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Il colosso di Dearborn ha deciso di giocare a carte scoperte. Jim Farley, CEO di Ford, non ha usato mezzi termini nel descrivere la strategia che l'azienda sta mettendo in campo per recuperare terreno nella corsa all'elettrico. E la mossa più audace? Copiare proprio da Tesla il rivoluzionario sistema di produzione Gigacasting.
Ford si trova in una di quelle fasi cruciali che definiscono il futuro di un'azienda centenaria. Dopo aver investito e perso miliardi di dollari in strategie che hanno cambiato direzione più volte, il marchio americano ha finalmente trovato la sua rotta. O almeno così sembra. L'azienda ha definito questo momento come la propria "Missione Apollo", un paragone ambizioso che la dice lunga sulle aspettative interne.
La transizione verso la mobilità elettrica non è stata indolore per Ford. Mentre Tesla consolidava il suo dominio e i costruttori cinesi irrompevano sul mercato globale con prodotti competitivi e prezzi aggressivi, Dearborn ha dovuto rivedere i suoi piani più volte. Farley non si è nascosto dietro comunicati diplomatici: l'azienda è in ritardo rispetto ai rivali cinesi, europei, giapponesi e coreani. Ma proprio questa consapevolezza sembra aver innescato una reazione decisa.
Il cuore della strategia Ford è un nuovo veicolo elettrico universale, presentato in anteprima qualche mese fa e destinato al lancio nel 2026 con un prezzo obiettivo di circa 30.000 dollari. Non si tratta di un singolo modello, ma di una piattaforma modulare pensata per adattarsi a diverse configurazioni: pick-up, SUV, berline compatte. La flessibilità è la chiave, perché Ford non può permettersi ulteriori passi falsi né spese eccessive durante sviluppo e produzione.
Nel frattempo, l'azienda continua a tessere alleanze strategiche. L'accordo con Renault ha già portato frutti, con nuovi veicoli elettrici basati sulla piattaforma francese. Questa settimana è emersa un'altra potenziale partnership, questa volta con il gigante cinese Geely, che potrebbe avere importanti ripercussioni anche per gli stabilimenti europei, inclusa la produzione in Spagna.
Ma Ford ha capito che non può dipendere esclusivamente da terze parti per vincere la battaglia dell'elettrico. "Stiamo accelerando il numero di veicoli che lanciamo", ha dichiarato Farley, e le sue parole trovano conferma nei fatti. Il progetto Universal Electric Vehicle sta procedendo spedito, e proprio questa settimana il CEO ha condiviso aggiornamenti significativi attraverso il suo profilo su X.
Gli ingegneri stanno lavorando per "estrarre fino all'ultima goccia di efficienza aerodinamica dal pick-up elettrico di medie dimensioni", che sarà il primo veicolo a utilizzare la nuova piattaforma. Diversi prototipi sono già stati realizzati, anche se il design finale resta ancora avvolto nel mistero.
La vera rivoluzione, però, sta nel sistema produttivo. Ford ha deciso di adottare il Gigacasting, la tecnologia resa celebre da Tesla. Questo processo stampa il metallo in enormi presse industriali, riducendo drasticamente la complessità della carrozzeria: invece di assemblare 146 componenti diversi, se ne utilizzano solo 2. Tesla ha dimostrato che questo metodo riduce tempi e costi di produzione in modo significativo, anche se presenta alcuni svantaggi strutturali per le riparazioni delle carrozzerie danneggiate.
Lo stabilimento di Louisville sarà il primo della rete Ford ad adottare questo sistema, diventando il banco di prova per una trasformazione che potrebbe estendersi ad altri impianti. È una scommessa tecnologica e industriale di portata immensa, ma Ford non ha alternative, o recupera il gap con i competitor, o rischia di rimanere indietro in quello che sarà il mercato automobilistico del futuro.
La battaglia dell'elettrico si gioca su più fronti: tecnologia, costi di produzione, autonomia, infrastrutture di ricarica. Ford ha scelto di attaccare dove può fare la differenza: efficienza produttiva e prezzo accessibile. Il pick-up elettrico da 30.000 dollari potrebbe essere il primo colpo di una controffensiva che promette di rimescolare le carte nel segmento più competitivo del mercato globale.
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