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WRC 2019. Corsica. Tommi Makinen, il Filosofo-Pilota-Manager di Toyota

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Il Corsica del Team Gazoo Racing non è il Rally da incorniciare. Tuttavia Tommi Makinen, che è l’uomo-guida del Team Ufficiale Toyota, ne trae riflessioni interessanti e costruttive. Forse lo “scandalo” è solo che sia andata così proprio al Team del momento

WRC 2019. Corsica. Tommi Makinen, il Filosofo-Pilota-Manager di Toyota

Bastia, Corsica, 31 Marzo 2019. Rally dell’incredibile. Non capita tanto spesso che non si faccia in tempo ad assorbire un improvviso, tuonante colpo di scena che ne arriva subito un altro e ti mette KO. Corsica delle meraviglie, Mondiale stupefacente. Evans leader al tappeto a pochi chilometri dalla fine, Tanak leader al tappeto a tre Prove Speciali dalla fine. Neanche chi alla fine vince, bravissimo super Neuville, riesce a capirci qualcosa in tempo utile per salire sul podio convinto che sia tutto vero. Andiamo direttamente alla Fonte della Disperazione, ma la troviamo secca. Non un filo di dramma, non una goccia di… lacrime. Tra forature e “toccate”, si diceva, Meeke, poi Latvala, poi addirittura Tanak in una sorta di premonizione-Evans, le tre Toyota Yaris WRC hanno ottenuto un risultato che non si può dire tale e lo è ancora meno nel profilo delle previsioni e di ambizioni maturate legittimamente

Tre giorni prima Tanak era in testa alla graduatoria Piloti provvisoria, e la Yaris WRC comandava anche quella dei Costruttori, di cui Toyota è detentrice. Tre giorni dopo Tanak e Toyota sono scesi al terzo posto e si riparte. Va detto subito, per dare un’idea della bellezza del confronto, che dopo quattro Rally abbiamo già visto tre leader di Mondiale, e che tra il primo e terzo Pilota della lista provvisoria ci sono appena 5 punti. Le due cose insieme stanno a significare che quello appena iniziato potrebbe essere uno dei Mondiali più combattuti di tutti i tempi. Comunque per Toyota quello di Corsica non è decisamente il week end favorevole al migliore buonumore. Però, come dicevamo, non c’è traccia di particolare malumore. Sotto le tende Toyota Gazoo Racing si mantiene il sangue freddo e, di fatto, non si smette di lavorare neanche quando ci sarebbe legittimo spazio per qualche imprecazione liberatoria. Il cambio di ottava dell’umore è impercettibile. 

Si capisce, in una interessante estensione di cura del dettaglio, che si è lavorato molto anche… sull’atmosfera. Tommi Makinen è stato Pilota, e guarda caso uno dei migliori. Con quattro Titoli di Campione del Mondo consecutivi, 1996 to 1999, il 54enne finlandese vive in quinta marcia anche la stagione da Manager che l’ha portato fino alla direzione del rientro di Toyota sulla scena del Mondiale World Rally Car. Lo scorso anno Toyota si è aggiudicata il Titolo Marche, quest’anno il Team Gazoo Racing punta anche al Mondiale Piloti, forte dell’esplosione Ott Tanak, l’estone che è considerato il più alto livello di upgrade del “materiale” umano a disposizione del WRC, e di una Yaris WRC affilata come un rasoio. Ecco come il debriefing del Corsica diventa immediatamente piano d’attacco.
 

Tommi, una discreta batosta, oserei dire. Il Corsica non sembra essere quel Rally da incorniciare…

Tommi Makinen. “C’è sempre una doppia faccia della medaglia. Se guardiamo al risultato globale assoluto non c’è da stare troppo allegri. Se guardiamo alle indicazioni tangibili e registrate delle nostre prestazioni, invece, queste non si discostano troppo dai bilanci al termine delle prime tre Gare dell’anno e, anzi, ci offrono qualche ulteriore indicazione di forza. Iniziamo dal contesto, il Corsica. Non è un Rally che ci ha dato molte soddisfazioni, ma bisogna ricordare che fino alla scorsa stagione era quello che faceva divertire meno i nostri Piloti. Quest’anno siamo comunque andati molto vicini alla vittoria, abbiamo vinto sei Speciali, siamo stati in testa con due dei nostri tre Piloti, Tanak con il booster a portata di mano di una evidente riserva di velocità, e abbiamo piazzato una direi eloquente doppietta, Meeke-Tanak, nel Power stage. È un finale che può dirla lunga sulla velocità e le performances della Yaris WRC. Questo non significa che sono contento del risultato globale. Se questa era la pertinenza della domanda, bisogna riconoscere che non è stato il risultato che poteva essere. Siamo pragmatici, sfortuna è anche errore, e quando il risultato non è quello che ci si aspetta vuol dire che la sfortuna può dipendere da qualcosa. Ecco, finito il Corsica quello che dobbiamo fare è imparare qualcosa anche da questo esito, e investigare subito per capire che genere di problemi possiamo aver avuto. Questo è il modo per andare avanti e per mantenere il tono giusto nel Team.”

E veniamo al punto della questione. Se non ci sbagliamo di grosso, sei riuscito a configurare quello che si potrebbe definire il Team perfetto. La Macchina è competitiva e veloce, in gran forma, e lo sono anche i Piloti. Quale è il segreto, come si fa a costruire una situazione del genere? 

TM. “Io credo che il “segreto”, come dici tu, è che lavoriamo tutti insieme con una grande sintonia. C’è armonia, molta comunicazione tra i vari settori del lavoro, tutti parlano, discutono, si confrontano, si scambiano informazioni. Soprattutto danno ai nostri piloti il prodotto di questa unione di lavoro e di intenti che è lo strumento con il quale questi poi possono esprimersi al meglio. Tutti i Piloti dietro a un volante subiscono tensioni fortissime, ed è nostro dovere, compito di tutti fare in modo che si sentano in un ambiente, parlo della Macchina e del Team, il più possibile confortevole.”

Dici così perché sei stato Pilota e Campione? Perché sai che è quello che volevi tu e ora è quello che devi dare ai tuoi Piloti?

TM. “Sì, sostanzialmente è questo. So di cosa si parla, so che cosa sentono e cosa desiderano. Ma è anche qualcosa di più. Per esempio, quando un Pilota è in difficoltà per qualche motivo me ne accorgo immediatamente, lo vedo subito. Non vuol dire che posso trovare subito la soluzione, ma posso iniziare a farlo molto presto. Potremmo dire che in questo genere di situazioni il vero vantaggio di essere stato Pilota è che da manager si può essere fulmineamente reattivi, capire e iniziare a lavorare sul problema o sulla richiesta eventuale non appena questa si determina.”

È così, con questo tipo di “conoscenza” che hai risolto i problemi di due dei tuoi attuali Piloti? Latvala da inquadrare in una situazione non più da leader e un Meeke… Meeke completamente da recuperare?

TM. “Vero che ho cercato di dare a entrambi gli elementi di quel confort che aiuta, ma devo dire che Latvala si è aiutato da solo con la sua intelligenza. Ha capito che era arrivato in Squadra un pilota forte come Tanak, e pur desiderando di continuare a vincere e a combattere per un Titolo, ha assunto la responsabilità della missione di contribuire al successo della Squadra. Latvala ha fatto non un passo indietro, ma un salto di qualità. Per quanto riguarda Meeke, beh, il punto di forza di Kris è quello di essere un grande professionista. Non appena è arrivato ha cominciato a lavorare fortissimo per capire la Macchina, per adattarvisi e per regolarla in modo da renderla massimamente competitiva nelle sue mani. Si è messo a testa bassa nella condizione di imparare ancora. Anche in questo caso non sono io che ho operato la “trasformazione”. In molte condizioni il suo stile di guida si adatta molto bene alle prestazioni della Yaris WRC. Credo che nel corso della stagione Meeke continuerà a imparare e a crescere. Lo vedremo protagonista di corse eccellenti.”

Meeke ci ha detto che non ci sono ordini di scuderia, che è completamente libero di fare le sue gare. È così?

TM. “Sì, è vero. Ma è piuttosto una condizione generale. Tutti i Piloti sono liberi di fare la loro corsa. È già molto difficile correre pensando a non commettere errori, a mantenere la massima concentrazione. Io penso che imporre degli ordini di Scuderia sia qualcosa che distrae la concentrazione, e finché non si dimostri assolutamente necessaria, l’opzione resta in fondo alla lista. Consideriamola utile in presenza di un grande risultato finale in ballo, in caso contrario penso che sia nocivo abusarne. In un Team che funziona bene, se Ott Tanak è il più forte diventa il numero 1 del Team, e tutti si sentono in dovere di dare a lui il massimo supporto, indipendentemente dagli ordini. È altresì vero che, anche per questo e in un’atmosfera di lealtà, noi cerchiamo di dare lo stesso, totale supporto a Ott, a Kris e a Jari-Matti, a partire dalla Macchina, che è esattamente la stessa.”

Non piantiamo una pietra miliare dicendo che il migliore supporto che un Team può dare ai suoi Piloti è la Macchina migliore. Pensi che ci stai riuscendo? Che i Piloti abbiamo con la Yaris WRC l’arma più forte del lotto?

TM. “Questo è un aspetto molto interessante della questione generale. Ci sono così piccole cose che possono distruggere la Macchina migliore, e così piccole cose che possono fare di una Macchina la più forte! Quello che mi sembra giusto è dire che, partiti nel 2017, adesso abbiamo l’esperienza per gestire al meglio questa forbice delicatissima. Nel 2018 abbiamo vinto il Titolo, quest’anno credo che abbiamo conoscenza e competenza. Ci criticano perché abbiamo condizioni vantaggiose di test in Finlandia, ma non abbiamo strade come in Corsica. Eppure la Macchina si è dimostrata molto veloce anche su questo tipo di superficie. In Finlandia si può mettere a punto una Macchina per… il Finlandia, non per il resto dei Rally su terreni così doversi dai nostri. Il lavoro deve essere il più possibile buono in generale, indipendentemente dalle condizioni specifiche di questo o quel Rally.”

Pilota, Campione del Mondo. Adesso al comando della Nave ma non al timone della… Macchina. Un modo diverso di essere Capitano. Hai uno stile particolare di comando?

TM. “Lascio andare avanti la professionalità. Lascio che dei veri professionisti comandino il loro lavoro. Lascio a loro il massimo della responsabilità. Abbiamo 150 persone che lavorano per una missione, e bisogna che tutti sentano che è la professionalità e la responsabilità a guidarle. Abbiamo bisogno di tutti loro. Devo dire che con questa “tecnica di comando” il Team è cresciuto molto. Adesso posso dire che in Finlandia abbiamo un vero e proprio Dream Team. Tutti vogliono ottenere il massimo, lo fanno sorridendo. Credo che la cosa più importante che ho fatto è creare le condizioni di questa atmosfera. Ripeto. Parlare, comunicare, scambiarsi le informazioni, evitare che si crei un clima “politico”.

Toyota ha già vinto il Titolo Costruttori. Non deve dimostrare molto di più. Ma tu senti sovrapressione a dover difendere il Titolo e voler vincere anche quello dei Piloti?

TM. “Assolutamente no. Non c’è pressione e ancor meno sovrapressione. So che essere sotto pressione è nocivo, per questo cerchiamo di non averne o di ridurre quelle che si manifestano. Come? Cerchiamo di fare sempre e in ogni condizione il meglio che possiamo. Del resto, fare meglio, fare il meglio è lo spirito originario, il significato di Gazoo. Fare meglio nella migliore atmosfera possibile!

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