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Uber, continuano i licenziamenti: 600 esuberi in India

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Uber ha disposto il licenziamento di 600 dipendenti in India: si tratta del 25% della forza lavoro dell'azienda nel paese

Uber, continuano i licenziamenti: 600 esuberi in India

Nuovi licenziamenti per Uber: l'azienda creatrice dell'app per auto con conducente ha tagliato 600 dipendenti in India. Parliamo di esuberi consistenti, visto che si tratta del 25% della forza lavoro della società nel paese asiatico. I lincenziamenti riguardano personale di diverse divisioni, tra cui il servizio clienti, la gestione degli autisti, il marketing e la finanza. Gli esuberi in India sono l'ultimo atto di una ristrutturazione globale da parte dell'azienda che, piegata dall'emergenza COVID-19, ha licenziato 6.700 dipendenti a maggio. 

Ai dipendenti licenziati in India saranno garantite dalle 10 alle 12 settimane di stipendio e una copertura assicurativa sanitaria per i prossimi sei mesi. «L'impatto del COVID-19 e la natura imprevedibile della ripresa ha fatto sì che Uber India non avesse altra scelta che ridurre le dimensioni della propria forza lavoro», ha dichiarato Pradeep Parameswaran, responsabile dell'area India-Sud Asia di Uber. «Abbiamo preso questa decisione ora per poter guardare al futuro con fiducia», aggiunge Parameswaran. 

Di recente, aveva fatto scalpore la modalità con cui erano stati perfezionati 3.500 licenziamenti da parte di Uber: per comunicare la decisione al personale, era stata impiegata una videoconferenza di gruppo su Zoom, nella quale un'addetta alle risorse umane aveva fatto sapere alle persone coinvolte che il loro rapporto di lavoro con l'azienda si sarebbe interrotto il giorno stesso. Una modalità di licenziamento che ha fatto discutere, pur con l'attenuante del distanziamento sociale imposto ai tempi del COVID-19.

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