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Traforo del Gran Sasso: chiusura il 19 maggio. E’ bufera

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La concessionaria vuole chiudere per evitare altre accuse nel procedimento che la vede imputata di inquinamento delle falde acquifere. L’Abruzzo si troverebbe tagliato in due

Traforo del Gran Sasso: chiusura il 19 maggio. E’ bufera

L’Abruzzo ed in particolare il teramano, potrebbe perdere una delle principali vie di comunicazione col resto del paese. Strada dei Parchi Spa, la concessionaria delle autostrade A24 che collega collega Roma a Teramo passando per L'Aquila e la A25 Torano-Pescara, ha infatti annunciato di voler chiudere a tempo indeterminato il traforo del Gran Sasso a partire dalla mezzanotte del 19 maggio.

La decisione della concessionaria prende le mosse dall’inchiesta della procura di Teramo avviata nel 2017 sull’inquinamento delle falde acquifere del Gran Sasso. Nel 2002 degli sversamenti di diverse sostanze inquinanti dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, i cui laboratori sono proprio nel ventre della montagna, inquinarono la rete idrica della zona.

In seguito a successivi accertamenti fu accusata anche Strada dei Parchi Spa di non aver adeguatamente isolato le condutture di scarico dei tunnel, le cui acque contaminavano le falde circostanti. Dieci gli imputati ritenuti responsabili, individuati fra i vertici dell’Infn, della società Ruzzo Reti che gestisce l’acquedotto e di Strada dei Parchi Spa: il presidente di Strada dei Parchi Lelio Scopa, l'amministratore delegato di Strada dei Parchi Cesare Ramadori e il direttore generale di Strada dei Parchi Igino Lai, accusati di non aver disposto le opere di impermeabilizzazione delle infrastrutture.

La chiusura è stata attuata dalla concessionaria per evitare di incorrere in ulteriori contestazioni legate a presunti pericoli di inquinamento delle acque di superficie. Sdp avrebbe voluto chiudere le gallerie già prima di Pasqua, ma aveva posticipato la misura per non creare difficoltà agli utenti nel periodo delle festività pasquali, del 25 aprile e del 1 maggio.

Una decisione, quella di evitare una possibile reiterazione del reato, che se da un lato tutela la società, dall’altro rischia di danneggiare seriamente la mobilità e le attività economiche degli abruzzesi. La chiusura del traforo del Gran Sasso causerebbe «un danno enorme per tutte le imprese dell'Abruzzo interno. Un provvedimento che metterebbe in ginocchio le aziende aquilane, già gravate dalle difficoltà di una ripresa post-sisma che fatica a decollare», sostiene il presidente di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno Riccardo Podda.

Intanto è stata convocata per domani una riunione al Ministero dei Trasporti L'incontro dovrebbe servire a evitare la chiusura che, secondo quanto riportato dall’Ansa sostiene il Mit, rappresenterebbe una «procurata interruzione di pubblico servizio che equivarrebbe a un inadempimento» grave da parte della società che potrebbe portare alla «revoca immediata della concessione», evocata ieri dal sottosegretario M5S Gianluca Vacca.

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