POLITICA

Revoca delle concessioni ad Autostrade: un'ipotesi che si allontana?

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La vittoria del Pd alle Regionali dell'Emilia-Romagna ha rafforzato la posizione tesa al compromesso del ministro Gualtieri contro la radicalità del M5S. Vediamo qualche possibile scenario

Revoca delle concessioni ad Autostrade: un'ipotesi che si allontana?

Se è vero (e molto spesso lo è) che il mercato finanziario offre una chiave di lettura del presente e in qualche caso anche del futuro, il nuovo balzo in Borsa delle azioni Atlantia rivela sopratutto una cosa: probabilmente non ci sarà alcuna revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia.

Ad aver pesato di più sulla lettura da parte dei mercati sono state le elezioni regionali in Emilia-Romagna che hanno attribuito ai dem più potere e più forza negoziale sul governo Conte, in barba alle sue reiterate dichiarazioni di pugno duro sul futuro ruolo di Aspi.

Quel che potrebbe accadere, ora, è che la posizione del ministro del Tesorio, Roberto Gualtieri, contraria alla revoca, potrebbe diventare il nuovo riferimento all'interno del Pd che, da sempre si è mostrato tiepido, se non palesemente in opposizione, con l'ipotesi più dura per via della rischiosa battaglia legale che potrebbe prendere forma.

D'altra parte, il Movimento 5 Stelle - che invece spinge da sempre per una soluzione radicale - si trova oggi in una situazione interna molto delicata, dall'indomani della decisione di Di Maio (che tuttavia ha commentato in maniera sibillina come “i mercati non abbiano capito niente" di abbandonare la leadership politica del partito, che rimescolerà gli equilibri e che, in ogni caso, potrebbe generare distrazione dagli obiettivi fissati.

Verso uno spin-off Atlantia-Aspi?

Il pallino, ancora una volta, è nelle mani di Palazzo Chigi che potrebbe orientarsi verso soluzioni meno radicali e optare per una chiusura della vicenda più orientata al compromesso.

L'eventualità che circola tra i corridoi della politica con più insistenza (e che ha contribuito, a sua volta, a far salire il titolo di Atlantia), è quella dello scorporo da quest'ultima di Autostrade per l'Italia e dell'ingresso al suo interno di Cassa Depositi e Prestiti (o di Fondi Italiani per le Infrastrutture).

Ma aldilà della trama di questa classica soap italiana, quel che ci preme sottolineare, facendoci portavoce a nome di tutti gli automobilisti, è che cosa ne sarà della manutenzione delle nostre autostrade, un tema strettamente legato alle decisioni che il governo deciderà intraprendere.

Con tutta una serie di quesiti correlati: quale sarà la sorte dei 7 mila dipendenti di Aspi? E i rapporti con la pletora di società a cui è appaltata la manodopera per gli interventi sul campo? E gli investimenti previsti?

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