Scandalo Volkswagen: la Procura di Torino avvia un'indagine

Scandalo Volkswagen: la Procura di Torino avvia un'indagine
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L'iniziativa è del pm Raffaele Guariniello, che si avvarrà della consulenza dei Nas e del Politecnico di Torino. Tra le ipotesi di reato frode in commercio e disastro ambientale
25 settembre 2015

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Frode in commercio e disastro ambientale: sono questi i reati che potrebbero essere contestati a Volkswagen dalla procura di Torino, che nelle ultime ore ha avviato una serie di accertamenti sulle vetture con il motore diesel incriminato negli USA vendute dal Gruppo Volkswagen sul territorio nazionale. Sarebbero 11 milioni le vetture interessate circolanti in tutto il mondo, secondo quanto annunciato dallo stesso costruttore. 

 

Una serie di accertamenti è stata disposta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, anche se per il momento non ci sono indagati iscritti al registro. L'indagine si avvale della collaborazione dei carabinieri del Nas e di un gruppo di esperti del Politecnico di Torino, ai quali è stata chiesta la verifica non solo dei motori del costruttore di Wolfsburg, ma anche di altre Case. 

 

Intanto l'amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha scritto al Ministero dell'Ambiente Gian Luca Galletti in risposta alla lettera che richiedeva chiarimenti sulla vicenda dei diesel inquinanti oltre il consentito, assicurando che i nuovi veicoli dotati dei motori 2.0 TDI  attualmente disponibili nell'Unione Europea, «inclusi quelli in vendita sul mercato italiano, sono tutti rispondenti alla normativa europea per i gas di scarico EU6».

 

Gli inquirenti nelle prossime ore inizieranno a sentire i vertici di Volkswagen Italia. 

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