ACI Rally Talent

Rally Talent e Suzuki, binomio di successo per l’edizione 2019.

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Rally Talent è il format di ACI che permette potenzialmente a tutti di accedere in modo gratuito al mondo delle competizioni rally, rendendosi un’ottima occasione per avvicinarsi ad un affascinante e sano sport automobilistico.

Rally Talent e Suzuki, binomio di successo per l’edizione 2019.

Rally Talent è il format di ACI che permette potenzialmente a tutti di accedere in modo gratuito al mondo delle competizioni rally, rendendosi un’ottima occasione per avvicinarsi ad un affascinante e sano sport automobilistico. Il fine di ACI è di individuare, tramite le selezioni regionali, nuovi talenti da supportare nel rally. I ragazzi, o le persone, dato che il concorso è aperto ad ambo i sessi purché abbiano un’età minima di 16 anni, vedranno poi completare il percorso di selezione tramite le semifinali ed infine la finale che decreterà i vincitori e premierà i meritevoli.

Anche quest’anno, e confermato per il prossimo, Suzuki è impegnata in prima linea come partner dell’iniziativa. L’annuncio del continuo della collaborazione è arrivato durante il Rally Due Valli, occasione che ha visto alla partenza quattro dei vincitori dell’edizione dell’anno passato di Rally Talent, rigorosamente a bordo delle Suzuki Swift RS dotate di motore 1.0L BoosterJet.

Per l’occasione abbiamo provato un’esperienza veramente completa, provando appunto la Swift RS e guidando le stesse Swift Sport impegnate nel contest, cimentandoci nel ruolo di pilota e navigatore. È stato infatti Renato Travaglia, dententore di due titoli europei e uno dei piloti più titolati  a cavallo del nuovo millennio, ad insegnarci come prendere le note, quell’operazione fondamentale sulla quale si fonda la perfetta esecuzione di una performance di rally.

Le note non sono un semplice memo, ma sono gli occhi “virtuali” del pilota, che non può ricordarsi tutte le curve, percorrenze e tornanti (a volte sono più di 200) che caratterizzano una prova speciale.
Il loro funzionamento è molto semplice e la premessa è prioritaria all’esempio riportato: ogni pilota usa e “detta” nel modo e lingua a lui preferito. Non ci sono standard di codificazione.  Un rettilineo da un centinaio di metri, seguito da una curva a gomito a destra e di un tornante a sinistra, può vedersi codificato sia come “dritto 100 in destra 4 per tornante sinistra” oppure “100 in D4 x TS” o in altrettanti modi. Solitamente c’è sempre l’indicazione della tratta “dritta”, quella delle curve con un riferimento per il loro grado e avvertimenti generici per traiettorie, fondo e altro.

Tornando a noi, abbiamo affrontato lo studio del percorso in due giri, nel primo annotando la codifica del tracciato da parte del pilota e nel secondo verificandola, pronti alla partenza. Il lavoro di squadra è un fondamento del rally, e per immergerci nell’esperienza la prova vedeva la somma delle performance dei binomi anche a ruoli invertiti. L’emozione è tanta, ed è curioso che la si viva in modo così marcato anche per una prova “rilassata”. Ma questa è la magia di questa disciplina.

L’esecuzione è stata emozionante e solo qualche sbavatura non ci ha permesso di ottenere il primo posto, aggiudicandoci la seconda posizione. Swift Sport è stata anima dell’esperienza, su cui abbiamo fatto forza della sua conoscenza e del suo comportamento prevedibile per ottenere ogni frazione di secondo di vantaggio.

Per ciò che concerne le vetture troviamo la stessa Swift Sport di serie che già conosciamo (VIDEO), una vettura perfetta per questo genere di competizioni, grazie al peso contenuto di 975KG e la spinta del 1.4L turbo benzina da 140CV, che si traducono in una vettura semplice, efficace, concreta e agile, accompagnata dalla versione “allestita” per le competizioni, ovvero la RS, spogliata dal superfluo e che vede l’adozione di sedili da competizione, rollbar e interventi minori su freni e assetto, mossa questa volta da un 1.0L PulsarJet.

Ed è qui che capiamo il motivo della scelta di queste vetture: la semplicità, la stessa che porta un ottimo rapporto peso potenza e la stessa che contraddistingue delle vetture che virtualmente “non rompono”, ovvero hanno un bassissimo tasso di problematiche e che per via della loro semplicità si usurano poco durante le tantissime prove e sollecitazioni subite e affrontate durante il contest. Se qualcosa, poi, va storto, le eventuali riparazioni sono altrettanto economiche.

L’idea è chiara, rendere il rally ed il mondo del motorsport accessibile a tutti e questa è la chiave vincente. Infatti l’edizione 2019 ha segnato il record di 9.300 partecipanti e l’edizione 2020, di cui sono aperte da poco le iscrizioni sul sito https://www.rallyitaliatalent.it/, ha già raggiunto quota 5.000 domande e per entrambe la quota “giovane” rappresenta più dell’80%. Il motorsport non è morto, anzi, è interesse marcato delle nuove generazioni, e come ricorda l’hashtag impresso sulla livrea di queste bellissime Suzuki “è per tutti”.

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