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WRC Australia. Ogier, Ingrassia e VW Campioni del Mondo per la terza volta

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Fine delle “false” tensioni. Il Rally porta in trionfo il “pacchetto” extra-terrestre che da tre anni nessuno riesce a “decodificare”. I Titoli 2015 a Ogier, Piloti, Ingrassia, Co-Drivers, Volkswagen, Costruttori | P. Batini, Coffs Harbour

WRC Australia. Ogier, Ingrassia e VW Campioni del Mondo per la terza volta

Coffs Harbour, 13 Settembre. Sebastien Ogier e Julien Ingrassia vincono il Coates Hire Rally Australia per la terza volta. È il numero magico. Lo stesso delle volte che Volkswagen si è affermata “laggiù sotto”, Down Under, ed è il numero dei Titoli che il Pilota, il Navigatore, e la Macchina, la Polo R WRC, conquistano contestualmente alla vittoria australiana. Campioni del Mondo. È lo stesso numero, soprattutto, degli anni in cui tutto questo è successo consecutivamente, a raffica sin dalla prima stagione, e che consegna alla formidabile Squadra di Jost Capito un titolo che sta tra le righe, o sopra le righe, quello dell’imbattibilità quasi assoluta, e in ogni caso già leggendaria.

 

Ogier ha raggiunto quota 235 punti, Latvala 134. Il Titolo è matematicamente assegnato. Volkswagen conta, con il successo australiano, 343 punti, Hyundai arriva a 177 e Citreoen a 164. Idem per il Costruttori. Per le posizione di vertice il campionato è congelato, finito, nessuno può più fare nulla contro il “Pacchetto extra-terrestre”.

 

I restanti Rally del Mondiale, Corsica, Catalogna e Galles sono da adesso lo spazio per contendersi un posto sul podio, per risolvere un indirizzo tecnico, per decidere se tenere un pilota o mandarlo a casa. Per cercare di raccapezzarsi e capire come fare per evitare il poker Volkswagen nel 2016, prima cioè che il regolamento cambi tutto nel 2017 e che i tedeschi divorino un intero capitolo storico e regolamentare. A vederla così, dai “sottili” indizi” riapparsi immancabilmente anche in Australia, non sarà un’impresa facile.

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Ogier, Ingrassia e Volkswagen hanno centrato il terzo titolo consecutivo in Australia

Volkswagen sbaraglia la concorrenza

La storia del Coates Hire 2015, diventa brevissima e sconcertante, anche volendo sdrammatizzare e pensando che, tutto sommato, il risultato accontenta più entità di quante ne rende infelici. L’infelicità, in questo frangente “storico” dominato da Volkswagen, è per i suoi avversari cronica, inevitabile.

 

Dopo che la prima giornata del Rally australiano è stata vinta da Latvala, la seconda lascia le cose in splendida sospensione, con Ogier in testa e Meeke a tre decimi soltanto, davanti a Latvala. È il presupposto per un finale domenicale da cardiopalmo, nel quale tutto può succedere. Dallo stop alle VW alla conquista del Titolo rimandato, da una nuova, sempre straordinaria, interruzione della serie ad un episodio di rivincita, di riscatto almeno morale, sulla “catastrofe” sportiva che il dominio delle tedesche rappresenta per i frustrati avversari.

 

Basta tuttavia la prima Speciale della domenica finale, la Bucca Long di 21 chilometri tra sterrati veloci e buia foresta, per rendersi conto che lo scenario prospettato alla vigilia è “falso”. Le posizioni dell’ordine di partenza vengono invertite, la solita trovata per creare “pathos” televisivo in vista del Power Stage, e i migliori tornano ad essere, ma solo di poco, favoriti.

Le Polo R escono allo scoperto domenica

Diciamo che le cose si equilibrano e che la piattaforma della contesa diventa neutra. Le tre Polo R escono allo scoperto e chiudono in formazione. Ogier vince, Latvala è ancora lì, Mikkelsen a dieci secondi. Meeke è quarto e scende al terzo posto nella generale, ma il distacco risuona grave escludendolo di fatto da quella corsa per la vittoria che la vigilia aveva alimentato nell’immaginazione di un Rally all’ultimo sangue.

 

È lo stesso Meeke, al termine della Speciale che invece di proiettarlo in testa riconduce il pilota Citroen in terza posizione, che puntualizza e definisce chiaramente i contorni del contesto, senza nessuna traccia polemica ma, anzi, con una eccellente, realistica vena di obiettività: “No, non sono contrariato. Nei due primi giorni di gara ho avuto un vantaggio di posizione. Quello che vediamo adesso è il vero ritmo delle Volkswagen. Ci provo lo stesso, ma abbiamo vissuto per gli ultimi due giorni in una falsa realtà. Questa è la velocità reale!”Non è la resa dell’irlandese, ma semplicemente una sintesi chiara e il riconoscimento dei valori in campo.

 

Le Volkswagen continuano a “martellare” implacabili, uno-due-tre, e lo faranno fino all’ultima Power Stage.

Le Volkswagen continuano a “martellare” implacabili, uno-due-tre, e lo faranno fino all’ultima Power Stage. Vince sempre Ogier

Vince sempre Ogier, e solo una volta Latvala concede il secondo posto a Mikkelssen, che erode inesorabilmente, speciale dopo speciale, il ritardo da Meeke puntando a confezionare una nuova tripletta VW. Proprio nella penultima, l’ultima Bucca Long, Mikkelsen si supera, termina al secondo posto e scavalcherebbe Meeke, ma incorre in una penalità di dieci secondi per ritardo al controllo.

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Kris Meeke ha colto il terzo posto in Australia

Terzo posto per Meeke

Finalmente Meeke e la Citroen possono tirare un sospiro di sollievo e tornare contenti a casa dopo aver conquistato un terzo posto particolarmente espressivo. Se le macchine tedesche sono inavvicinabili, infatti, non lo sono, forse, tutti i suoi Piloti, e Kris Meeke, che ha fatto il salto di qualità con la vittoria in Argentina e che in Australia è comunque stato in testa per sette Speciali, è in questo momento almeno il numero tre, e dunque uno dei più forti. Per buona pace di Yves Matton, che la smetterà di mettere il suo pupillo alle corde.

 

Se Citroen potrà ripartire da un ottimo Pilota, dunque, e anche per questo motivo può essere iper soddisfatta dell’eccellente podio australiano, può ben essere contenta anche Hyundai, che con il quarto posto ottenuto da Hayden Paddon, che certifica la bontà della scelta di promuovere il Pilota neozelandese alla prima Squadra, mantiene soprattutto le i20 al secondo posto della classifica dei Costruttori, un traguardo senz’altro di enorme valore nella prospettiva di arrivo della nuova Macchina.

 

Foto: Jeremy Rogers/Neil Blackbourn, Media Australia

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