prova su strada

Porsche Cayman vs Cayman S

Nessun complesso di inferiorità
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Porsche Cayman e Cayman S. Irresistibilmente affascinanti, potenti ed emozionanti, ma anche tanto diverse. Quale scegliere? Le abbiamo provate entrambe per capire di che pasta sono fatte

Porsche Cayman vs Cayman S

Molte delle sportive nate a Zuffenhasuen sono andate incontro ad una sorte infelice. Nonostante in molti casi fossero auto più che valide e rimaste scolpite nell'immaginario collettivo – pensiamo alle mitiche 924, 944 e 968, magari nelle ambite versioni Turbo – rimasero sempre all'ombra della 911, vera regina della gamma sportiva Porsche, con il suo design iconico, sempre uguale ma sempre in evoluzione e quel motore boxer piazzato al posteriore, così atipico da un punto di vista meccanico, ma così tanto amato dagli appassionati.

 

Oggi però non esiste più questo genere di “sudditanza” in casa Porsche. Il merito è certamente anche della Cayman, la sportiva che – insieme alla sorella Boxster - rappresenta la porta d'accesso al mondo “corsaiolo” di Zuffenhasuen e che negli anni è stata capace di ritagliarsi uno spazio autonomo all'interno della gamma, costruendosi un'identità ben definita. Un'identità che è giunta a piena maturazione con la serie 981, l'ultima, quella che troviamo oggi nelle concessionarie. Sarà anche perché eredita parte dello stile e l'architettura sei cilindri boxer da “mamma” 911, ma la nuova Cayman non vive più alcun complesso di inferiorità. È una sportiva pura, con una serie di caratteristiche uniche, che, almeno per certi aspetti, la rendono anche più apprezzabile nella guida della Carrera.

 

Dopo averla conosciuta una prima volta sulla pista portoghese del'Estoril, oggi cerchiamo di capire quale scegliere, se optare per la più tradizionale Cayman o per la Cayman S, la versione al momento più potente a listino (presto, infatti, sarà affiancata dall'inedita GTS). La gamma Cayman in Italia parte da 56.034 euro, mentre per avere la versione S occorrono almeno 69.379 euro. Per prima cosa vediamo quindi una differenza di prezzo importante, che supera abbondantemente i 13.000 euro. Con una simile fascia di prezzo le principali concorrenti della Cayman non possono che essere la nuova arrivata Alfa Romeo 4C, ma anche le puriste Lotus Exige ed Evora a cui si è recentemente aggiunta la nuova Jagaur F-Type Coupé.

Come sono fuori: poche differenze

La nuova Cayman (981) è una sportiva che non passa di certo inosservata, nonostante le dimensioni piuttosto compatte (lunghezza 438 cm, larghezza 180, altezza 129/130). Il merito è di un design decisamente affascinante, fatto di linee pulite e ricurve, che ricordano alla lontana quelle delle 911, grazie ai parafanghi anteriori e posteriori ben pronunciati, alle prese d'aria laterali e alla linea del tetto. I gruppi ottici anteriori però vivono di luce propria – scusate il gioco di parole - grazie ad un design più squadrato, così come quelli posteriori, una vera opera d'arte luminosa a led, che si fonde in maniera armonica con lo spoiler attivo. Non male il coefficiente aerodinamico di 0,30 Cx ottenuto con questo design, che, come vedremo, giocherà un ruolo non secondario al capitolo consumi. Sottili le differenze stilistiche tra le due. La versione più performante, equipaggiata di serie con ruote in lega da 19 pollici sfoggia un doppio terminale di scarico, in luogo di quello singolo della Cayman, che inoltre monta cerchi da 18 pollici.

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La Porsche Cayman S 981 si distingue per un design che non soffre nessun complesso di inferiorità nei confronti della 911

 

Quasi inutile parlare dell'assemblaggio, davvero rigoroso e maniacale in qualsiasi punto della carrozzeria, così come la verniciatura. Un unico appunto va riservato al portellone posteriore e al cofano anteriore tramite cui si accede ai due vani bagagli: la chiusura non è sempre agevole, perché spesso non si riesce a serrare il portellone al primo tentativo.

Come sono dentro

Saliti a bordo ci si immerge nel tipico abitacolo che vuole fare sentire al centro dell'attenzione il guidatore. La posizione di guida è impeccabile, raccolta, come si addice ad un auto di questo rango, ma non per questo scomoda. Siamo stati a bordo della Cayman S per più di 1.000 km e - grazie a sedili sportivi dalla forma non esasperata e all'ampia possibilità di regolazione elettrica – non abbiamo accusato particolare stanchezza o affaticamento.

Oggi però non esiste più questo genere di “sudditanza” in casa Porsche. Il merito è certamente anche della Cayman

 

Tutti i comandi sono a portata di mano, grazie all'ormai tipico tunnel centrale che “sale”, come su tutte le Porsche di ultima generazione – Cayenne e Panamera compresi – verso il touchscreen del sistema di infotainment PCM (Porsche Connection Managment), davvero ben fatto, completo ed efficace. Una nota va riservata all'abbondanza di tasti sulla console, che rischia di distrarre non poco, almeno in un primo momento, quando si deve ancora prendere confidenza con la vettura. Una punta di emozione anche nel quadro strumenti, che, se da un lato offre “solo” tre quadranti al posto dei mitici cinque utilizzati da 911 e Panamera, è davvero ben fatto, chiaro e molto completo grazie al computer di bordo con schermo a colori, ricchissimo di informazioni (c'è pure il cronometro per andare in pista e la visualizzazione della forza di accelerazione laterale e longitudinale generata istante per istante). Peccato per la quasi totale assenza di vani portaoggetti per mettere gli oggetti di tutti i giorni, alcuni ormai irrinunciabili anche su una sportiva, come uno spazio comodo e pratico per lo smartphone o il portafoglio.

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Gli interni della Cayman sono cuciti interamente intorno al guidatore

Vano(i) bagagli

Cayman offre una configurazione a due posti secchi, ma rispetto alla 911, può vantare non uno ma ben due vani di carico, uno classico, anteriore, e uno dietro, ricavato alle spalle del motore, a cui si accede attraverso il grande portellone in alluminio. In questo modo la capacità di carico sale a 275 litri, un valore davvero di riguardo per la categoria (per capirci l'Alfa Romeo 4C offre 110 litri, mentre solo la Jaguar F-Type Coupé riesce a fare poco meglio con 300 litri...), che offre spazio almeno per due trolley e che rende la Cayman un'auto ideale anche per qualcosa di più di una gita fuori porta nel weekend. Grazie all'ampio uso di alluminio, utilizzato per diverse parti della scocca, ma anche per cofano, portiere e portellone la Cayman ferma l'ago della bilancia a 1.310 kg (peso a secco), mentre la S aggiunge soltanto 10 kg in più. Risultati apprezzabili per auto che rimangono spinte da motori a sei cilindri, addirittura da oltre tre litri di cubatura nel caso della versione S. Quasi perfetta poi la ripartizione dei pesi, con un rapporto 46:54 tra asse anteriore e posteriore.

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Il doppio terminale di scarico identifica in maniera unica la Cayman S. La più tradizionale Cayman invece mette in mostra uno scarico centrale singolo

 

Cayman, un'auto resa famosa dal suo assetto impeccabile, può contare sulle sospensioni adattive PASM (Porsche Active Suspension Mangment, optional offerto a 1.464 euro sia su Cayman che Cayman S) che permettono di avere una guida confortevole durante i lunghi tragitti, ma anche tutta la rigidità che serve quando si alza il ritmo selezionando le modalità di guida Sport e Sport Plus. Il servosterzo è elettro-meccanico, i cerchi in lega da 19 pollici calzano pneumatici difficili da non notare 235-256/40 (18 pollici e 235-265/45 su Cayman) e l'impianto frenante sfrutta dischi da 330 mm all'anteriore (315 su Cayman) e da 299 al posteriore, in entrambi i casi abbinati a pinze freno monoblocco in alluminio a quattro pistoncini.

Motori sei cilindri boxer

Ma veniamo al sodo. Cayman e Cayman S sono spinte da motori a sei cilindri boxer aspirati ad inizione diretta derivati direttamente da quelli di mamma 911. La Cayman monta un propulsore da 2.7 litri in grado di erogare 275 CV a 7.400 giri/min e 290 Nm di coppia tra 4.500 e 6.500 giri/min. Nel caso della Cayman S invece la cubatura sale a 3.4 litri e la potenza erogata è pari a 325 CV, un valore superiore di ben 50 CV a quello della più tradizionale Cayman. Ancora più generosa la coppia, pari a 370 Nm, picco massimo che si raggiunge a 4.500 giri/min e che si può continuare a sfruttare in pieno fino a 5.800 giri. Difetti a prima vista? Sì, uno, piccolo, ma da sottolineare per un'auto di questo tipo. In entrambi i casi il motore è completamente nascosto sotto al portellone per logiche costruttive di diversa natura. Niente però avrebbe vietato di esaltarlo in maniera visiva molto di più, sottolineandone la presenza in maniera più marcata. Così passa quasi inosservato ed essendo il vero cuore della Cayman è un vero peccato, soprattutto trattandosi di un motore così iconico come il leggendario sei cilindri boxer di Zuffenhasuen.

Nella migliore tradizione Porsche – un retaggio delle gare di durata a Le Mans – anche sulla Cayman la chiave di accensione si inserisce rigorosamente a sinistra


Disponibili con un classico manuale a sei rapporti, per veri puristi, Cayman e Cayman S vengono offerte anche con il raffinatissimo PDK doppia frizione (Porsche Doppelkupplung) a 7 rapporti. Un automatico con modalità di guida manuale attraverso i tasti al volante che, oltre ad offrire un comfort di marcia superiore durante la guida turistica, riesce forse ad esaltare ancora di più le doti del sei cilindri boxer e a migliorare rispetto al classico manuale anche i consumi di carburante, grazie a logiche di gestione software davvero eccezionali. Sembra davvero una scelta quasi scontata al momento dell'acquisto...

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Sono davvero un'opera d'arte "luminosa" i gruppi ottici posteriori, che si fondono armoniosamente con lo spoiler attivo

Cayman: le nostre impressioni di guida

Nella migliore tradizione Porsche – un retaggio delle gare di durata a Le Mans – anche sulla Cayman la chiave di accensione si inserisce rigorosamente a sinistra. Per dare vita al sei cilindri boxer va letteralmente girata, un'operazione quasi estinta a causa dei moderni sistemi key-less, ma che nella sua semplicità rende ancora felice ogni appassionato, soprattutto quando mette in moto – come in questo caso – un motore pronto a ruggire fin da subito.

 

Iniziamo il nostro test al volante della Cayman. Prendiamo confidenza gradualmente con la sportiva tedesca, con uno stile di guida turistico che ci rivela come questa due posti sappia essere una grande compagnia di viaggio, anche per tragitti molto lunghi. Il motore gira basso, tenuto sempre intorno ai 1.000 giri/min (addirittura a 900 in certi frangenti!) dal sofisticato cambio PDK a tutto vantaggio del comfort e del contenimento dei consumi. Ci si stufa presto però di guidare così. La Cayman infatti ti comunica da ogni angolo che è stata costruita per regalare ben altre emozioni di guida. Detto fatto. Basta affondare il piede sul pedale dell'acceleratore perché tutto cambi.

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Lo spoiler posteriore attivo è un gioiellino di ingegneria meccanica

 

Il cambio recepisce in maniera sorprendentemente fulminea la volontà del pilota e scala prima uno, poi due rapporti con una velocità impressionante. In men che non si dica quindi ci si ritrova proiettati in un'altra dimensione e arriva il momento di selezionare la modalità di guida Sport Plus (disponibile con pacchetto opzionale Sport Chrono, 1.634,80 euro). Di colpo si irrigidisce lo sterzo, così come le sospensioni attive PASM, la risposta dell'acceleratore si fa più pronta, il sound dello scarico ancora più presente e il motore viene mantenuto ad un numero di giri più alto, per avere una risposta sempre pronta. Non resta che mettere il PDK in manuale per avere l'equazione perfetta. Per chi vuole ancora qualcosa in più però, la scelta obbligata resta la versione più spinta.

E' soltanto sulla Cayman S che quest'auto riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità, amplificate alla massima potenza

Intanto la Cayman S...

Benché la Cayman sia a tutti gli effetti una vera sportiva infatti, in grado anche di emozionare quando si forza il ritmo, non nascondiamo che è soltanto sulla Cayman S che quest'auto riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità, amplificate alla massima potenza. Quando lo si desidera infatti la Cayman S sa trasformarsi in una pura fun drive machine di alto rango, che aggredisce l'asfalto con una ferocia inusuale per una sportiva di queste dimensioni.

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Pratico il vano bagagli posteriore, che si aggiunge a quello classico anteriore. Peccato solo per il motore, troppo nascosto e poco esaltato visivamente

 

I cambi marcia azionati dai tanto criticati tasti sul volante – in realtà basta farci l'abitudine per gustarli tanto quanto i più classici paddles – sono davvero fulminei, quasi violenti ai regimi più elevati e permettono al motore di regalare una spinta poderosa, con il sei cilindri boxer che urla libero attraverso il doppio scarico e il retrotreno rabbioso tenuto a bada dal sapiente intervento dell'elettronica, che non è di certo invasiva ma vigila lasciando ampi margini d'azione al pilota. Il sei cilindri boxer è molto pronto già in basso, ma, come tutti gli aspirati, è soltanto in alto, oltre i 7.000 giri/min che regala tutta la sua potenza, urlando a squarcia gola fino a far correre un autentico brivido lungo la schiena dei passeggeri. Davvero apprezzabile poi l'intervento del differenziale autobloccante con Porsche Torque Vectoring Plus che garantisce una motricità eccezionale in curva, grazie al sapiente intervento dell'elettronica che invia la coppia motrice là dove serve.

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Gli interni sono curatissimi e realizzati con una precisione maniacale

 

È in questi frangenti che la Cayman riesce addirittura farsi apprezzare, a tratti, ancora di più rispetto alla 911, grazie ad un peso più contenuto e al passo più corto. La piccola sportiva di Zuffenhasuen infatti appare sensibilmente più agile e scattante nei cambi di direzione e più comunicativa, riuscendo meglio a materializzare quel concetto di “unità tra pilota e mezzo”. Non si direbbe per via di una servoassistenza elettro-meccanica, ma lo sterzo della Cayman S è davvero un piacere da impugnare e governare. In Sport Plus diventa non solo davvero consistente, ma anche estremamente preciso, trasmettendo fino in fondo la sensazione di avere il pieno controllo delle ruote sull'asfalto, sapendo sempre in quale punto esatto andranno a mettersi gli pneumatici. Inappuntabile la frenata, davvero energica anche nelle staccate più micidiale. La dotazione dei carboceramici rimane consigliata solamente a chi pensa di fare un utilizzo assiduo in pista, dove alla lunga i classici dischi possono surriscaldarsi eccessivamente.

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La Porsche Cayman rappresenta una splendida porta d'accesso al mondo sportivo Porsche. Per tutti coloro che cercano il massimo, in termini di prestazioni, è stata creata la Cayman S

Consumi

Ancora una volta, una Porsche torna a stupirci – e non poco – per i consumi. Sarà che su una sportiva di questo rango non sono la prima voce che si va a guardare ma resta il fatto che il sei cilindri boxer si conferma un grande motore non solo dal punto di vista prestazionale, ma anche per quanto riguarda l'efficienza. Entrambe le vetture, durante il normale utilizzo, con il PDK che fa tutto da solo, riescono a stare tranquillamente intorno ai classici 10 l/100 km, un valore tipico per vetture con una “cavalleria” decisamente inferiore. Se ci si impegna però, sfruttando lunghi tragitti autostradali e tattiche da “piede piuma” si riescono ad ottenere risultati a dir poco impensabili viste le cubature in gioco. Con la Cayman S siamo riusciti addirittura a raggiungere una media sul lungo periodo di 7,1 l/100 km e stiamo sempre parlando di un'auto a sei cilindri da 3.4 litri e 325 CV!

Aggressiva, incontenibile e rabbiosa, la Cayman S porta ai più alti livelli il concetto di auto sportiva, senza per questo essere inutilizzabile durante viaggi e gite fuori porta

Conclusione: quale scegliere

La Cayman rimane una splendida porta d'accesso al mondo sportivo Porsche. Il suo look convince fino in fondo, brilla di una propria personalità e non vive più nessun complesso di inferiorità nei confronti della 911. Nella migliore tradizione Porsche è un'auto che riesce ad essere confortevole ed utilizzabile anche per lunghi viaggi, ma quando si vuole spingere ha tutte le carte in regola per garantire grande divertimento grazie ad un motore che spinge forte e ad un auto-telaio realizzato a regola d'arte. Inutile però, a nostro avviso, caricare con troppi accessori – soprattutto considerati i prezzi di optional e pacchetti – la Cayman perché in questo caso si raggiungerebbe presto il costo della più prestazionale versione S. La Cayman 2.7 è e deve rimanere l'auto che rappresenta il primo contatto con il mondo di Zuffenhasuen, quindi accessibile, facile e divertente per tutti, anche per i meno esperti.

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Cambio PDK: ancora una volta 10 e lode

 

Per tutti gli altri infatti, e quindi per i più esigenti e per chi cerca prestazioni elevatissime, da sfruttare occasionalmente anche su circuito, è stata creata la Cayman S 3.4. Aggressiva, incontenibile e rabbiosa, porta ai più alti livelli il concetto di auto sportiva, senza per questo essere inutilizzabile durante viaggi e gite fuori porta. In questo caso allora si giustificano gli optional per le alte prestazioni, dal primo all'ultimo, partendo dal pacche Sport Chrono, passando per le sospensioni PASM, fino al differenziale autobloccante con Porsche Torque Vectoring Plus.

 

Pregi

- Motori boxer: sono aspirati ma spingono forte in basso e garantiscono un'erogazione prodigiosa fino a oltre 7.000 giri

- Assetto e sterzo: degni della fama della Cayman

- Consumi: sorprendenti per sportive con questa “cavalleria”

Difetti

- Assenza portaoggetti a portata di mano

- Visibilità posteriore limitata
- Motore poco esaltato nella veste grafica

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