficialmente negato ogni presenza di hardware pericoloso nelle loro macchine.

La Francia non è la sola preoccupata del cypberspionaggio cinese: gli Stati Uniti con il Defense Authorization Act diventato legge in agosto hanno proibito agli apparati di stato di acquistare hardware per le telecomunicazioni prodotto dalle cinesi Huawei e ZTE. Una misura simile è stata presa in Australia, che ha escluso le due aziende dalle forniture per la rete mobile 5G.

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