prova su strada

Nuovo Volkswagen Caddy

Furgone a chi?
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Il nuovo Caddy di Volkswagen, giunto ormai alla quarta generazione, è raffinato ed equipaggiato almeno quanto una Golf soprattutto nella versione trasporto passeggeri. Ecco la nostra prova su strada

Certo, la base è sempre quella della versione "Furgone". Ma il nuovo Volkswagen Caddy ha raggiunto un livello così alto in termini di tecnologia, equipaggiamenti e persino per la cura di alcuni dettagli che può diventare difficile non considerarlo un’automobile vera e propria. 

Tutti i numeri del Caddy

Il Caddy del resto è diventato un pilastro della gamma Volkswagen Veicoli Commerciali. In Germania è il numero uno indiscusso sul mercato, con una quota pari al 42,9%. E’ comunque molto apprezzato anche in Europa (quota 19,4%) e in Italia, dove ogni anno se ne vendono dai 3.000 ai 4.000 esemplari (circa il 10% di quota). Il 40% di quelli venduti nel nostro Paese è in versione Passeggeri e per di più la metà dei clienti in questo segmento è rappresentata da privati.

 

Questo significa che, oltre ad essere un modello di estremo successo (la terza generazione ha venduto nel mondo 1,5 milioni di esemplari dal 2003 a oggi!), il Caddy è sempre più percepito anche come una classica automobile, perfetta da utilizzare per il tempo libero. 

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Soprattutto nella vista posteriore si apprezza la notevole altezza, superiore al metro e 80

Dal vivo: com’è fuori

Rispetto al passato il modello di quarta generazione fa un passo in avanti veramente importante. A partire dal frontale si nota una raffinatezza inusuale per un MPV, perfettamente in linea con gli altri modelli della gamma Volkswagen. Sulle versioni top di gamma abbondano le cromature, i paraurti sono in tinta e non mancano nemmeno sfiziosi fari full led. Ad un primo sguardo insomma potrebbe sembrare persino una Golf Sportsvan o persino una più raffinata Touran. Certo le proporzioni complessive, così come l’altezza abbondante (si superano tranquillamente gli 1,8 metri per una versione a cinque posti), riportano subito con i piedi per terra, anche perché posteriore e fiancate sono le zone forse meno rivoluzionate rispetto al modello precedente. Il nuovo Caddy poi può ospitare in ogni caso cerchi in lega fino a 17 pollici, anche colorati, mentre il portellone mette in mostra un design più scolpito, in puro stile Volkswagen, soprattutto nella zona del vano portatarga. 

Caddy, lo "spilungone"

Le dimensioni sono quelle tipiche di un veicolo commerciale urbano. Senza mancorrenti sul tetto, tutte le versioni di serie a passo corto sono alte 1.822 millimetri (per intenderci, una Touran è più bassa di 15 cm) e lunghe 4.405 millimetri, mentre la larghezza (specchietti retrovisori esterni esclusi) tocca i 1.794 millimetri.

Le varianti 4Motion a trazione integrale e quelle in versione BlueMotion Technology sono invece alte rispettivamente 1.846 e 1.806 millimetri. Rimane a listino naturalmente anche il Caddy Maxi (a sette posti), che risulta più lungo (4.875 millimetri), con un'altezza di 1.831 millimetri. L'altezza del Caddy Maxi 4Motion a trazione integrale raggiunge i 1.862 millimetri. 

Sulle versioni passeggeri più accessoriate sembra di trovarsi quasi su una Golf piuttosto che su un veicolo commerciale

Dal vivo: com’è dentro

Anche all’interno però c’è aria di novità. Sulle versioni passeggeri più accessoriate sembra di trovarsi quasi su una Golf piuttosto che su un veicolo commerciale. La nuova plancia infatti è molto più curata nei dettagli e sfoggia persino finiture personalizzabili in base al colore della carrozzeria. In più si possono scegliere rivestimenti in pelle per volante, pomello del cambio e leva del freno a mano. Per i sedili si possono avere nuovi rivestimenti in tessuto o in similpelle. Le plastiche generalmente rimangono piuttosto dure, pensate più per durare nel tempo che per apparire, ma rivelano grande qualità. Ben fatti anche gli assemblaggi, solitamente non molto curati su veicoli di questa fascia.

Fate largo!

L’abitabilità rimane una delle armi più affilate del Caddy. Davanti c’è spazio a volontà e si respira un’ariosità difficile da trovare su una monovolume tradizionale. Magie del tetto alto! Molto pratici poi i numerosi vani portaoggetti, tra cui spicca l’immancabile mensola sottocielo, davvero capiente e comodissima. Dietro si ha disposizione una seconda fila di sedili con frazionamento 60:40 ripiegabile o removibile. Nel complesso si sta comodi ma lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori non è di certo sconfinato

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La terza fila di sedili nella versione Caddy Maxi

 

Insomma in questo caso si nota che il Caddy nasce in origine come un veicolo commerciale e non propriamente per il trasporto passeggeri. In compenso sono disponibili bocchette di ventilazione dedicate a chi siede dietro e sulla versione Maxi, più lunga di 47 cm, si può avere persino la terza fila di sedili per viaggiare in sette. Una particolarità infine è rappresentata dal fatto che l’altezza dei sedili aumenta da una fila all’altra in modo da offrire ai passeggeri la migliore visibilità.

Bagagliaio

Davvero inesauribile invece lo spazio nel bagagliaio. Con la seconda fila di sedili completamente abbattuta, nel caso del Caddy a cinque posti si può avere un vano di carico fino a 2.850 litri (sempre per intenderci, su una Touran ci si ferma a 1.913), mentre con la versione Maxi il volume di carico arriva addirittura a 3.700 litri!. Dopo aver rimosso la seconda fila di sedili poi, sul Caddy e sul Caddy Maxi è disponibile un volume rispettivamente di 3.030 e 3.880 litri.

Tecnologie da ammiraglia, altro che furgone

Quello che ci ha sorpreso di più però è senza dubbio il livello tecnologico raggiunto dal nuovo Caddy, che in questo campo è sicuramente il punto di riferimento dell’intero segmento. Prima di tutto si possono scegliere diversi sistemi multimediali con display da 5 (Composition Color) a 6,3 pollici (Composition Media). Questi sistemi permettono di integrare alla perfezione il proprio smartphone e di disporre per esempio anche del navigatore come della telecamera di retromarcia. Peccato solo che i display siano collocati un po’ troppo in basso nella plancia, come si usava fino a qualche anno fa, costringendo a distogliere in po’ troppo lo sguardo dalla strada. Avremmo preferito una soluzione più moderna, con lo schermo montato nella parte alta della console, a "portata di sguardo". 

 

Sorprendono però anche gli equipaggiamenti di sicurezza, davvero introvabili fino ad oggi su MPV derivati da veicoli commerciali. Il Caddy offre il cruise control attivo, perfetto per i lunghi viaggi autostradali, ma persino la frenata automatica di emergenza in città e il Park Assist per il parcheggio automatico (parallelo o a pettine). Non mancano poi undici airbag, tra cui quelli laterali a tendina (almeno sulle versioni passeggeri), ma nemmeno la frenata multicollisione multipla, le luci automatiche, il sistema di parcheggio ottico con monitoraggio a 360° e il riconoscimento della stanchezza del guidatore. 

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Il Caddy ha una portata di 875 kg nella versione 5 posti e di 1.000 kg nella variante Maxi

Pianale: old but gold

La piattaforma meccanica del nuovo Caddy rimane quella, super collaudata, del modello di precedente generazione. All’anteriore troviamo sospensioni a ruote indipendenti, mentre dietro il classico (almeno per un veicolo commerciale) asse posteriore rigido sul molle a balestra con ammortizzatori in funzione del carico, che variano l'assorbimento a seconda della corsa di compressione.

Questa scelta non è pensata di certo per offrire il massimo del comfort o del piacere di guida, quanto piuttosto per permettere elevatissime capacità di carico, come del resto desidera ciascun cliente che sceglie un Caddy. Non è un caso quindi che una siano ammessi carichi fino a 875 kg sulla versione a cinque posti e addirittura di 1.000 kg sulla versione Maxi. 

TDI e TSI "tuttofare", ma non manca il nuovo TGI metano!

La nuova generazione del Caddy rinnova completamente anche la gamma motorizzazioni, con moderne unità omologate Euro 6. Non mancano poi le versioni BlueMotion Technology, dotate di una serie di dispositivi pensati per limitare la massimo i consumi di carburante (Start&Stop, recupero energia in frenata e pneumatici con bassa resistenza al rotolamento). La novità per i diesel riguarda l’introduzione di un rinnovato 2.0 TDI disponibile nelle versioni da 75, 102 (anche in variante BlueMotion), 122 (versioni 4Motion) e 150 CV.

 

Importanti novità anche per la gamma benzina, che sfrutta le più moderne unità TSI sviluppate dal Gruppo Volkswagen. Si parte con il 1.2 da 84 CV per passare al curioso tre cilindri turbo 1.0 da 102 CV (disponibile da ottobre) e al top di gamma 1.4 da 125 CV. Una vera rivoluzione poi attende tutti gli amanti del Caddy a metano (davvero molti in Italia). Debutta infatti il nuovo motore 1.4 TGI da 110 CV (lo abbiamo già visto su Audi A3 g-tron, VW Golf e Seat Leon) che manda in pensione il vecchio 2.0 Ecofuel e che promette migliori livelli di efficienza.

 

Impareggiabile (perlomeno dalla concorrenza diretta) anche la disponibilità di cambi. Tutti i motori sono offerti con trasmissioni manuali a cinque (versioni meno potenti) o sei rapporti, ma i più esigenti potranno persino scegliere i raffinati automatici a doppia frizione DSG a sei o sette rapporti (a seconda delle motorizzazioni).

C’è persino 4Motion

Ma il Caddy va ancora oltre offrendo persino una versione a trazione integrale. Si tratta di un sistema basato su frizione Haldex, che in questo caso è stata collocata in blocco con il differenziale posteriore. In condizioni normali quindi la trazione rimane anteriore, passando gradualmente al posteriore solo in caso di perdita di aderenza. Le versioni 4Motion vengono offerte con il 2.0 TDI da 122 CV se si sceglie il cambio manuale a 6 rapporti o con il TDI da 150 CV nel caso si preferisse il DSG. 

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La famiglia del nuovo VW Caddi: Van, passeggeri e Maxi

Prezzi: sorride al portafoglio

Disponibile nei classici livelli di allestimento Trendline, Comfortline, Highline e Beach, anche se al momento del lancio verrà offerta in aggiunta l’edizione limitata Generation Four, che si caratterizza per un look molto particolare. In Italia il Caddy arriverà dopo l’estate, mentre gli ordini si apriranno già nelle prossime settimane. I prezzi delle versioni passeggeri a benzina partono da 20.400 euro (1.2 TSI), mentre per il diesel ci vogliono almeno 22.900 euro (2.0 TDI 102 CV). Infine, la versione bifuel a metano TGI parte da 24.300 euro. Insomma, a conti fatti, se si è disposti a rinunciare a qualcosa in termini di comfort ed equipaggiamenti, si possono risparmiare anche diverse migliaia di euro rispetto alla più raffinata Touran.

 

I concorrenti naturali del nuovo Caddy rimangono quindi tutti gli MPV derivati da veicoli commerciali. E quindi Fiat Doblò, Renault Kangoo, Peugeot Partner, Citroen Berlingo, e Mercedes Citan. 

Le nostre impressioni di guida: 2.0 TDI 102 CV DSG

Cominciamo il nostro test da una versione a cinque posti spinta dal cuore di gamma della famiglia diesel: il 2.0 TDI da 102 CV, con cambio automatico DSG. Questa unità si sposa sin da subito alla perfezione con l’indole del Caddy. E’ ricca di coppia (250 Nm) e anche a pieno carico non dà mai l’impressione di essere in affanno. Dà il meglio di sé intorno ai 2.000 giri, dove dimostra un certo carattere ed un’erogazione piuttosto robusta. Inutile spingerlo oltre i 3.000 giri, dove peraltro inizia a rivelare una certa ruvidità. In basso invece è molto pastoso e forma una bella coppia con il DSG. 

 

Il doppia frizione tedesco ormai lo conosciamo bene: regala innesti rapidissimi e impercettibili, con logiche di cambiata eccellenti (sale di rapporto non appena si raggiungono i 2.000 giri/min). E’ ancora il cambio “da battere” nel mondo dei doppia frizione e non penalizza i consumi, anzi. Nel corso del nostro test siamo riusciti a portare a casa un valore di 6,2 l/100 km, niente male visto che non ci siamo troppo risparmiati con il pedale del gas. Soprattutto per un veicolo penalizzato nell’aerodinamica da un’altezza di certo non trascurabile. 

Nel corso del nostro test siamo riusciti a portare a casa un valore di 6,2 l/100 km, niente male visto che non ci siamo troppo risparmiati con il pedale del gas. Soprattutto per un veicolo penalizzato nell’aerodinamica da un’altezza di certo non trascurabile

Maxi 1.4 TSI: che sorpresa!

Sul diesel eravamo quasi sicuri di trovare delle conferme, mentre eravamo più scettici sui benzina, poco apprezzati (almeno in Italia) su veicoli di questo tipo. Dopo i primi chilometri al volante di un Caddy Maxi 1.4 TSI da 125 CV però ci siamo dovuti ricredere. Questo quattro cilindri, grazie alla sovralimentazione, regala una buona coppia (220 Nm) e si dimostra a suo agio anche sotto al cofano della più grande versione a sette posti. Peccato solo per la leva del cambio manuale, che per chi non è altissimo (vedi il sottoscritto) può risultare un po' troppo in basso, specialmente se si ama viaggiare con il sedile in alto. 

 

Frizzante al punto giusto, il 2.4 TSI può essere la scelta giusta per per chi non fa tanta strada durante l’anno e non necessita di sfruttare al massimo la capacità di carico. Ancora più interessante quindi la variante TGI a metano, che nel nostro Paese permette di andare incontro a grossi risparmi visto il prezzo estremamente vantaggioso del gas (su cui per ora gravano pochissime accise, a differenza dei carburanti tradizionali).

 

Su tutte le versioni il comfort acustico è buono, anche se, specialmente in presenza delle versioni diesel, si avverte una rumorosità di poco superiore a quella di un’automobile tradizionale. Le sospensioni posteriori a balestra inoltre, se da un lato sono perfette per garantire grandi capacità di carico, dall’altro risultano un po’ rigide sulle sconnessioni, soprattutto per chi trova posto dietro.

Conclusioni

Il Caddy di quarta generazione ha fatto un bel salto in avanti. Nelle versioni passeggeri riesce ad essere persino raffinato, direi quasi elegante, soprattutto nella zona frontale, dove non ha nulla da invidiare, perlomeno in termini di stile, alle cugine Touran e Golf Sportsvan. In molti aspetti poi si dimostra un vero e proprio punto di riferimento nei confronti della concorrenza, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie di bordo e la disponibilità di motorizzazioni. 

Pregi

- Disponibilità motorizzazioni impareggiabile: benzina, diesel, ma anche 4Motion e metano. Cambi manuali o DSG

- Equipaggiamento tecnologico: punto di riferimento negli MPV sia per l’infotainment che la sicurezza

- Versatilità, spazio e capacità di carico introvabili su un’auto tradizionale di queste dimensioni 

Difetti

- Display centrale collocato troppo in basso

- Ergonomia cambio manuale

- A basse velocità rimane un po’ più rumoroso di un’auto tradizionale 

  • MrFry, Bari (BA)

    Furgone a chi? A chi usa ancora le balestre

    Quest'auto è semplicemente vecchia e chiedono uno sproposito per la vecchietta. Se pur aggiornata nei motori, le doti dinamiche rispecchiano un progetto di 12 anni fa .. e costa tanto.
  • Frare, San Prospero (MO)

    balestre

    Ma come impossibile che abbia le sospensioni a balestra.
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