Shell: rientro sul mercato della mobilità in Italia

Shell: rientro sul mercato della mobilità in Italia
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Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
L’accordo, firmato oggi, con PAD Multienergy riporta il marchio della conchiglia sulle strade italiane. Un progetto che parte subito, dal mese di marzo, con l’ambizioso traguardo di arrivare in breve a oltre 500 stazioni che offrano soluzioni di rifornimento (e ricarica) a 360°
  • Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
11 febbraio 2022

C’è chi sostiene che la forma, spesso, sia anche sostanza. È difficile quantificare l’universalità di questa tesi, certo è che quando un annuncio viene dato nella sala delle vittorie del Museo Ferrari, e il primo a prendere la parola è il Team Principal Ferrari F1 Mattia Binotto, è inevitabile che le aspettative siano piuttosto elevate.

Aspettative che trovano soddisfazione, perché se anche per una volta non sono le auto supersportive o addirittura le Formula 1 made in Maranello (direttamente) l’argomento di questo annuncio, il rientro di Shell sul mercato italiano dei carburanti al dettaglio è un annuncio capace di scaldare i cuori di tutti quelli appassionati rimasti orfani della V-Power da più di un lustro. Allo stesso tempo anche chi si limita alla semplice soluzione di un problema (banalmente, spostarsi…) nel suo approccio alla mobilità si trova davanti a un momento molto importante, perché il ritorno del marchio della conchiglia sulle strade italiane è frutto di un approccio… multidisciplinare, passateci il termine.

Non stazioni ma Mobility Sites

Ma andiamo con ordine: il progetto di rientro di Shell sul mercato italiano dei carburanti è figlio di un accordo di licensing fra Shell e PAD Multienergy, operatore leader nella distribuzione e commercializzazione di carburanti. Il progetto porterà allo sviluppo di oltre 500 stazioni sul territorio italiano, con un inizio delle operazioni già dal prossimo marzo, quando verrà inaugurata la prima stazione di servizio in zona Ancona.

Stazioni - Shell le chiama Mobility Sites - che in un primo momento saranno riservate ai tradizionali carburanti Shell (fra cui la già citata benzina V-Power, prodotto di punta sviluppato nella sua formulazione assieme a Ferrari attraverso l’esperienza in Formula 1) ma che a tendere saranno in grado di rifornire il cliente attraverso i nuovi carburanti a basse emissioni: Biofuels, GNL (Gas Naturale Liquefatto) ma anche punti di ricarica per veicoli elettrici.

In questo senso abbiamo parlato di approccio multidisciplinare, perché se la mission dichiarata di Shell - parola di Giorgio Delpiano (Senior Vice President Shell Fleet Solutions and E-Mobility) è quella di soddisfare le necessità del cliente, corollario di questa filosofia è da un lato il supporto di quella transizione ecologica ormai in avanzata fase di progettazione e calendarizzazione, dall’altro è il sostegno a quella molteplicità di esigenze di rifornimento che sarà richiesta da un parco circolante sempre più variegato in termini di tecnologia e quindi necessità di alimentazione.

Una soluzione, quella delle mobility sites, il cui potenziale viene già automaticamente moltiplicato dalla Shell Card (già attiva in Europa) dedicata agli utenti business, che permetterà di accedere già da subito a 24.000 punti di ricarica elettrica e a un network di stazioni di rifornimento non limitato al marchio Shell.

L'accordo fra Shell e PAD. Da  sinistra Huibert Vigeveno (Downstream Director), Enrico Zampedri (chairman PAD Multienergy) e Istvan Kapitany (Shell Global Executive Vice President Mobility)
L'accordo fra Shell e PAD. Da sinistra Huibert Vigeveno (Downstream Director), Enrico Zampedri (chairman PAD Multienergy) e Istvan Kapitany (Shell Global Executive Vice President Mobility)

PAD, l'accordo è nel DNA

L’accordo con PAD, qui rappresentata da Federico Petrolini, è un fatto tutto sommato naturale per un’azienda - Shell - nata essa stessa dalla fusione, nel 1907, fra l’olandese Royal Dutch Petroleum Company e la britannica Shell Transport and Trading Company Limited. In questo caso PAD - nata negli anni 60 come Petrolifera Adriatica - è un partner perfetto per Shell, perché grazie alla sua infrastruttura permette un rientro rapido ed efficiente sul panorama italiano fornendo di fatto l’unica componente al momento mancante.

Shell non aveva infatti mai abbandonato l’Italia, mantenendo commercializzazione (e produzione) di lubrificanti, gas e soluzioni per l’energia solare e lo stoccaggio di energia elettrica residenziale in prima persona o attraverso varie controllate come Sonnen e Solar Concept Italia. Il ritorno alla vendita al dettaglio del carburante, per così dire, è quella specie di… ultimo miglio di cui francamente si è sentita la mancanza, e che riporterà sulle strade (e autostrade, anche se i primi impianti saranno sulla rete viaria tradizionale) italiane quel marchio che i più appassionati vedevano sulle scocche delle Ferrari e le carenature delle Ducati.

Le competizioni. Ieri, oggi e domani

Le competizioni, di fatto, sono e resteranno un elemento importantissimo di Shell, che non a caso è partner di Ferrari fin dal 1929 (con un breve periodo di pausa, lo sappiamo…) quando un giovane Enzo strinse un accordo per supportare le vetture, allora Alfa Romeo, della nascente Scuderia Ferrari.

Competizioni importantissime perché è proprio lì che si concentrerà lo sviluppo di quelli che saranno i carburanti per i propulsori endotermici del futuro: se i biofuel sono già una realtà, le benzine (chiamiamole così per comodità) completamente sostenibili ricavate per sintesi che verranno utilizzate dalla Formula 1 e dalla MotoGP prima del termine della decade saranno le basi dei carburanti, normali ma soprattutto premium, gli amanti del motore a scoppio potranno trovare nelle mobility sites dell’immediato futuro. Forse non proprio subito e forse non proprio gli stessi - il costo produttivo e la scarsa disponibilità attuale di questi carburanti, che sono già una realtà negli stabilimenti sudamericani di Shell, ne frenano e ne frenerebbero inevitabilmente la diffusione - ma la strada è sicuramente quella. La V-Power del futuro sarà una benzina sostenibile. Chi l’avrebbe mai detto?

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