#Galebordons

Alfa Romeo Giulia diesel 2.2 180 CV [Video Prime Impressioni]

-

I nostri #GaleBordons hanno finalmente provato l'Alfa Romeo Giulia con motore diesel da 2.2 litri e 180 CV. Ecco le loro prime impressioni

Primi chilometri a bordo di Alfa Romeo Giulia, e treno di sensazioni che ti coglie già dalle curve iniziali. A disposizione per queste prime impressioni non abbiamo la versione Quadrifoglio Verde, ma la motorizzazione diesel 2.2 litri da 180 cavalli (la declinazione meno potente, invece, ne ha 150).

Esternamente, estromettere dall’equazione il Quadrifoglio significa rinunciare ad alcune caratterizzazioni di carrozzeria, ma anche sul nostro modello si nota il trilobo circondato dalla tipica cromatura, la trama a nido d’ape di una calandra ammiccante che sfocia nei gruppi ottici anteriori stretti. Sulla fiancata si notano i cerchi da 18 pollici, mentre dietro il bagagliaio è ospitato su un disegno posteriore con paraurti massiccio e doppi scarichi. Proprio il baule sembra adatto per caricare i trolley da gita fuori porta, con la solita possibilità di abbattere i sedili posteriori per aumentare la capacità a disposizione. 

Dentro l'Alfa Romeo Giulia si respira un certo piglio premium; la plancia, oltre alla pelle, trova coerenti ed eleganti inserti in legno opaco, ai quali però si accompagnano intorno alla leva del cambio e alle bocchette dell’aria condizionata plastiche solo essenziali. Nulla di grave, e dobbiamo sottolinearlo, perché l’idea di insieme è quello di grande charme, che passa soprattutto dalla linea della plancia nella quale è stato integrato alla perfezione il sistema infotainment minimalista. A vettura spenta, praticamente non si nota, mentre molto comodi sono i comandi disposti sull’ampio tunnel centrale, proprio di fianco alla consueta wheel DNA targata Alfa Romeo.

La posizione di guida trova tutte le regolazioni del caso: elettriche nel sedile, manuali nella possibilità di alzare-abbassare e orientare in profondità il volante. Il driver non abbondante trova facilmente la giusta posizione e può iniziare a guidare. Quello più abbondante, l’extralarge, si trova invece a fronteggiare un abitacolo non particolarmente ampio, e trova due impedimenti: a sinistra, quello dato dal montante nel quale batte con il gomito sinistro; a destra, quello dell’ampio bracciolo, che rende necessario uno spostamento sullo schienale per dare al braccio destro lo spazio necessario per abbassarsi. 

Niente di male, proprio perché nel nostro caso il driver è davvero extralarge, ma tutto questo non inficia fino in fondo la qualità dell’esperienza di guida. Il cambio a otto rapporti automatico risponde prontamente, specie se abbiamo impostato la wheel su Dynamics, e anche lo sterzo, declinato su un volante dalla presa pressoché perfetta con il giusto grip, è diretto, e ci consente di scaricare una certa dose di adrenalina anche quando non premiamo con prepotenza sull’acceleratore. Sempre per ciò che riguarda il cambio automatico, da segnalare l’ottima presenza dei paddle, che sono fissi sul piantone dello sterzo, ma che occupano una ampia superficie per consentire di cambiare anche in curva.

Ciò che è meno raggiungibile, invece, sono le leve posizionate dietro ai paddle: avrebbero dovuto essere più lunghe anche solo di un centimetro, per farci evitare errori. Il comfort di bordo su Alfa Romeo Giulia è invidiabile: abbiamo una vettura del segmento C ben insonorizzata, tanto che pure ad alte velocità non dobbiamo alzare di molto il tono della voce.

I primi consumi ci parlano di 12-13 chilometri con un litro di gasolio resi possibili nel circuito misto autostrada-Statale nel quale abbiamo lanciato la nostra Giulia. Queste, però, sono solo le prime impressioni di un modello destinato a far parlare molto di sé, che speriamo di provare quanto prima, e che è già ordinabile a partire da 35.500 euro.

  • marcocbr600rr, Merano/Meran (BZ)

    Personalmente sono contento che Marchionne abbia deciso di rilanciare l'Alfa Romeo e trasformarla in un possibile competitor nel combattuto segmento premium. Furba la mossa di partire con l'impatto mediatico della quadrifoglio verde che porta in dote il motore strettamente derivato da Ferari.
    Per quanto riguarda invece la "Giulia di tutti i giorni", sarebbe interessante una sfida nel dettaglio con un A4 2.0 TDI 190cv su consumi reali, prestazioni e qualità degli interni.
    Comunque vi correggo, non è un'auto del segmento C.
    Un saluto
  • Sempreinmoto799, Sestri Levante (GE)

    Vista domenica 8 maggio in A1, verso Milano... con ancora la parte posteriore coperta dalla pellicola ottica; probabilmente una versione non ancora disponibile alla vendita.
    Un lampo italiano inconfondibile, in mezzo alle solite tedesche.
    Esteticamente due spanne più in alto.
    Per il resto mi sembra che tutte le opinioni siano concordi nel definirla una macchina che mantiene ciò che hanno promesso i vertici del gruppo.
    Un saluto.
Inserisci il tuo commento