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Citroen Dyane | Un tuffo nel passato, tutto da ridere

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Una Dyane 6 coloratissima nel grigio centro di Milano. Ed è subito tuffo nel passato, con la consueta ironia dei @galebordons...

Ci capita molto raramente di godere di un'occasione così rara: guidare una vettura storica, un modello che abbiamo visto solo nei film e nelle immagini di tanti anni fa. Invece Citroen, con il suo reparto storico, ci ha messo tra le mani una Dyane, e subito ne è nata una prova diversa dal solito, con l'obiettivo sempre sullo sfondo di controllare quanto e in che modo sono cambiate le auto di oggi rispetto a quelle del secolo scorso.

Classe 1978, la nostra Dyane 6 ha sfrecciato per Milano in un colore rosso sgargiante, che ha fatto voltare più di un nostalgico, e fatto sorridere più di un teenager. Noi a bordo: buffissimi, complici le sospensioni morbidissime su una vettura capace di consumare poco, appena 5 litri per 100 chilometri percorsi, ma anche di inquinare come cento (avete letto bene, cento) Citroen C3, e già questo è un dato significativo. Inutile spendersi in dettagli tecnici: lo abbiamo fatto nel video, giocando con un pizzico di ironia in una mattina uggiosa che si è subito colorata di emozione. E se sarete colpiti da Dyane 6 potreste magari farci un pensierino: nell'ambito dell'usato si trovano intorno ai 5.000 euro... una cifra che consente di mettersi in garage un autentico sogno, e un pezzetto di storia.

  • ilbarone79

    Che dire... bravi, il mio consiglio è di non andare troppo indietro, non vi vedo adatti a certe recensioni, rimanete sull’attuale.
  • AgoPey

    Va bene il tono scanzonato, ma questa macchina che avete tanto preso in giro è eccezionale!
    Ho imparato a guidare con una Dyane 6, verde, era di mia madre, poi pian piano è diventata mia.
    Era un altra epoca, certamente, le auto erano più spartane, più semplici, molto più semplici, quella che avevo io era dotata di freni a disco (potenti e che non si affaticavano mai, data la massa contenuta dell'auto), del motore più potente e di poche altri optional, certamente non all'altezza di quelli moderni. Ma è stata la macchina che più mi ha divertito, nonostante la poca potenza, in tutta la mia vita automobilistica. Con la prima ho imparato a guidare, con la seconda Dyane, color crema, bellissima, ho iniziato a fare di tutto. Indistruttibile!
    Letteralmente, una roccia, mai, dico mai fatto nulla di impèortante alla meccanica, mai fatta una convergenza, mai avuto problermi con le sospensioni, nonostante i salti che le facevo fare e gli atterraggi "spanciando" sul fondo piatto tra mille scintille. Sono sempre rimaste totalmente efficienti anche dopo una decina di anni e questi maltrattamenti. Ma non è tutto, perchè con questa macchina, che avevo leggermente truccato (qualcosina al motore, in autostrada con i suoi due cilindri che frullavano arrivavo facilmente a 140, ma mi dava l'impressione di poter andare ancora un po'...), stavo dietro ai fuoristrada in montagna, sulla neve, nel ghiaccio (merito delle gomme strette in questi casi), sono anche andato su una pista da motocross e lei tranquilla digeriva tutto.
    In curva "piegava", ma potevi fare curve a velocità davvero imbarazzanti anche per auto moderne! Nulla, lei restava li, sui binari, non ricordo di fenomeni di sottosterzatura, mi dava una fiducia totale.
    Problemi meccanici zero! Se qualcosa non andava come doveva mettevi le mani su quel motore spettacolare e in cinque minuti risolvevi tutto.
    Poi la cosa che mi faceva impazzire era l'accensione a manovella! E si, perchè aveva un buco nella mascherina da dove si inseriva una vera e propria chiave a manovella, la facevi girare con il cambio in folle e il quadro acceso e lei si metteva in moto come una macchina degli anni trente! Poesia!
    E quando si andava in camporella, via i sedili in due minuti, oppure diventavano poltrone e divano per stare inrtorno a un falò. E il tetto apribile, li è nata la mia passione per le auto cabrio (attualmente infatti ne ho una, l'ennesima!), si apriva totalmente e nessuna era come lei!
    Un altra epoca, ma che rimpiango, perchè davvero non ho mai avuto una macchina come quella.
    Ho avuto l'occasione di acquistarne una restaurata ad un prezzo davvero onestissimo, ma me la sono fatta scappare, però prima o poi me ne ricompero una.
    Secondo me non l'avete vissuta cari Galeazzi e Bordons, non l'avete capita, anche se nel finale un pochino l'avete rivalutata. Auto così non ne fanno più! Purtroppo!
    A già!! La sicurezza. Beh, le mie due avevano le cinture davanti e dietro, con l'arrotolatore, quindi non come quelle che avete usato voi. Di Dyane bocciate negli anni ne avevo viste alcune, con un muso così lungo assorbivano urti che le Polo, le Panda dell'epoca non riuscivano ad assorbire, fidatevi! La piattaforma sulla quale era imbullonata la carrozzeria (la stessa della 2CV, della Mehari) era robustissima ed anche i colpi laterali venivano dissipati bene (per l'epoca).
    Bene, mi pare sia tutto.
    Continuate così ragazzi, ma non denigrate le vecchie meraviglie della meccanica! Comprendetele e capitele, senza paragoni con quello che c'è oggi. Sono epoche e filiosofie completamente diverse.
    Ciao!
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