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WRC 2019 Finlandia. Il Sabato di Tanak e Toyota

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Seconda Tappa. Meeke out. Ogier malato. Latvala un passo indietro. Lappi “rivoluzionario”. Alla fine il solo a soffrire veramente è Neuville. Ma l’Ufficiale Hyundai è ben spalleggiato dai suoi. Equilibri raffinati

Jyväskylä, Finlandia, 3 Agosto 2019. Lo show delle frecce tricolore bianco-rosso-nero dura fino alla 13a Speciale, la Paijala di 23 chilometri. È l’antologia del Rally. Meeke vince davanti a Latvala e Tanak; Latvala passa in testa e tre Toyota Yaris WRC+ sono al comando nello spazio di sei decimi di secondo. Lappi, con la Citroen C3 WRC, non riesce a tenere il passo ma non lascia.

Per Meeke è il canto del cigno. Nella successiva Kakaristo di 19 chilometri l’irlandese “tocca” e fa fuori il posteriore sinistra e la sua bella Gara. Per Latvala, invece, è il lungo brivido di una foratura lenta, conseguenza di una destra troppo veloce finita su una pietra, che costa quasi 15 secondi. Il “messaggio”, forte e chiaro, è raccolto. La leadership torna a Tanak, che ha tolto la “sicura” alla sua Arma e ha vinto.

Altra Storia, il Neste Finlandia 2019 gira pagina. Il sogno della tripletta Toyota va in frantumi. Tanak, che si è fermato in trasferimento con il sangue gelato per una perdita d’olio, poi risultata insignificante, passa a condurre le danze. Alla sua maniera. Latvala è parzialmente riassorbito da Lappi, che risale sul podio virtuale, e il “gruppo”, di cui fanno parte Ogier, Breen e anche Neuville, è ora guidato da  Mikkelsen. Ieri era andata bene a tutti, oggi quegli stessi frammenti di incertezza di un Rally guidato a fondo iniziano a fatturare. È inevitabile. E nel conto. Makinen mugugna, ma non se la prende troppo, sapeva benissimo cosa aveva messo sul piatto della scommessa, e comunque lo show Toyota è stato una bella, eloquente dimostrazione.

 

Piccola tregua nella Leustu, ultimi dieci chilometri prima del Service di metà giornata. Latvala davanti a Tanak, un decimo, e Lappi. Ogier è sfinito, ha passato la notte in bianco e malato, ma non si sottrae al dovere di attaccare e regola gli avversari sulla marcia di avvicinamento al podio. Si va al “riposo”, è il caso di dirlo per Ogier che cercherà di recuperare un po’ di energie nei quaranta minuti di sospensione del Rally.

Si riparte attorno al Lago Paijanne con la seconda Pihlajakoski di 14 chilometri. L’ex Speciale del Mille Laghi in versione rivisitata mantiene inalterata la natura del Rally. Siamo sempre su medie elevatissime e su strade che si allargano e si stringono. Ai lati, il lago e gli alberi della foresta scorrono velocissimi, come in un videogame.

La guerra riprende con un altro argomento interessante. È battaglia aperta tra Latvala e Lappi, il Senatore contro la Nuova Generazione. Se da una parte vince Lappi, dall’altra è Latvala che paga ancora. Oltre sei secondi solo per l’eccessiva prudenza sui solchi zeppi di sassi. La conseguenza diretta è che Latvala cede a Lappi la seconda postazione sul belvedere del Rally. Anche Tanak ora è prudente, la differenza è che l’estone se lo può permettere.

Altro giro e, incredibilmente, altra corsa. Questa volta, è la seconda Paijala, iconica e più lunga Speciale del Rally. Sono ancora Latvala e Lappi a definire meglio i rispettivi atteggiamenti. Il Giovane, confortato dalla ripresa di Ogier che si sta facendo sotto, scarica tutto quello che ha sulle velocissime, e per dire la verità congeniali piste dove ha imparato, e l’”Anziano”, che è il primo a complimentarsi a ogni Prova con il “discepolo”, si convince che è meglio pensare ad altro. Sfumato il sogno TT, Tripletta Toy, adesso conta molto il Campionato Costruttori, per cui è logico ritenere che, ordini o no, Latvala ha “levato”. Al momento, in ogni caso, Lappi è un adolescente ingestibile, meglio lasciarlo in pace. Anche la C3 WRC non scherza, sono ormai lontani i tempi della Cenerentola.

 

Il concetto viene ribadito pari-pari anche nella successiva Kakaristo 2: vince Lappi e Latvala è quarto. Ogier si è ripreso. Non è dato sapere se ha recuperato con il sonnellino del Service o se è l’adrenalina dell’attacco, sta di fatto che ormai viaggia sui tempi dei… secondi e può gestire autonomamente la sua Gara, si vedrà più avanti quel che potrebbe succedere. Dietro le Hyundai si compattano, Mikkelsen, Breen e Neuville, anche se la Kakaristo dirà che a Mikkelsen il risultato sta stretto. Il “gioco” resta difficile, stando così le cose Mikkelsen può tenere dietro Ogier e toccherebbe a Breen farsi da parte per riportare Neuville a ridosso del Campione. Staremo a vedere anche in questo caso come andrà a finire. Ah, Tanak ha vinto di nuovo e, sia pure di poco, allungato.

Viene da riflettere su un fatto. 24 ore prima il solo Tanak stava “lavorando” efficientemente sul suo Titolo. Ogier e Neuville non c’erano. 24 ore dopo sono di nuovo tutti in tabella, più o meno anche Ogier e Neuville. Ogier, in particolare, sembra essersi ricordato che è il Campione del Mondo in carica, e Neuville parrebbe tornato a soffrirne la… lontananza. Si direbbe che il solo Tanak sia riuscito a fare il famoso “switch”, certamente sostenuto dalla macchina.

Lappi, per quanto bravissimo, non può andare a prendere Tanak, Latvala non va a prendere Lappi. Orgoglio da parte, ora è ragion di stato. Situazione stabile che, alla conclusione della Tappa vede una differenza di 16 secondi tra primo e secondo, e di 12 abbondanti tra secondo e terzo. A meno che non succeda il finimondo domenica, l’interesse del momento è nel rischio che le tre Hyundai che seguono possano “frullare” l’intruso Ogier. Mikkelsen, considerando anche il terzo posto assoluto ottenuto in Sardegna, si va riprendendo piuttosto bene. Va ritrovando il morale, ha ritrovato la macchina o ha smesso di piangersi addosso? Neuville arranca. ha fatto lo spazzino, e le migliorie apportate alla i20 Coupé forse necessitano di ottimizzazione.

 

Kalle Rovanpera non si fa mancare nulla e continua a dominare… il duello della WRC2 Pro con Cammilli, Loubet era primo della WRC2 fino all’ultima Speciale, poi si è messo da parte e ha lasciato via libera a Gryazin. Tutte Skoda, naturalmente.

Domenica. Gli ultimi 45 chilometri in quattro Speciali, due Laauka e due Ruuhimaki. Ora di iniziare a pensare alle “strategie” da adottare nel Power Stage.

Foto: Manrico Martella

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