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Range Rover Velar, 18 mesi dopo la sceglierei ancora... [Video]

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...ma non ho 100.000 euro da spendere. Tanti infatti ne servono per personalizzare un SUV ipertecnologico, e tutto da scoprire

Con Andrea Galeazzi avevo già provato Range Rover Velar, e con malcelata arroganza ricordo che fu un test molto divertente. Il merito non fu nostro, quello non lo è tendenzialmente mai, quanto di Velar stessa, e guidandola di nuovo a 18 mesi di distanza devo dire di aver ritrovato molto di quanto raccontato quella volta. Un SUV medio (per Land Rover), con chiare intenzioni bellicose da più punti di vista. Anzitutto di design, perché è quello il primo aspetto che ti cattura guardando Velar. Sembra dinamica, in movimento anche quando è ferma, e con i cerchi da 22 pollici guadagna proporzioni da museo d’arte contemporanea. Ok, sto esagerando, o forse no, dipende cosa vi piace e cosa invece vi fa storcere il naso. A qualcuno i SUV non piacciono… tendenzialmente a un numero sempre più esiguo di persone, ma Velar è capace di conquistare trasversalmente, perché sembra una di quelle vetture uscite dai film di fantascienza.

Poi ti avvicini, e ti rendi conto che è fantascientifica… soprattutto quando sali a bordo. Solo allora vieni investito dal lusso, che passa dalle soluzioni sartoriali di confezionamento degli interni, alla comodità di una plancia multilivello dove è possibile gestire tutto o quasi grazie ai display touchscreen, e dove sembra di entrare in casa. Perché in casa? Perché ogni volta che prendo posto in una Velar mi assalgono tranquillità e quel deja vu tipico del ritorno a casa alla sera. Si sta comodamente in cinque, nel bagagliaio entrano fino a 1731 litri di carico utile, se abbattiamo i sedili posteriori. Altrimenti si parte da 673, una dimensione più che sufficiente per aggredire qualcosa in più del weekend fuori porta. Tecnologia ovunque, e un tetto apribile enorme che illumina qualcosa da guardare anche stando fermi. Se non si fosse capito, a me Velar piace.

Come si guida

Si guida, come detto, in totale tranquillità, consci che sotto il sedere la strada è lontana, ma con uno sterzo in linea con quanto ci saremmo attesi. Cambio automatico piuttosto intelligente, e selettore delle modalità di guida che offre persino più chiavi di lettura per il fuoristrada. Ho sempre qualche remora a gettare nel fango 100.000 euro di macchina, e infatti stavolta non ho potuto farlo. Ma se l’avessi fatto, ne sarei uscito. Mi sto incartando, ma il senso è chiaro. 2.0 litri diesel, quattro cilindri in linea, Velar sfodera 241 cavalli e una mostruosa coppia da 500 Nm già disponibile a 1500 giri. Ferma il crono sullo 0-100 a 7.4 secondi, e pensando alla stazza da quasi 19 quintali, si capisce… anche quanto consuma, cioè non poco. 217 la velocità di punta, e una trazione integrale che ci tiene sempre incollati alla strada, senza che sui giunti autostradali si voli via, o senza che si perda anche solo per un momento la trazione. Un SUV divertente, anche se i puristi accostano con fatica il divertimento al mondo SUV. Pazienza.

In conclusione

Velar è un SUV di classe superiore, e intriga per forme e prestazioni. Se guardi al portafoglio, è chiaro, ne servono tanti, come tanti ne servono per i brand di lusso. Ingiusto quindi proporre un veicolo del genere? Direi proprio di no. Se ci sali una volta, potresti anche decidere di fare di tutto per cercare di guidarlo ancora un paio di curve, di chilometri, di vie. Provare per credere.

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