WEC. Dalla 24 Ore di Le Mans con Peugeot ai lanci col paracadute: la vita secondo Gustavo Menezes [Video]

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Dalle sfide in pista nel WEC con Peugeot ai lanci col paracadute, la vita di Gustavo Menezes è all'insegna dell'adrenalina. E tutto è cominciato da un colpo di fulmine che ci racconta in questa intervista esclusiva
21 aprile 2023

Mi è bastato solo un giro per capire che non avrei voluto fare altro per il resto della mia vita. Mi sono detto ‘se potessi guidare quest’auto per sempre sarei contento’”: a Gustavo Menezes si illuminano gli occhi quando racconta i chilometri che gli hanno cambiato la vita. Quello del ventottenne americano con il mondo delle corse di durata è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Certi piloti ci mettono anni a capire qual è la strada giusta. A lui è bastato un rookie test in Bahrain su una LMP2 per intraprendere quel percorso che oggi lo vede pilota ufficiale di Peugeot nel WEC.

Quando lo incontriamo nel cuore pulsante della Milano Design Week in via Tortona, l’affabile Gustavo è appena arrivato in fretta e furia da Portimao, dove Peugeot, dopo le difficoltà di Sebring, con la sua 9X8 ha ottenuto risultati incoraggianti. “Chiaramente il quinto posto non è una vittoria – concede Menezes - ma è un successo per il team, perché abbiamo avuto un inizio di stagione difficile. Sappiamo che la cosa più importante è progredire, dobbiamo migliorare in ogni gara per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi”.

Dopo la doccia fredda di Sebring, a Portimao “abbiamo avuto una gara pulita”, osserva Gustavo. E il primo dei piccoli passi per migliorare è stato fatto grazie al nuovo attuatore del cambio, introdotto per migliorare l’affidabilità della 9X8. “Abbiamo avuto problemi a Sebring, ma non li abbiamo riscontrati a Portimao, e siamo soddisfatti che l’introduzione di questa soluzione ci abbia dato l’affidabilità di cui avevamo bisogno. Nelle gare di durata la tenuta è fondamentale”. Un assunto che vale ancora di più per la 24 Ore di Le Mans, fiore dell’occhiello del calendario per cui, secondo alcuni, la 9X8 è stata concepita.

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A domanda in merito, Menezes abbozza. “Il regolamento stabilisce dei valori in termini di deportanza, drag, distribuzione di coppia; quindi, la performance della vettura rientra in una finestra molto ristretta. E così, anche se i design delle varie vetture sono differenti, devono raggiungere lo stesso scopo. L’aver implementato la possibilità di avere gomme più larghe al posteriore rispetto al regolamento iniziale ha cambiato la distribuzione dei pesi, e ha tolto il vantaggio originale che era stato concepito. Ciononostante, andiamo avanti per la nostra strada. Non credo sia necessariamente uno svantaggio, ma semplicemente un aspetto da gestire”.

Questo, nel contesto di un regolamento tecnico sfidante per la complessità nella gestione di questi prototipi. “Il sistema ibrido è differente rispetto alle LMP1 – spiega Menezes -. Quando implementiamo il sistema sull’assale anteriore dobbiamo ridurre lo spunto del motore endotermico, non possiamo utilizzarli entrambi alla massima potenza. Quindi quando usiamo i 250 kW dell’unità elettrica dobbiamo ridurre di 250 kW al posteriore. Utilizzare al meglio entrambi non è semplice. Ma è così per tutti, non riguarda solo noi. Siamo umani, lavoriamo con tecnologie che sono molto complesse e avanzate. E per farlo dobbiamo sempre alzare l’asticella”.

Una sfida già di per sé complessa, che a Le Mans diventa titanica. Lo sa bene Gustavo, che al debutto nella classica del Circuit de la Sarthe nel 2016 colse una vittoria di classe in LMP2. “La cosa più incredibile di Le Mans – riflette - è la pura difficoltà di correre per 24 ore alla perfezione, avendo una perfetta affidabilità, 40 pit stop senza sbagli, tra i 10 e i 15 cambi gomme, senza errori dei piloti. Già solo questo è complicato, se poi si aggiungono 55-60 auto in pista con te, con uno sprint verso il traguardo, è una cosa da pazzi. Ecco perché Le Mans è una delle gare più difficili in assoluto da vincere, specialmente con il numero di costruttori presenti ora”. E Peugeot, in questo contesto, a cosa può aspirare? “Il primo obiettivo realistico per Le Mans – rivela - è quello di avere una gara pulita, con errori minimi e senza problemi di affidabilità. Se dovessimo rispettare questi requisiti, saremmo già a buon punto. L’importante è fare il nostro meglio come scuderia. Con questa base, lavoreremo per il futuro del programma”.

Per la classica del Circuit de la Sarthe, però, serve anche una preparazione fisica certosina. “La cosa positiva – spiega Menezes - è che la 24 Ore è a metà stagione, dopo una serie di gare molto condensate. Quindi il corpo è pronto a gareggiare. Oltre a questo, serve un allenamento concentrato sulla resistenza. Per me è andare in bicicletta. Lo adoro, è una mia grande passione e correrò con diversi ciclisti del Tour de France. Loro si prepareranno per questo appuntamento, io per la 24 Ore. È importante essere il più ‘leggeri’ possibile, perché alla fine ogni chilo, ogni millesimo conta su 24 ore”.

Tutto, per essere pronti per un appuntamento a cui la 9X8, già di per sé abituata a stupire, con quel posteriore non convenzionale, senza un vero e proprio alettone, arriverà con uno schema di colore creato dal poliedrico artista visivo spagnolo J.DEMSKY. Un look presentato per la prima volta proprio alla Milano Design Week, in grado di rendere la 9X8 una vera art car. “La livrea è audace - dice Menezes osservando la sua compagna di avventure - in linea con l’immagine moderna del brand Peugeot. A 350 km/h a Le Mans sarà imperdibile. Credo che i fan la apprezzeranno molto. C’è così tanta passione per il marchio Peugeot e condividere questa livrea con i fan francesi sarà emozionante. D’altronde, la 9X8 è sempre stata una macchina coraggiosa, con la sua filosofia senza ala posteriore”.

Ma abituato a osare è lo stesso Menezes, un vero amante dell’adrenalina. “Prima di unire le forze con Peugeot – racconta - mi divertivo parecchio a lanciarmi con il paracadute. Quando ero atleta Red Bull mi lanciavo con alcuni dei paracadutisti migliori al mondo. Mi sono lanciato circa 450 volte. Dopodiche ho messo il kit da parte e mi sono detto ‘non dovresti più farlo’. Poi si è presentata un’opportunità straordinaria pensata dal team marketing di Peugeot, finire la stagione e poi lanciarmi con il paracadute sulla pista del Bahrain da un elicottero grandissimo, ero entusiasta. Non è facile capire da fuori cosa voglia dire essere in due su un elicottero militare da 12 persone”.

“Ero a 4.000 metri sopra il circuito del Bahrain insieme a un mio amico paracadutista – racconta con gli occhi che si accendono di nuovo dell’entusiasmo di un bambino -. Abbiamo perfezionato una serie di manovre e alla fine siamo atterrati dietro alla vettura. Indossavo già il casco e sono corso in macchina per fare un giro della pista. Questa è una delle esperienze meravigliose che si possono vivere lavorando per un grande costruttore. Opportunità coraggiose come questa rientrano perfettamente nell’allure di Peugeot. Sinceramente ho ancora la pelle d’oca a pensare a questa esperienza”.

Il Gustavo ragazzino, arrivato in Europa a 11 anni per cercare di raggiungere il sogno più grande – “volevo diventare pilota di F1” – difficilmente si sarebbe potuto immaginare di poter essere, quasi due decenni dopo, pilota ufficiale di un grande marchio come Peugeot in un WEC in rampa di lancio. E tutto questo è stato possibile per una decisione presa in un momento difficile. “Quando ero in F3 – ricorda - le cose non andavano bene e ho avuto l’opportunità di testare una LMP2 in occasione dei rookie test in Bahrain. Ho accolto questa chance a braccia aperte. Mi ricordo di essere arrivato dal GP di Macao volando di notte per poter essere subito in pista”.

Da lì, tutto ha cominciato a scorrere velocemente. “L’anno successivo ho vinto il titolo nel WEC, cinque gare e la 24 Ore di Le Mans, e direi che questa sia una delle introduzioni migliori che un pilota possa avere nel WEC. E ora, con le hypercar, sono sulla vetta delle corse di durata. C’è così tanta passione. So che ci sono tantissime persone che sognano di essere nella mia posizione, e sono così grato di far parte del programma di Peugeot. La gratitudine e la passione sono ben presenti ogni mattina quando mi sveglio”.

Ma cosa direbbe Gustavo a chi nutre il suo stesso sogno? “Ai ragazzini di oggi consiglio di non arrendersi mai. Quando si arriva all’apice dello sport o di qualsiasi settore, ci saranno dei momenti difficili, forse più che momenti belli. Questo è ciò che rende i periodi felici così speciali. Bisogna capire che non si ha il mondo contro. Ci vuole fortuna, tempismo, talento, duro lavoro. A volte non arriva la giusta congiuntura astrale, ma c’è un momento per tutto. E anche se oggi non è il vostro giorno, il vostro momento arriverà. Non arrendetevi, e inseguite i vostri sogni”.

Dai desideri Menezes è passato alla realtà del WEC, categoria che a suo avviso merita una chance. Cosa direbbe a chi è indeciso se seguirla o meno? “Guidiamo vetture che hanno velocità non dissimili da quelle della Formula 1, in gare lunghe fino all’equivalente di 10 GP. Disputiamo quasi un’intera stagione di F1 in una giornata. Venite a vedere le gare, scoprite la passione che ci circonda. Il paddock è così aperto, l’ambiente è molto diverso da quello della F1 e credo che ci sia tanta passione pura. Vedere le GT, auto simili a quelle che si vedono per strada nella vita di tutti i giorni, con le hypercar che le superano, è così emozionante, fa capire cosa sono davvero le corse”. E chissà, qualcuno potrebbe vivere lo stesso colpo di fulmine provato da Gustavo nel corso di quel giro in Bahrain che gli ha cambiato la vita.

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