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Torino: Appendino licenzia vice Montanari dopo le polemiche sul Salone dell’Auto

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L’ex vicesindaco si era detto fortemente contrario alla manifestazione. Il primo cittadino: «Necessario nell’interesse della città»

Torino: Appendino licenzia vice Montanari dopo le polemiche sul Salone dell’Auto

 

Il sindaco di Torino Chiara Appendino ha sollevato dall’incarico il vicesindaco Guido Montanari dopo lo scontro sulla prossima edizione del Salone dell’Auto in cui Montanari e parte dei consiglieri di sponda M5S si erano detti contrari alla manifestazione.

Montanari, poco prima che gli organizzatori decidessero per il trasloco a Milano dell’edizione 2020, aveva detto: «Fosse stato per me, il Salone dell’auto al Parco Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori», salvo poi correggere il tiro in un momento successivo: «Ho sempre ritenuto che il Salone dell’auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte».

«Dichiarazioni inqualificabili» le aveva definite Appendino. Oggi la comunicazione del primo cittadino del capoluogo piemontese: «Questa mattina ho sollevato il Prof. Guido Montanari dal suo ruolo di Vicesindaco e revocato le deleghe che aveva in capo. La decisione segue le frasi pronunciate sul Salone dell’Auto che non hanno visto smentita. Una scelta non facile dal punto di vista umano ma che ho ritenuto necessaria nell’interesse della Città e della sua immagine», ha scritto.

  • Au9520

    Era ora. Basta con questo NON fare che sta facendo così tanti danni a Torino. E ce ne sono molti come lui che andrebbero allontanati. La gente che ha votato M5S non ha votato dei fanatici e infatti questi elettori poi gli hanno voltato le spalle andandosene. Il voto di protesta non autorizza nessuno a disfare tutto, sia il buono che il cattivo della pubblica gestione
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