Tesla perde il marchio Cybercab: il robotaxi di Musk rischia di dover cambiare nome per un problema di tempistica

Tesla perde il marchio Cybercab: il robotaxi di Musk rischia di dover cambiare nome per un problema di tempistica
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Tesla ha commesso un errore che potrebbe avere ripercussioni importanti sul lancio del suo futuro robotaxi: l’azienda di Elon Musk non è riuscita a registrare in tempo il marchio Cybercab, lasciandolo finire nelle mani di una società francese
8 gennaio 2026

Tesla è da anni sinonimo di innovazione nel mondo dell’auto elettrica e della guida autonoma, ma anche i colossi possono inciampare in errori strategici apparentemente secondari. È il caso del marchio Cybercab, il nome scelto per il veicolo completamente autonomo presentato nell’ottobre 2024 come parte del progetto robotaxi, che oggi l’azienda di Elon Musk rischia seriamente di non poter utilizzare a causa di una registrazione tardiva presso l’ufficio brevetti statunitense.

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Tesla rischia di perdere il Cybercab: il robotaxi senza volante nei guai

Il Tesla Cybercab rappresenta uno dei progetti più ambiziosi del costruttore californiano: un veicolo senza volante né pedali, progettato per operare all’interno di una futura flotta di robotaxi e destinato a rivoluzionare il concetto di mobilità urbana. Tuttavia, mentre l’attenzione mediatica si concentrava su design futuristico e promesse di guida completamente autonoma, sul fronte legale Tesla ha commesso un passo falso che potrebbe rivelarsi molto costoso.

Secondo i documenti depositati presso l’USPTO, la domanda di registrazione del marchio Cybercab è stata sospesa perché una società francese, UniBev, aveva già presentato richiesta per lo stesso nome alcuni giorni prima dell’azienda di Musk. Il risultato è che, pur avendo reso pubblico il progetto e legato indissolubilmente il termine Cybercab alla propria immagine, Tesla non detiene i diritti legali sul nome negli Stati Uniti. Questo apre ora a due possibili scenari: avviare una trattativa con UniBev per acquistare il marchio, con costi potenzialmente elevati, oppure rinunciare al nome e ripensare l’identità commerciale del proprio robotaxi.

La vicenda assume un peso ancora maggiore se si considera che Tesla aveva già subito un precedente stop sulla registrazione del marchio Robotaxi, giudicato troppo generico dalle autorità competenti. Per Tesla, che punta molto sulla mobilità autonoma come pilastro del proprio futuro, questa svista rischia ora di trasformarsi in un ostacolo concreto sul piano commerciale e dell’immagine.

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