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Volkswagen Passat AllTrack: il nostro #AMboxing [Video]

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Una declinazione decisamente versatile della Volkswagen Passat in questa versione AllTrack

La conquista di ‘un centimetro alla volta’ è un tema tanto caro agli allenatori sportivi. Non solo: chi non ricorda il celebre discorso di Al Pacino in Ogni maledetta domenica? Tutte le volte in cui bisogna lanciare un messaggio preciso, fatto di impegno, sacrificio, unione per il risultato, pam, ecco che te lo ritrovi sullo schermo di una tv. ‘Conquistiamo un centimetro alla volta giocando da squadra, o saremo distrutti singolarmente’. In Volkswagen non avevano necessariamente bisogno di conquistare centimetri, per dare un volto a Passat. Ma quando è iniziata a circolare l’ipotesi di mettere Passat sulle strade bianche o banalmente in offroad, ecco lì che i centimetri sono diventati una discriminante. La domanda è diretta e precisa: bastano poco meno di tre centimetri a cambiare il volto di una vettura, aumentandone la versatilità e la capacità di adattamento? La risposta è altrettanto diretta: sì. Nasce con queste credenziali Volkswagen Passat Alltrack, con trazione integrale.

Dal vivo: com'è fuori

+27.5 millimetri di altezza da terra significano capacità di cavarsi di impaccio nei momenti più complicati, quando le strade asfaltate sono diventate un lontano ricordo, o magari siamo circondati da fango e neve. Eppure, a un occhio sbadato non cambia il succo di Volkswagen Passat. Anche qui abbiamo la versione Variant, e quindi station wagon, lunga 478 centimetri, larga 183, ma alta stavolta 151 con un passo di 279. Più massiccia, allora, e tale idea è conferito a un’occhiata più attenta dalle protezioni sottoscocca, dalle varie diciture Alltrack che si rincorrono sulla carrozzeria, dai mancorrenti satinati, e da altre chicche di design e ricercatezza come i cerchi da 18 pollici e la dicitura Alltrack sul battitacco. Davanti il disegno della calandra è il tipico di respiro Volkswagen, ma l’effetto che colpisce di più è quello conferito dalla tecnologia Full Led, in cui i fari adattivi danno grande visibilità. Unico neo: quando siamo in frenata con la freccia accesa, non abbiamo una superficie illuminata (della freccia stessa) così ampia, il che potrà confondere chi ci sta dietro.

Dal vivo: com'è dentro

Pur mantenendo materiali capaci di dare un senso premium agli occupanti, Volkswagen Passat Alltrack non va oltre ai concetti di minimalismo per ciò che riguarda gli interni. Il disegno è quello delle Passat ‘normali’, e piacciono soprattutto due elementi della plancia: le bocchette dell’aria nascoste nel disegno che percorre l’intera larghezza della vettura; il display LCD che prende posto davanti agli occhi del driver. Lo spazio è generalmente abbondante, e anche quando guiderà un driver extralarge, gli occupanti posteriori non avranno problemi con gambe e ginocchia.

La posizione di guida è impostabile grazie al sedile elettrico, che però lascia manuale il comando di settaggio della slitta (più rapido, e quindi più pratico rispetto a una impostazione completamente elettrica del sedile). Il volante è orientabile anche in profondita, e il tunnel non dà fastidio nemmeno al ginocchio destro del driver stesso. Il passeggero ha tanto spazio per le gambe, ma complici i fianchetti dei sedili non particolarmente pronunciati, nei repentini cambi di direzione rischiamo di ballare a destra e sinistra. Consiglio banale ma utile quando il driver preme in maniera convinta sull’acceleratore? Restare aggrappati. Dietro, come detto, lo spazio è abbondante per tre occupanti, e la possibilità di abbattere i sedili posteriori con un semplice movimento sulle leve preposte, porta la capacità del bagagliaio da 650 a 1800 litri. Ci sta di tutto: dall’armadio smontato alla bicicletta per le gite della domenica; dai cestini del picnic alle valigie per l’intera estate.

La compreremmo? Dipende. La trazione integrale, per quanto intelligente, rappresenta un dispendio di carburante in più rispetto alla semplice trazione anteriore, e anche in chiave di utilizzo ci piacerebbe valutare l’acquisto di Volkswagen Passat Alltrack solo se avessimo la possibilità di sfruttarla in ogni sua accezione

L’altezza di sponda non è esagerata, così come quella di carico: ne nasce una vettura pratica anche per chi deve continuare a caricare e scaricare oggetti voluminosi. Dicevamo però del display LCD: è eccezionale, perché si veste in maniera diversa a seconda delle nostre esigenze. La visualizzazione più utile è senza dubbio quella del navigatore, perché il tachimetro e il contagiri si rimpiccioliscono al punto giusto, lasciando alla mappa una superficie adeguata per essere compresa e letta senza che il driver debba impegnarsi più di tanto (e senza quindi togliere concentrazione alla guida).

Per il resto, troviamo sul display LCD tutte le informazioni del caso, e sono comprese in un computer di bordo a colori particolarmente completo. La plancia si declina al centro nel solito utile display, porta verso l’infotainment ma anche nei confronti del climatizzatore e delle impostazioni di guida. Il climatizzatore è trizona, perché oltre allo sdoppiamento anteriore prevede la possibilità, per chi siede dietro, di gestire e impostare i flussi dell’aria autonomamente. Tale comando potrà essere disinserito, o gestito direttamente da chi siede davanti. Il tunnel, oltre al cambio DSG, ospita tra gli altri il pulsante legato alle modalità di guida, che cambiano su necessità il DNA della vettura.

Da non scordare poi che le prestazioni ci sono eccome: Volkswagen Passat Alltrack accelera da zero a cento in 8 secondi appena, e raggiunge una velocità massima di 220 chilometri orari.

190 cavalli posson bastare

A disposizione per questa prova di Volkswagen Passat Alltrack abbiamo una delle tre declinazioni del motore 2.0 litri turbodiesel (in Italia non ci sono motorizzazioni benzina), il 190 cavalli, che eroga una coppia massima di 400 Nm già disponibile a 1750 giri. È quella più corretta, a nostro modo di vedere, anche se provare il biturbo da 240 cavalli ci sarebbe piaciuto non poco. Eppure, con il 190 cavalli possiamo schizzare al semaforo in totale sicurezza, perché tra le mani ci ritroviamo una vettura scattante e maneggevole, nonostante il cambio DSG a sei rapporti sia impostato su una taratura più seduta rispetto ad altre situazioni.

È anche vero però che grazie al pulsante di Drive Mode possiamo cambiare anima alla nostra Passat; abbiamo cinque modalità: Sport, Eco, Comfort, Normal e Individuale, e per ognuna di queste possiamo scegliere come tarare le sospensioni, lo sterzo, il controllo della trazione, i fari direzionali, la climatizzazione. In modalità Sport, il cambio DSG sale comunque di marcia a limitatore, e in generale la trazione integrale 4 Motion viene gestita in maniera intelligente dalla frizione a controllo elettronico. In modalità off road, il trasferimento della coppia dall’assale anteriore a quello posteriore ci consente di superare piccoli guadi, pozzanghere con il fango, e in generale di superare gli ostacoli che una Passat ‘normale’ non riuscirebbe a superare. Sembra insolito, specialmente se si pensa a quanti siano tre centimetri in valore assoluto, eppure con questa ‘crescita’ Volkswagen Passat Alltrack passa con sobrietà e determinazione in punti particolarmente complicati.

Da non scordare poi che le prestazioni ci sono eccome: Volkswagen Passat Alltrack accelera da zero a cento in 8 secondi appena, e raggiunge una velocità massima di 220 chilometri orari. In fase di frenata di emergenza non serve molto spazio per arrestarsi completamente, e anche il beccheggio è controllato e ridotto. Lo sterzo è preciso e diretto, ed è forse condizionato solo dal diametro della corona, che avremmo voluto più ampia per facilitare l’impugnatura del volante. Sulle razze, però, ci sono tutti i comandi del caso che sono sempre pronti a facilitare la nostra guida, come l’accesso al cruise control adattivo che, complice la presenza del DSG, ci porterà fino a velocità zero. La trazione integrale di Volkswagen Passat Alltrack si declina in ambito di consumi in grandezze non particolarmente penalizzanti, anche grazie all’ottimo sistema start and stop: riusciamo infatti a percorrere 13 chilometri con un litro di gasolio in città, 14 a limite autostradale, 18 a 110 orari, e quindi 15 chilometri nel ciclo misto.

Sicurezza: tutto quello che serve

Oltre al cruise control adattivo, sulla Volkswagen Passat Alltrack in prova qui non mancano il sensore di superamento della corsia, con il sistema che ci corregge attivamente la traiettoria a patto che le nostre mani siano sul volante, e il sensore della stanchezza. Non disponibile invece, in questo caso, il sensore dell’angolo cieco, o l’allerta anticollisione. C’è invece il sensore blind spot, che ci assicura facili uscite dal parcheggio identificando gli altri veicoli che potrebbero incrociare la nostra traiettoria.

Infotainment: un sistema completo

Come gli altri modelli tedeschi, anche Volkswagen Passat Alltrack non si differenzia per estrema possibilità di personalizzazione. Sul nostro modello, oltre al display LCD del quale vi abbiamo già raccontato in maniera dettagliata, da raccontare c’è la visualizzazione a 360 gradi, che passa dalla presenza di quattro telecamere capace di darci la situazione completa di ciò che sta accadendo intorno al nostro veicolo. In più, sempre a 360 gradi ci sono i sensori del parcheggio, che ci aiutano anche in quei casi in cui, per esempio, ci avviciniamo a un cordolo particolarmente alto o a un ‘panettone’. Per il resto, la nostra Passat dispone di un sistema infotainment completo che merita focus a parte.

Bastano poco meno di tre centimetri a cambiare il volto di una vettura, aumentandone la versatilità e la capacità di adattamento? La risposta è altrettanto diretta: sì

A chi si rivolge?

La versione ‘base’ di Volkswagen Passat Alltrack parte da circa 39.000 euro mentre la nostra, la Highline comprensiva di qualche optional, tocca i 46.000 euro. Non tantissimi, in valore relativo, se valutiamo le possibilità di utilizzo di una vettura davvero versatile e particolare. Non sentiamo nemmeno la mancanza di un motore benzina, perché nel nostro Paese il diesel la farebbe comunque da padrone. Ideale quindi per le lunghe percorrenze in totale comfort, relax e silenzio, Volkswagen Passat Alltrack dà quel valore aggiunto a chiunque abbia bisogno-voglia di misurarsi su percorsi fuori dall’ordinario, sempre con la massima sicurezza e l’estrema sobrietà alle quali il modello ci ha da sempre abituati.

In conclusione

La compreremmo? Dipende. La trazione integrale, per quanto intelligente, rappresenta un dispendio di carburante in più rispetto alla semplice trazione anteriore, e anche in chiave di utilizzo ci piacerebbe valutare l’acquisto di Volkswagen Passat Alltrack solo se avessimo la possibilità di sfruttarla in ogni sua accezione. Per ciò che riguarda la sicurezza, la trazione integrale da sempre rappresenta nella mente di chi acquista un plus non da poco. Ma se andrete a comprare Volkswagen Passata Alltrack non fermatevi alle strade di sempre: provatela anche in offroad. Pescherete ottime sensazioni.

Pregi e difetti

  • Versatilità in offroad - Comfort di bordo
  • Cambio DSG più ‘seduto’ rispetto al solito - Specchietti retrovisori piccoli

Motore In prova

Cilindrata: 2.0 TDI
Numero cilindri: 4 in linea
Potenza: 140 cavalli
Coppia: 400 Nm
Cambio: meccanico sequenziale a 6 rapporti con funzionamento automatico
Trazione: Integrale permanente
Consumo: 15 km / litro nel misto
Emissioni CO2 per chilometro: 136 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 220 km/h
0-100: 8 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 478/183/151 centimetri
Passo: 279 centimetri
Bagagliaio: 639-1769 litri
Pneumatici: 18 pollici
Peso: 1705 chili

  • nazario.denittis, ROMA (RM)

    Salve
    Non sono riuscito a capire dalla prova se la trazione integrale entra solo quando c'è una perdita di aderenza all'anteriore, aiutando quindi solo su fondi difficili, o si attiva anche in curva permettendo maggior sicurezza su strade tortuose anche in condizioni normali ? C'è qualcuno che potrebbe chiarirmi questo aspetto del 4motion ?
  • gioel4579, Messina (ME)

    Bravi e simpatici come sempre, se Luca fosse un po più tagliente non avrebbe niente da invidiare a Jeremy Clarkson. Vacci giù più duro Luca
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