Prova su strada

Mercedes-Benz Classe A 200 CDI Sport

Sportiva per tutti i giorni
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La Mercedes Classe A 200 CDI Sport si rivela un'auto con una forte personalità, grinta da vendere e un motore a gasolio da 10 e lode. Peccato solo per il cambio che non trasmette un grande feeling e per uno Start&Stop decisamente da rivedere

Mercedes-Benz Classe A 200 CDI Sport

Con la nuova Mercedes-Benz Classe A la Casa di Stoccarda ha fatto centro. Abbandonare definitivamente le forme da monovolume che hanno caratterizzato le prime due generazioni per andare a realizzare una hatchback (18 cm più bassa del modello precedente), con il preciso obiettivo di mettere i bastoni tra le ruote a BMW Serie 1 e Audi A3 (oltre alla recentissima Volvo V40) si sta rivelando una scelta vincente.

 

Lo dicono i numeri di vendita (70.000 esemplari venduti da giugno a ottobre 2012) che hanno obbligatoil costruttore tedesco non solo ad aumentare la produzione della nuova compatta nello stabilimento tedesco di Rastatt, ma anche ad appaltare la realizzazione di un certo numero di ulteriori esemplari allo stabilimento finlandese della Valmet Automotive.

Focus sulla A 200 CDI Sport

Dopo la prima presa di contatto, avuta in occasione della presentazione stampa internazionale, abbiamo avuto modo di avere un incontro più ravvicinato con la nuova hatchback di Stoccarda. In particolare ci siamo mesi alla guida della nuova Classe A in una delle versioni più gettonate sul mercato italiano: 200 CDI, con motore a gasolio da 136 CV e allestimento intermedio Sport.

confronta modello mercedes classe a
Il nostro Confronta Modello permette di paragonare la Mercedes-Benz Classe A con le sue dirette rivali sul mercato

 

Offerta in Italia ad un prezzo d’attacco pari a 23.320 euro (la Sport parte da 24.910 con motore a benzina da 122 CV), la nuova Classe A è un’auto che colpisce senza dubbio per il suo design aggressivo e fortemente inclinato alla sportività, specialmente nella zona frontale dove spicca l’ampia calandra con i due listelli cromati, il cofano leggermente bombato e i raffinati gruppi ottici con luci diurne a LED. Anche la fiancata si dimostra particolarmente dinamica grazie a due linee di forza particolarmente originali (chiamate “dropping line”), una che ha origine dai fari anteriori, l’altra che corre nella zona inferiore degli sportelli anteriori per poi salire con forza fino a raggiungere il passaruota posteriore.

Dentro e fuori domina la sportività

La versione Sport mette in mostra ruote in lega a cinque razze Cut-Style da 17 pollici, che rappresentano una giusta via di mezzo in termini di stile e confort tra le ruote da 16 pollici della versione base e quelle fin troppo esuberanti da 18 pollici firmate AMG che equipaggiano il top di gamma Premium. La zona posteriore invece assume forme più tondeggianti, a partire dai gruppi ottici a LED, mentre il lunotto di dimensioni particolarmente ridotte e soprattutto i doppi terminali di scarico cromati di serie su Sport continuano ad accentuare il piglio sportivo di questo modello.

 

Anche l’abitacolo della nuova Classe A, concepito in Italia dal design studio della Stella a Como, taglia di netto i ponti con il passato, andando ad assumere tutta una serie di dettagli stilistici che ritroviamo su gli ultimi modelli compatti presentati dal costruttore tedesco come Classe B e CLA.


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La nuova Mercedes-Benz Classe A taglia di netto i ponti con il passato, abbandonando definitivamente le forme da monovolume

 

La plancia è dominata per esempio dalle originali tre bocchette di ventilazione di forma  circolare circondate da dettagli cromati e sovrastata dal display a colori TFT da 7 pollici che assume le sembianze di un tablet, mentre il volante sportivo a tre razze della versione Sport, con comandi integrati e rivestito, allo stesso modo della leva del cambio, in pelle Nappa con cuciture a contrasto, si allinea perfettamente al design del quadro, dove sono presenti due strumenti analogici in mezzo a cui spicca uno schermo che visualizzate tutte le informazioni registrate dal computer di bordo. Degni di nota i sedili anteriori sportivi Urban (di serie su Sport) rivestiti in tessuto e in pelle sintetica Artico, che presentano poggiatesta integrati e assumono una conformazione molto aggressiva, che ben si adatta all’anima di questo modello.

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Il frtonale con le ampie prese d'aria e il cofano leggermente bombato risulta aggressivo ma anche elegante grazie alle cromature ed ai raffinati fari con tecnologia LED

Comand Online: è un tutt'uno con lo smartphone

La nuova Classe A è una vettura che punta dritto al cuore dei clienti più giovani e per questo gli ingegneri di Stoccarda hanno avuto un particolare occhio di riguardo nei confronti del sistema di infotainment. La hatchback di Stoccarda infatti può essere equipaggiata con la più moderna versione del Comand Online, che permette una perfetta integrazione con gli smartphone di ultima generazione. Sul dispaly si visualizzano direttamente le schermate del proprio telefono e nel caso dell'iPhone è possibile addirittura sfruttare i comandi vocali della tecnologia Siri, che permettono di controllare tutte le principali fuznioni semplicemente attraverso la propria voce.

 

Con i pacchetti si risparmia sugli optional

Come sempre avviene in casa Mercedes ogni allestimento può essere integrato con una serie di pacchetti, denominati rispettivamente Tech, Active e Connect che permettono di completare o rendere più ricco l’elenco degli accessori resi disponibili dall'allestimento prescelto, a prezzi più vantaggiosi rispetto alla scelta dei singoli optional. Con il pacchetto Tech per esempio, offerto a 475 euro, è possibile aggiungere l’impianto audio 20 cd con Bluettooth, gli specchietti retrovisori esterni ripiegabili elettricamente e auto anabbaglianti, con un vantaggio cliente del 40%.

I numeri di vendita hanno obbligato il costruttore tedesco non solo ad aumentare la produzione della nuova compatta nello stabilimento tedesco di Rastatt, ma anche ad appaltare la realizzazione di un certo numero di ulteriori esemplari allo stabilimento finlandese della Valmet Automotive

Aerodinamica da record

La nuova Classe A presenta dimensioni perfettamente allineate a quelle del segmento C premium nel quale si va ad inserire. La lunghezza infatti misura 429 cm (una BMW Serie 1 cinque porte è lunga 432 cm), la larghezza si attesta a 178 e l’altezza a 143, con un valore di passo che arriva a toccare i 270 cm. La versione Sport dispone di serie di assetto standard con sospensioni comfort ad irrigidimento automatico in funzione della velocità e dispone di uno sterzo parametrico senza demoltiplicazione variabile. Allo stesso modo di quanto avvenuto per Classe B e CLA, anche sulla hatchaback i progettisti hanno avuto un occhio di riguardo per gli aspetti aerodinamici. La nuova Classe A infatti può vantare un Cx pari a 0,26, un risultato reso possibile grazie ad una serie di accorgimenti tecnici a partire dallo spoiler sul tetto di serie, che integra tutte le antenne in maniera invisibile.

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I sedili sportivi, di serie su Sport, non solo solo molto pregevoli alla vista ma anche particolarmente confortevoli

Dotazioni di sicurezza all'avanguardia

Le dotazioni di sicurezza meritano un capitolo a parte dal momento che Mercedes ha deciso di equipaggiare la più piccola della famiglia con numerosissimi dispositivi all’avanguardia, solitamente riservati a vetture di segmento superiore, che rappresentano lo stato dell’arte dello sviluppo tecnologico del costruttore tedesco. La Classe A protagonista della nostra prova infatti dispone di airbag full-size lato guida e passeggero a doppio stadio di attivazione, airbag per le ginocchia del guidatore e airbag anteriori per il bacino, ma anche di ABS e di ESP con ASR (Accelleration skid control).

 

I dispositivi più interessanti sono però senza dubbio l’Attention Assist che voluta il livello di attenzione del conducente, ne riconosce eventuali segnali di stanchezza e lo avvisa evitando un possibile colpo di sonno e il Collision Prevention Assist, che avvisa il guidatore con un segnale ottico e acustico quando la distanza tra la vettura e il veicolo che la precede o l’ostacolo fermo è inferiore al limite di sicurezza.

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Gli interni si dimostrano moderni, tecnologici e sportivi

Motorizzazioni: ce n'è per tutti i gusti

La gamma motorizzazioni riservata al mercato italiano prevede le versioni a benzina A 180 da 122 CV, A 200 da 156 CV e A 250 da 211 CV e le più gettonate unità turbodiesel montate su A 180 CDI da 109 CV (nella versione con cambio manuale si tratta di un motore 1.5 di derivazione Renault, mentre il modello con cambio automatico prevede un motore sempre da 109 CV ma interamente sviluppato da Mercedes), A 200 CDI da 136 CV e A 220 CDI da 170 CV.

 

La versione protagonista della nostra prova, ovvero la A 200 CDI, viene equipaggiata con un quattro cilindri turbo diesel da 1.8 litri di nuova generazione in grado di sviluppare 136 CV di potenza tra 3.600 e 4.400 giri/min e di scaricare sulle ruote anteriori 300 Nm di coppia, un valore molto interessante per un motore di questa cubatura, anche perché viene reso disponibile già a 1.600 giri/min. Abbinabile esclusivamente ad un cambio manuale a sei rapporti, la A 200 CDI è capace di scattare da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e di raggiungere i 210 km/h. I consumi medi dichiarati di questa motorizzazione, che ha debuttato per la prima volta sotto al cofano della nuova Classe B, sono particolarmente contenuti dal momento che si attestano ad un valore di 4,3 l/100 km nel ciclo combinato.

Ad un primo sguardo la Classe A 200 CDI Sport appare subito come una vettura dotata di una forte personalità, che non si lascia intimidire facilmente nemmeno al cospetto di vetture di categoria superiore

Dal vivo: com’è fuori

Ad un primo sguardo la Classe A 200 CDI Sport appare subito come una vettura dotata di una forte personalità, che non si lascia intimidire facilmente nemmeno al cospetto di vetture di categoria superiore. Linee di forze in tensione costante, grandi prese d’aria, doppi terminali di scarico e cerchi in lega di grandi dimensioni fanno della versione Sport il giusto compresso della gamma Classe A.

 

Ad un prezzo di listino intermedio, (la Sport parte da poco meno di 25.000 euro), si entra in possesso di una vettura con un look molto personale, davvero completa a livello di allestimento e in ogni caso accessibile sia in termini di prezzo di listino che di costi di mantenimento. Gli accoppiamenti di carrozzeria sono molto rigorosi, (solo qualche tappo in plastica collocato sui paraurti ci è sembrato realizzato in maniera un po’ troppo approssimativa), mentre i gruppi ottici anteriori e posteriore (ci riferiamo a quelli opzionali dotati di tecnologia LED) sono una vera e propria raffinatezza tecnica e restituiscono alla vettura il suo autentico carattere.

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La Classe A è molto aerodinamica. Il suo Cx infatti è pari a 0,26

Dal vivo: com’è dentro

L’abitacolo della nuova Classe A è un capolavoro in termini di ergonomia. Il lungo e attento lavoro di sviluppo del design studio di Como che ha concepito gli interni quindi si avverte fino in fondo. Il tutto non va a scapito dello stile, che risulta moderno e originale ma anche proiettato nel futuro e nel mondo della tecnologia. Già sulla versione Sport, i sedili sportivi con poggiatesta integrati, il volante a tre razze e la leva del cambio entrambi rivestiti in pelle con cuciture a vista, uniti al tablet che domina la scena in posizione rialzata riescono a creare un’atmosfera molto sofisticata e tecnologica, ma con un taglio decisamente sportivo. Il risultato è un’auto molto piacevole da vivere mentre si è in viaggio, merito anche del sistema di infotainment che permette agli occupanti di rimanere sempre connessi con i principali social Network.

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I gruppi ottici a LED opzionali restituiscono alla Classe A il suo volto più autentico

Bagagliaio ok, attenzione alla visibilità posteriore

La compatta della Stella dispone di un vano bagagli con una capacità di 341 litri, un valore assolutamente nella media delle vetture di questo segmento, che comunque può crescere fino a raggiungere i 1.157 litri abbattendo gli schienali del divanetto posteriore. La visibilità anteriore della Classe A è molto buona, mentre le cose cambiano quando si necessita di effettuare manovre di retromarcia e occorre servirsi del lunotto posteriore. Le dimensioni particolarmente compatte del vetro posteriore, ma ancor più i montanti C di dimensioni importanti possono creare più di qualche difficoltà in termini di visibilità. Consigliatissimi quindi i sensori di parcheggio e, perché no, anche la telecamera di retromarcia, che permette di effettuare le manovre in tutta tranquillità.

Si sente che non è più una monovolume

Scordatevi di salire a bordo della nuova Classe A e di ritrovare la posizione di guida rialzata. tipicamente da monovolume, che caratterizzava i due modelli di precedente generazione. Chi prende posto dietro al volante infatti è costretto ad assumere una traingolazione decisamente più sportiva, con la seduta piuttosto bassa, le gambe allungate e il volante praticamente orizzontale, che permette di guidare in posizione raccolta, con la leva del cambio sempre a portata di mano. 

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Il dispaly da 7 pollici in stile tablet e le tre bocchette di ventilazioni circolari sono due degli elementi più distintivi dell'abitacolo

200 CDI: 10 e lode

Prendiamo posto al volante della Classe A 200 CDI Sport. I sedili sportivi ci accolgono e scopriamo che oltre ad essere pregevoli alla vista sono anche sorprendemente confertevoli. Il pacchetto confort ci permette inoltre di regolare il sedile in altezza e include anche la regolazione lombare, particolarmente gradita alla schiena nel caso di viaggi lunghi e impegnativi. Giriamo la chiave, il 1.8 sovralimentato a gasolio prende vita ma quasi non ce ne accorgiamo vista l'incredibile silenziosità al minimo che non lo fa quasi sembare nemmeno un propulsore diesel. Ingraniamo la prima marcia -  la leva non è quanto di più sportivo ci si possa aspettare, l'escursione è un po' lunga ma gli innesti sono in ogni caso precisi e rigorosi - poi la seconda la terza e via la quarta.

Spunto, elasticità e consumi sono il suo punto di forza

Il motore tedesco rimane senpre piacevolmente silenzioso, ma quello che ci stupisce di più e la sua fluidità di erogazione e la sua vivacità già dai bassi regimi. Merito della coppia di 300 Nm che permette al quattro cilindri di avere sempre un sorpendente spunto, che fa passare in secondo piano una potenza di certo non esplosiva (136 CV). Il motore è molto rotondo ed incrddibimente elastico e ha buone capacità di ripresa anche con quando sono state inserite le marce piu alte. La scelta degli ingegneri tedeschi di puntare più sulla coppia che sulla potenza si dimostra quindi assolutamente vincente, anche perché un altro indiscutibile pregio di questo motore sono senza dubbio i consumi.

Il motore tedesco rimane senpre piacevolmente silenzioso, ma quello che ci stupisce di più e la sua fluidità di erogazione e la sua vivacità già dai bassi regimi

 

L'elasticità del propulsore infatti permette di sfruttare moltissimo le marce alte (a 70 km/h si può già tranquillamente inserie la sesta), senza dover essere costretti a cambaiare rapporto di continuo. Con una guida rilassata si rimane sempre intorno a 6,0 l/100 km, ma stando attenti a non esagerare mai con il piede sul pedale del gas, innestando sempre la marcia consigliata dal monitor del quadro e magari percorrendo lunghe tratte autostradali a velocità (di codice) costanti, si possono raggiungere traguardi notevoli, fino a 4,0 l/100 km.

Bocciato lo Start&Stop

Le noti dolenti di questo motore si limitano al funzionamento dello Start&Stop davvero troppo lento ed impacciato: ci è capitato di frequente di non riuscire a partire al semaforo perché una volta ingranata la prima il motore non era ancora acceso. Meglio tenerlo disattivato quindi, specialmente se si ha fretta. Li incredivile silenziosità del turbo desel di Stoccarda viene interrotta solo quando si forza eccessivamente il piede, tirando le marce al limitatote. Un comportamento di guida tutto sommato inutile su un'auto con un propulsore di questo tipo, che esprime il meglio in termini di potenza e coppia ai regimi più bassi.

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La Classe A in allestimento Sport rappresenta il giusto compromesso dell'intera gamma in termini di sportività, dotazione complessiva e prezzo

 

Passando alle doti dinamiche della Classe A non possiamo che confermare quanto avevamo apprezzato nel corso del nostro primo incontro. La guida è molto piacevole, e grazie ad una tenuta di strada impeccabile, che non tradisce mai nemmeno quando si forza i ritmi. Merito del controllo elettronico di stabilità che interviene repentinamente, ma mai in maniera eccessivamente invasva, ma anche di un assetto ben concepito, con un retrotreno granitico e un anteriore che, unito ad uno sterzo che trasmette un feeling di guida molto apprezzabile, garantisce ingressi in curva fulminei e molto precisi. Quando si chiede veramente troppo alla vettura è inevitabile imbattersi in fenomeni di sottosterzo, ma non è mai fastidioso, mentre rollio e beccheggio rimangono sconosciuti ad una vettura come la Classe A.

Conclusioni

La Classe A in versione 200 CDI Sport in definitiva si è rivelata una vettura perfetta per chi cerca un mezzo con cui affronare tanta strada, capace di garantire consumi davvero contenuti ma anche tutto il brio necessario per muoversi agilmente nel traffico cittadino e sulle autostrade. Certo, chi è alla ricerca delle prestazioni e della più pura sportività è meglio che si rivolga alle motorizzazioni piu esuberanti e all'allestimeto top di gamma, magari con pack esterico AMG,  ma in ogni caso la Classe A Sport rimane comuqnue una vettura molto personale, dinamica e sufficientemente sportiva, con cui sapersi di certo distinguere, ma anche adatta a chi in'automobile cerca tanta tecnologia.

Pregi

- Design

- Motorizzazione 200 CDI

- Tecnologia

Difetti

- Start&Stop

- Feeling del cambio

- Visibilità posteriore

 

 

  • gioironman, Bologna (BO)

    Bellissima!

    Per me è la migliore del segmento, poi con il kit AMG spacca di brutto.
    ps: provengo da Audi A3 SPB e presto prenderò questa!
  • harvey, Vignanello (VT)

    visibilità...

    ...scarsa anche davanti, il cofano non si vede, sembra di guidare un motoscafo. I sedili fanno pena rispetto a Audi.
    La serie 1 della BMW è la più brutta di tutte in assoluto.
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