Great Wall Motors sbarca in Europa: la Ora 5 Full Hybrid alla prova dello stress test [VIDEO]

Great Wall Motors sbarca in Europa: la Ora 5 Full Hybrid alla prova dello stress test [VIDEO]
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Il colosso cinese entra ufficialmente nel mercato del Vecchio Continente con un SUV di segmento C molto equipaggiato. Messa alla prova con 250 kg di zavorra tra autostrada e salite alpine, l'ibrida da 223 CV rivela consumi sorprendenti e un posizionamento di prezzo iper-competitivo.
27 luglio 2026

Il debutto ufficiale sul mercato europeo del colosso cinese Great Wall Motors (GWM) avviene con la nuova Ora 5. L'azienda vanta un volume produttivo globale di oltre 1,25 milioni di veicoli nel 2025.

Questo SUV di segmento C, lungo 4,47 metri, entra in competizione diretta con modelli affermati come la Toyota Corolla Cross. Per valutare l'efficienza della versione Full Hybrid oltre i dati dichiarati, la vettura è stata sottoposta a un severo stress test di oltre 200 chilometri in condizioni gravose. Inoltre, per effettuarlo rigorosamente, il test ha previsto le seguenti condizioni: un carico fisso di 250 kg, un lungo tratto autostradale affrontato a una velocità costante di 130 km/h e, infine, un'impegnativa ascesa alpina per mettere sotto sforzo il propulsore.

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Meccanica e dinamica: 223 CV e addio (quasi totale) all'effetto scooter

Il cuore pulsante della Ora 5 è un evoluto sistema ibrido capace di erogare 223 cavalli e ben 476 Nm di coppia. La trazione è esclusivamente anteriore e il sistema abbina un motore termico turbo da 1,5 litri a ciclo Miller con due unità elettriche.

Per gestire la potenza, i tecnici cinesi hanno optato per una trasmissione a due rapporti. Questa soluzione tecnica è stata progettata per limitare il fastidioso effetto "scooter" tipico dei sistemi a variazione continua di scuola giapponese. Tuttavia, durante i carichi più pesanti in salita, la presenza sonora del motore a quattro cilindri rimane comunque avvertibile all'interno dell'abitacolo.

Dal punto di vista della dinamica di guida, la vettura risulta eccezionalmente confortevole. Il comparto sospensivo è capace di assorbire magistralmente le sconnessioni anche a pieno carico. Bisogna però rinunciare a qualsiasi pretesa sportiva: lo sterzo risulta piuttosto lento, vago e poco reattivo per un veicolo dotato di una simile riserva di potenza.

Design e interni: tanta tecnologia ma un bagagliaio sacrificato

Esteticamente, la Ora 5 unisce un frontale palesemente ispirato alle linee Porsche con un posteriore del tutto originale. La parte posteriore si distingue per i fari annegati nel lunotto, che conferiscono al SUV un aspetto simpatico e fuori dagli schemi.

All'interno, in rapporto alla fascia di prezzo, la qualità dei materiali sorprende in positivo. La plancia è dominata da un fulmineo sistema multimediale con schermo da 14,6 pollici e da un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, quest'ultimo in grado di replicare a tutto schermo la navigazione di Google Maps.

Permangono però alcune piccole sbavature progettuali e software: la presenza di comandi fisici identici a quelli storici del brand Mini, alcune traduzioni software approssimative, l'assenza di un sensore di temperatura esterna fisico e un bagagliaio che si riduce a soli 390 litri di capienza a causa dell'ingombro della batteria da circa 1 kWh.

Prezzi d'attacco e consumi reali

Il vero punto di forza della Ora 5 risiede in un posizionamento commerciale estremamente aggressivo. L'allestimento d'ingresso offre già di serie una dotazione straordinaria che include fari Full LED, cerchi da 18 pollici, ADAS di livello 2 e sedili anteriori riscaldati. La vettura è garantita per 7 anni o 150.000 km. Il prezzo della versione Full Hybrid è di 28.600 euro, richiedendo un esborso di soli 1.650 euro in più rispetto alla variante a benzina, proposta a 26.950 euro.

Il massacrante stress test ha visto l'auto faticare in salita per poi rigenerare energia in discesa e nei tratti statali a scorrimento veloce. Al termine del percorso, il verdetto inconfutabile del metodo "pieno-pieno" alla pompa ha registrato un consumo finale di ben 14,3 km/l. Il computer di bordo, leggermente ottimista, indicava 14,7 km/l. Si tratta di un risultato giudicato eccellente vista la gravosità del test e la pesante zavorra trasportata, confermando che la tecnologia ibrida di Great Wall è matura e pronta a insidiare i costruttori europei e giapponesi.

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