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Nei più grandi colossi dell'automotive, come nelle grandi multinazionali, l'avvicendamento ai vertici aziendali è un prassi che avviene piuttosto di frequente. È altrettanto vero che eravamo meno abituati a vederlo applicato dalle Case giapponesi. Dopo soli tre anni di incarico, Toyota ha sostituito il CEO Koji Sato — che aveva preso il ruolo dal leggendario Akio Toyoda — con l'attuale CFO Kenta Kon. Una mossa inaspettata, soprattutto considerando gli eccellenti risultati ottenuti sotto la gestione Sato, che dal 1° aprile prossimo lascerà ufficialmente il posto al suo successore.
Paradossalmente, il cambio di leadership arriva in un momento particolarmente proficuo per il marchio. Nel 2025 Toyota ha venduto 11,3 milioni di veicoli a livello globale, consolidando la sua posizione di primo costruttore mondiale e aumentando il distacco dal Gruppo Volkswagen. Le azioni della casa giapponese sono cresciute del 111% durante il mandato di Sato, e nell'ultimo trimestre i ricavi sono aumentati dell'8,6%, superando le previsioni degli analisti.
Certo, ci sono anche numeri meno incoraggianti come quelli che riguardano l'utile operativo, sceso del 2% nell'ultimo trimestre, per le pressioni dovute ai dazi statunitensi imposti dall'amministrazione Trump. Toyota ha mantenuto la stima di un impatto negativo di 1,45 trilioni di yen (circa 9,2 miliardi di dollari) sul reddito operativo per l'anno fiscale che terminerà a marzo 2026. Nonostante questo, l'azienda ha alzato le previsioni di utile netto annuale del 22%, portandolo a 3,57 trilioni di yen, grazie allo yen debole e al contenimento dei costi — proprio il campo in cui il nuovo CEO Kon eccelle.
La nomina di Kon rappresenta una rottura con la tradizione recente del costruttore. Per la prima volta dal 2009, Toyota non affida il ruolo di amministratore delegato a una persona con formazione ed esperienze lavorative strettamente legate al mondo auto, come nel caso di Akio Toyoda e Koji Sato, ma a un manager finanziario. Konta Kon, 56 anni, è in Toyota dal 1991 e ha ricoperto il ruolo di CFO dal 2020, distinguendosi per la capacità di ottimizzare i costi e mantenere elevati i margini di profitto in un periodo turbolento per l'industria automotive.
Durante la conferenza stampa che ha seguito l'annuncio, Kon ha usato una metafora calcistica per spiegare la transizione: Sato diventerà "capitano della nazionale", concentrandosi sul settore automotive nel suo complesso, mentre lui sarà il "capitano del club", focalizzato sulla gestione interna dell'azienda. Una divisione dei ruoli che secondo il costruttore del Sol Levante accelererà i processi decisionali in un momento cruciale per il settore.
Il nuovo CEO eredita un'azienda solida, ma chiamata ad affrontare sfide molto importanti nei prossimi anni. La prima è l'avanzata inarrestabile dei costruttori cinesi, che non solo stanno acquisendo una posizione dominante nelle vendite dei veicoli elettrici, ma mettono pressione anche in Europa e in altri mercati tradizionalmente controllati dai giapponesi, grazie a elevate capacità di innovazione e, soprattutto, puntare su prezzi molto competitivi.
La seconda sfida è la transizione verso l'elettrico. Toyota ha adottato una strategia diversificata nel suo approccio globale al raggiungimento della neutralità carbonica, investendo contemporaneamente su motori tradizionali, ibridi ed elettrici. Nel 2025 la casa ha venduto circa 200.000 veicoli completamente elettrici, contro i 4,4 milioni di ibridi. Una scelta rivelatasi finora vincente rispetto ad altri competitor che hanno dovuto fare marcia indietro sui loro ambiziosi piani di elettrificazione totale, ma che necessita di aggiustamenti per rimanere competitivi nel lungo periodo.
Durante la conferenza stampa, Kon ha sottolineato l'importanza di fornire agli ingegneri una solida struttura finanziaria che permetta loro di sperimentare liberamente. "Il mio ruolo è creare le condizioni affinché possano sviluppare le loro idee", ha dichiarato, riconoscendo ai tecnici la guida nella direzione dello sviluppo tecnologico, a cui lui dovrà garantire le risorse necessarie.
Ma c'è un elemento che rende questo avvicendamento al vertice ancora più interessante: il ruolo di Akio Toyoda, che rimane saldamente alla guida del consiglio di amministrazione. Il 69enne — che quando non è in giacca e cravatta indossa tuta e casco con il nickname "Morizo" — continua a essere il vero deus ex machina di Toyota, di cui il nuovo CEO Konta Kon pare essere un suo fedelissimo.
E poi c'è Daisuke Toyoda, 37 anni, figlio di Akio e senior vice president di Woven by Toyota, la divisione dedicata allo sviluppo software e alla mobilità del futuro. Il giovane Toyoda, entrato in azienda nel 2016, condivide con il padre la passione per il motorsport - i due hanno corso insieme alla 24 Ore del Nürburgring nel 2025 - e secondo diverse fonti sarebbe già in pole position come futuro successore del padre nel ruolo di chairman. Akio stesso ha parlato del figlio come candidato per il ruolo di "Master Driver", quel pilota collaudatore interno che garantisce la filosofia del piacere di guida di Toyota.