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WRC 2019/2020. Toyota Gazoo Racing e Sébastien Ogier: è fatta

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A una settimana dal forfait Citroen, ecco l’ufficializzazione dell’accordo “consequenziale” tra Ogier e Toyota. In Squadra anche Evans e Rovanpera. Colmato il vuoto Tanak, ora è rilancio di un’operazione senza compromessi

WRC 2019/2020. Toyota Gazoo Racing e Sébastien Ogier: è fatta

Puppola, 27 Novembre. Sebastien Ogier, insieme a Julien Ingrassia, si è accordato con Toyota per correre con la Yaris WRC il Mondiale dell’anno prossimo. Va così al suo posto uno dei tasselli più importanti del mosaico “rimpasto” che prelude a un’interessantissima stagione 2020 del WRC. A corollario, e completamento dell’accordo, anche la definizione della Squadra Toyota Gazoo Racing WRT con l’ufficializzazione della “promozione” di Kalle Rovanpera e l’inserimento di Elfyn Evans.

Squadrone.

Si era così focalizzati sul passaggio di Ogier da Citroen a Toyota, che non ci sembra niente di nuovo. Di fatto, invece, il “colpaccio” di Tanak a Hyundai è diventato il giro di boa della storia di una formazione che, senza mezzi termini, chiude con un passato già glorioso e volta pagina rivoluzionando il proprio assetto. È chiaro che il Team di Tommi Makinen intende alzare ancora di più l’asticella e, dopo aver vinto i Titoli Costruttori (2018) e Piloti (2019), puntare al… grande slam conquistando l’intera posta in un’unica soluzione stagionale.

C’è da dire subito che l’operazione appena ufficializzata lascia di fatto fuori dai giochi sia Jari-Matti Latvala che Kris Meeke, che vanno ad aggiungersi all’affollato “momentum” dei precari che conta già Piloti del calibro di Paddon, Mikkelsen, Ostberg, Lappi, Breen. Buon per M-Sport, che ha salutato Evans, pupillo di Malcom Wilson, ma che può adesso concludere una proficua campagna acquisti a quotazioni ridotte.

Che Ogier fosse in procinto di accettare di guidare quella Macchina cui aveva rinunciato all’alba del WRC Plus in favore delle Ford Made in Dovenby Hall, era chiaro al 99%, con una residua possibilità che il fuoriclasse di Gap potesse tornare proprio da Zio Malcom. Il contratto di un anno, resta dunque in voga l’opzione del ritiro definitivo alla fine della stagione 2020, è l’equivalente di un programma micidiale. Al di là di una forma di “assicurazione sullo scontento”, un tipo di polizza messo a punto in ambiente Citroen, l’obiettivo simultaneo diventa chiaro, urgente e improcrastinabile: per Toyota raddoppiare, per Ogier riprendersi il Titolo “scippato” da Tanak. Dovesse essere centrato, un obiettivo così non nasconde un’ipotesi di riscatto che sfiora lo spirito di vendetta. Makinen vendicherebbe il fatto di essersi fatto scappare Tanak (ma sarà poi vero che il Lupo della Steppa, con il supporto di un… portafogli come quello di Toyota, si sia davvero lasciato buggerare così ingenuamente?), e Ogier riscatterebbe il prestigio personale minato dalla stagione Citroen.

Evans è una scelta non meno ragionata. Makinen seguiva da un po’ il gallese, e in ogni caso era una scelta di conforto in una situazione ben controllata alla fine ma sin troppo turbolenta in corso d’opera. Una specie di operazione di garanzia nel caso qualcosa fosse andato storto. Kalle Rovanpera, infine, è l’esemplificazione della validità del Sistema Finlandese. Il diciannovenne figlio d’arte aveva già provato la Yaris WRC quando di anni ne aveva appena 16, e in quella occasione si dice fosse già stato più veloce sia di Suninen, l’altro papabile, che di Lappi. Vederlo incuso nella formazione ufficiale del Toyota Gazoo Racing WRT non è altro che l’evidenza finale di un programma di antica firma.

L’intera operazione non deve essere limitata a un cambio di scacchiere e di casacche. È verosimile, infatti, che sottintenda una ben più complessa e probabilmente articolata trattativa economica, in una corrente senza dubbio impetuosa possibilmente arginata, almeno in parte, dalla riunione di tre Piloti Red Bull.

Si tratterebbe ora di stabilire quale è stato il reale ordine dei tre eventi cruciali, il non rinnovo di Tanak. il ritiro di Citroen e l’”acquisto” di Ogier, per capire meglio il valore degli ingenti spostamenti di capitali che hanno accompagnato l’operazione e che in un certo senso la rendono ancora più clamorosa.

Un altro aspetto che ci piacerebbe approfondire è il meccanismo reale del processo che ha portato Citroen al ritiro, fermo restando che ci pare debole e insufficiente aver pensato di spiegare tutto dando “colpa” al Pilota.

Il ritiro di Citroen è anche il lato triste della vicenda, che comunque si chiude su una prima, grande certezza: il Mondiale WRC 2020 sarà una splendida, incredibile guerra senza quartiere.

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