prova su strada

Cadillac ATS Coupé

Apriamo le danze
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La Cadillac ATS Coupé sfida a viso aperto le blasonate sportive tedesche. Le sue armi sono un assetto superbo e un motore che ha grinta da vendere. Peccato per il cambio automatico (scelta obbligata) e un sound poco coinvolgente

Cadillac ATS Coupé

Da quando General Motors ha deciso di puntare tutto in Europa soltanto su Opel e Cadillac, il marchio di lusso americano ha assunto di colpo un nuovo ruolo all'interno della famiglia nata a Detroit. Fino ad oggi Cadillac è rimasto un mondo per una vera nicchia di appassionati nel Vecchio Continente. Amanti delle vetture americane purosangue, con i loro poderosi motori a benzina e un design sempre molto identificabile. Diversa la situazione naturalmente negli Stati Uniti, dove il brand di lusso americano spopola e gode ancora oggi di uno status di eccellenza ben definito (non è certo un caso se la limousine blindata di Barack Obama sia proprio una Cadillac!)

L'offensiva in Europa: Cadillac non scherza

Da un po' di tempo a questa parte però Cadillac ha messo in piedi un piano ben preciso per iniziare a conquistare maggiori quote di mercato anche nella vecchia Europa. Prima di tutto ha sviluppato la ATS, un nuovo modello a misura di automobilista europeo, sia nelle dimensioni (siamo nel segmento di Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C) che per quanto riguarda il feeling di guida. E poi ha costruito un 2.0 litri benzina a quattro cilindri sovralimentato molto più accessibile dal punto di vista dei costi di mantenimento rispetto ai precedenti V6 (per non parlare dei V8). Inoltre il costruttore americano, sempre nell'ottica di un'offensiva più strutturata in Europa, non esclude il possibile arrivo di unità diesel sui futuri modelli Cadillac europei. Ma qui entriamo nel campo delle ipotesi non ancora confermate dal costruttore, quindi meglio tornare con i piedi per terra.

 

la Casa a Stelle e Strisce vuole fare le cose davvero in grande. Quindi, a questo punto, non poteva mancare un nuovo modello sportivo per andare a competere direttamente con Audi A5, Mercedes Classe C Coupé e la nuovissima BMW Serie 4. Ecco affacciarsi sul mercato la Cadillac ATS Coupé, versione a tre porte della più classica berlina tre volumi, che a partire dall'originalità del design non sembra avere nessun timore reverenziale nei confronti dei mostri sacri tedeschi. I prezzi sono tendenzialmente allineati alla concorrenza. Si parte da 42.127 euro della versione Elegance per salire ai 53.707 della variante a trazione integrale in allestimento Premium. Bisogna precisare però che, rispetto alle rivali tedesche, la coupé yankee offre di serie un equipaggiamento completissimo e non occorre quindi aggiungere particolari accessori o costosi pacchetti carichi di optional.

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Rispetto alla sedan, la ATS Coupé ha carreggiate più larghe

Dal vivo: come cambia rispetto alla sedan

La ATS Coupé mette in mostra uno stile decisamente più sportivo rispetto alla sedan, ma in un certo senso anche più elegante, grazie ad alcuni volumi meno taglienti ed esasperati. I fari per esempio rimangono con un'impostazione verticale, ma sono più dolci nelle forme. Quest'auto segna il vero inizio della nuova offensiva sul mercato europeo. Per mettere in chiaro le cose Cadillac ha voluto lasciare il segno elaborando un rinnovato logo del brand, più largo e senza la classica coroncina di foglie, che spicca al centro della vistosa calandra frontale.

 

Rispetto alla tre volumi il passo è rimasto invariato (278 cm), ma la fiancata appare molto più slanciata, con proporzioni più filanti e intriganti. Si allargano di qualche millimetro invece le carreggiate. Ecco perché la ATS appare ben piazzata per terra e tutto sommato più aggressiva rispetto alla tre volumi. Al posteriore ci pensano un piccolo spoiler, che si fa notare senza risultare troppo vistoso, e due terminali di scarico centrali a mettere in chiaro le cose. La ATS Coupé si candida a diventare una sportiva di razza, a livello delle migliori rivali europee.

A partire dall'originalità del design la ATS Coupé non sembra avere nessun timore reverenziale nei confronti dei mostri sacri tedeschi

Dal vivo: largo a qualità e originalità

All'interno si capisce subito di trovarsi a bordo di qualcosa di diverso dalla classica berlina di lusso tedesca. Il design della plancia, identico a quello della sedan, è molto originale, così come quello del quadro strumenti. Materiali e assemblaggi sono di ottima qualità e i sedili anteriori regalano massimo comfort. Il discorso cambia naturalmente per i passeggeri posteriori, decisamente più sacrificati ma qui siamo davvero nel campo delle ovvietà. Ci troviamo davanti ad una coupé, pensata per regalare emozioni di guida più che spazio a volontà per viaggi in famiglia. Rispetto alla berlina anche il bagagliaio perde capacità. I litri passano da 381 a 295, ma in ogni caso c'è tutto lo spazio che serve per viaggiare comodamente senza dover fare particolari rinunce con i bagagli.

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Gli interni sono realizzati a regola d'arte e si dimostrano ricchi ma anche molto originali

E lo smartphone si ricarica senza fili

Quello che colpisce di più all'interno in ogni caso è il livello eccezionale raggiunto dagli equipaggiamenti elettronici di bordo. La ATS Coupé già nella versione di partenza Elegance offre di serie il cruise control adattivo con frenata automatica di emergenza, mentre scegliendo la più ricca Premium si aggiungono il navigatore, i sedili  in pelle riscaldabili e regolabili elettricamente, la presa da 230 V e il sistema in grado di proiettare numerosissimi dati (tachimetro, contagiri, ecc.,) sul parabrezza.

 

Al centro della plancia spicca poi il display da 8 pollici del raffinatissimo sistema multimediale CUE, davvero completissimo e molto moderno. Veloce nel rispondere ai comandi ed abbastanza intuitivo il CUE permette anche di ordinare le icone secondo le proprie necessità, proprio come facciamo abitualmente con smarthphone e tablet. Sofisticati ma ben riusciti i tasti della console a sfioramento. Premendone uno in particolare poi si solleva la zona centrale della console, rivelando un ampio vano davvero speciale. Non si tratta infatti solo di un semplice portaoggetti.

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In Europa la ATS Coupé è offerta solo con il nuovo quattro cilindri 2.0 turbo benzina da 276 CV

 

La particolare superficie del fondo infatti consente di ricaricare lo smarpthone con un sistema wireless. In pratica basta appoggiare il proprio telefono, chiudere il vano, e la batteria inizierà a ricaricarsi automaticamente, mentre il telefono si connette via Bluetooth integrandosi alla perfezione con il sistema CUE. Da sottolineare poi che questo sistema multimediale è talmente sofisticato permette di gestire contemporaneamente fino a 10 device collegati via Bluetooth. Questo significa che per esempio i passeggeri possono ascoltare brani da diversi smartphone in straing audio senza dover continuamente sconnettere e riconnettere il nuovo telefono.

Tecnica: cuore americano

La ATS Coupé è un'auto pensata, disegnata e costruita negli Stati Uniti, presso il Lansing Grand River Assembly in Michigan, insieme alle sorelle ATS berlina e CTS con cui non a casa condivide pianale e parte delle componenti meccaniche. Disponibile in versione a trazione posteriore o integrale, la Coupé americana può contare all'anteriore su sospensioni McPherson e al posteriore su un raffinato schema a bracci multipli. Il peso inchioda l'ago della bilancia a 1.602 kg: non siamo di certo davanti ad una piuma, ma il risultato è perfettamente in linea con le competitor tedesche nelle versioni equipaggiate con gli stessi accessori dell'americana (sistema multimediale, cambio automatico, dispositivi elettronici di sicurezza, ecc.,).

I 276 CV si sentono davvero tutti. Basta superare i 2.000 giri per ricevere una spinta poderosa, anche con un discreto allung

 

L'unico motore disponibile in Europa (negli Stati Uniti non hanno osato togliere dal listino il “sacro” 3.6 V6 da 321 CV) è il nuovissimo quattro cilindri turbo benzina da 2.0 litri che abbiamo già conosciuto e appressato sulla ATS berlina. È un motore moderno, in grado di produrre 276 CV a 5.500 giri/min e di scaricare al suolo 400 Nm disponibili in maniera costante tra 3.000 e 4.600 giri/min. La velocità massima parla di un valore di 240 km/h mentre l'accelerazione da 0 a 100 ferma il cronometro a 6,2 secondi, con i consumi medi dichiarati a quota 8,3 l/100 km (12 km/l).

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La grande calandra sfoggia con orgoglio il rinnovato logo Cadillac

Le nostre impressioni di guida

Salire sulla ATS Coupé non lascia dubbi. Siamo al volante di una vera sportiva ed il merito è tutto della posizione di guida, che ci ha convinto da subito. Si sta seduti abbastanza in basso, con le gambe allungate e il volante quasi orizzontale. I sedili sono piuttosto profilati e contenitivi, ma tutto sommato comodi anche per affrontare viaggi medio-lunghi. Tutti i comandi sono a portata di mano, a partire dai grandi paddles del cambio dietro al volante, davvero raffinatissimi perché realizzati in magnesio.

 

Diamo vita al quattro cilindri turbo americano. Nonostante la cavalleria in gioco questo turbo benzina non regala un suono molto coinvolgente all'accensione e la situazione non migliora nemmeno quando si preme sull'acceleratore. Nonostante la presenza di un sofisticato sistema che, attraverso gli altoparlanti dovrebbe trasmettere all'interno le frequenze più nobili del propulsore, il sound non diventa mai così incisivo come ci si aspetterebbe da una Coupé con tutto questo carattere. Soprattutto perché il 2.0 turbo ne ha da vendere. 

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Come su tutte le coupé di questa taglia i passeggeri posteriori sono più sacrificati rispetto a quelli anteriori

 

I 276 CV si sentono davvero tutti. Basta superare i 2.000 giri per ricevere una spinta poderosa, anche con un discreto allungo considerata la presenza della sovralimentazione, che porta il motore a esprimere tutta la sua grinta fino a 6.000 giri al minuto. Il ritardo del turbo è davvero poco avvertibile e comunque mai fastidioso. Quello che non esalta è piuttosto il cambio automatico, soprattutto perché in Europa diviene una scelta obbligata visto che non c'è il manuale (offerto invece negli Usa).  Questo convertitore di coppia non è lento in assoluto. Quando si viaggia tranquilli si dimostra confortevole e abbastanza puntuale, mentre quando si forza il ritmo non riesce ad assecondare al meglio l'indole del motore, che invece è sempre pronto a dire la sua. Un cambio di questo sarebbe stato perfetto cinque anni fa, ma oggi, paragonato alla concorrenza (uno su tutti lo ZF a otto rapporti) inizia a sentire un po' il peso degli anni.

Assetto da europea (di razza)

L'altro aspetto che ci è piaciuto – e anche tanto – della ATS Coupé è senza dubbio l'assetto. Dimenticatevi le auto americane di un tempo, comodissime ma fin troppo morbide e impacciate tra le curve. Gli ingegneri americani si sono messi in testa di costruire un'auto per assecondare i gusti di noi Europei e ci sono riusciti in pieno. Specialmente sulla versione equipaggiata con le sospensioni regolabili grazie alla tecnologia Magnetic Ride Control si ottiene un assetto molto reattivo e comunicativo. In Sport la ATS Coupé diventa divertente da guidare, anche per merito di uno sterzo preciso e molto diretto, che fa sempre capire bene dove si stanno andando a mettere le ruote.

Noi abbiamo senza dubbio preferito la versione a trazione posteriore, per veri puristi, amanti delle guida

 

Una meccanica ancora più raffinata grazie alla presenza di un differenziale autobloccante meccanico, che fa un grande lavoro in curva, regalando sempre una motricità eccezionale. Un applauso quindi a Cadillac, che ha scelto una soluzione tradizionale ma efficacissima, invece dei sempre più gettonati (ed economici) sistemi elettronici di ripartizione della coppia tra gli assi. Ciliegina sulla torta i freni realizzati da Brembo, sempre fronti e con una potenza frenante che dà grandi soddisfazioni.

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La ATS inauguara una nuova era per Cadillac in Europa

 

Molto ben riuscita la trazione integrale, che quasi non si avverte durante la guida. Il sistema ripartisce la coppia tra asse anteriore e posteriore in maniera molto graduale e fluida, ma in compenso garantisce una trazione eccezionale, specialmente in accelerazione. In ogni caso noi abbiamo senza dubbio preferito la versione a trazione posteriore, per veri puristi, amanti delle guida. Togliendo l'ESP la versione a due ruote motrici permette di togliersi più di qualche soddisfazione, con il retrotreno che si lascia condurre in una danza non impegnativa, ma comunque appagante.

Consumi

Il 2.0 litri turbo benzina, al termine del nostro test, dove non ci siamo sempre risparmiati con il pedale del gas, si è attestato intorno ai 10 km/l. Un risultato non sconvolgente, ma comunque buono per un'auto da quasi 300 CV. Impegnandosi poi, adottando la tecnica del “piede piuma” si possono raggiungere medie anche più soddisfacenti, persino vicine ai 12 km/l dichiarati dal costruttore.

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Molto più filante la fiancata rispetto alla sedan

Conclusioni

Guidando la ATS Coupé viene da pensare che gli Americani ne hanno fatta di strada, anche quando si tratta di costruire una coupé compatta. Assetto, freni e sterzo, così come il motore rendono questa sportiva davvero coinvolgente e paragonabile in tutto e per tutto alle blasonate competitor tedesche. Peccato solo per il cambio, un po' troppo datato e per un sound che fa davvero fatica a risultare incisivo. Soprattutto per noi Italiani in ogni caso si sente tanto la mancanza di un diesel, che renderebbe quest'auto senza dubbio più appetibile anche nel nostro Paese. Ma il mondo dell'auto ce l'ha insegnato più volte: mai dire mai...

Pregi

- Motore 2.0 litri turbo benzina: un vero gioiellino

- Assetto: con le sospensioni elettroniche è superbo
- Elettronica di bordo: sistema CUE e ricarica wireless sono davvero al top
- Presenza differenziale autobloccante meccanico

Difetti

- Sound poco coinvolgente

- Assenza cambio manuale
- Cambio automatico un po' datato

 

La Cadillac ATS Coupé

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