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CIR 2014. 56° Rally Sanremo, Basso (BRC Ford R5) al comando nel Day 1

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A metà gara il Sanremo è già un tornado di colpi di scena. Conferme e autentiche sorprese. Giandomenico Basso non si lascia “intimidire”, e stacca di appena 12 secondi Umberto Scandola. Andreucci interrompe la serie | P. Batini

CIR 2014. 56° Rally Sanremo, Basso (BRC Ford R5) al comando nel Day 1

Manca solo la ruota panoramica, poi la prima metà di una complicatissima 56ma edizione del Sanremo ha già fatto vedere di tutto. Bryan Bouffier ha dato il via allo show scaraventando la sua 207 giù dalla scarpata durante lo shakedown, e i meccanici non sono riusciti a “rimetterla in dima”, non per il tempo ma per l’entità dei danni.

Il Sanremo, senza pietà

Tolto di mezzo lo spauracchio straniero, il Sanremo si è concentrato sul “materiale” nazionale e ha puntato il numero 56 alla roulette del meteo, lasciando che la pallina si trastullasse per tutta la giornata in bilico sullo zero dell’incertezza, e immolando le sue vittime in quella situazione frustrante e delicata, e difficilissima da gestire razionalmente, che si crea quando piove ma non piove, o piove sulla montagna, alla partenza della PS, ma non a valle, alla fine, oppure piove ma troppo poco per giustificare le rain. 

 

Così il Rally è partito già nervoso, tutti sui blocchi con le gomme in mano per rimandare all’ultimo minuto prima del via la scelta del treno. Ne viene fuori perlopiù una preferenza di compromesso, che in questo caso si chiama “intermedie”, una decisione last minute che non evita al Sanremo Blade Runner di farci vedere cose che noi umani appena riusciamo ad immaginare. A metà gara lo stillicidio s’interrompe per la notte, e la corsa ha già fatto vedere più di un volto rendendo il suo identikit alquanto incerto e inaffidabile, davvero provvisorio. Dalla decimazione si salvano in pochi, e in questo caso è premiata a coefficiente doppio la bravura.

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Dopo la prima prova al Ciocco, la Ford Fiesta R5 a GPL di Basso sembra essere ancora la più competitiva
 

Il GPL di Basso vola

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, per esempio, che trasformano in conferma l’exploit del Ciocco e mandano alle stelle le azioni della BRC a Gas, Ford Fiesta R5 sul libretto di circolazione ma alternativa “naturale” LDI nell’anima. Visto dalla seconda delle sei speciali in programma per la giornata inaugurale del Sanremo 2014, il ruolino di Basso non è dissimile da quello che ha mandato in archivio l’affermazione della vettura alimentata a gas al Ciocco. A metà del cammino del parziale anticipo del week end ligure, infatti, il fenomeno veneto è sempre stato al comando con un log di tre vittorie di speciale. All’atto pratico, però, la leadership di Basso e della BRC è un risultato ancor più rilevante di quello “contaminato” dal clamore un mese fa Toscana. Oggi i ranghi si sono compattati e gli aspiranti al successo sono aumentati, il che rende più difficile il compito e più significativo il primato.


La BRC Ford “fischia”, e asseconda la guida particolare ed efficacissima di Basso in un affiatamento che ha del sensazionale se si pensa che è maturato in pochissimo tempo. La macchina è collaudata, il Pilota non si discute e la novità dell’alimentazione alternativa ha sbaragliato il campo dello scetticismo esaltando il trinomio e raddoppiando il clamore dell’impresa con la conferma dell’affidabilità. Sì, perché l’ago della bilancia di questo Sanremo a metà della sua corsa sembra essere particolarmente sensibile al tema dell’affidabilità, dimostrando di pendere dalla parte di chi è sceso in campo con un sistema già collaudato. Non è un caso, quindi, che l’altra metà del bottino di giornata l’abbiano catturato Umberto Scandola e Guido D’amore, con la stessa Skoda con la quale l’equipaggio ha conquistato il Titolo Piloti lo scorso anno.

L’ago della bilancia di questo Sanremo a metà della sua corsa sembra essere particolarmente sensibile al tema dell’affidabilità, dimostrando di pendere dalla parte di chi è sceso in campo con un sistema già collaudato

Scandola si fa notare, si aggiudica la Ronde

Scandola è andato in pressione alla fine del pomeriggio, vincendo la Coldirodi, e soprattutto la sera, aggiudicandosi la lunga e difficile Ronde, o tre quarti di Ronde se si pensa che in origine le quattro prove del pomeriggio dovevano essere riunite in un unico largo anello in notturna. Speciale affascinante, comunque, e com’era prevedibile importante. Non abbastanza da creare ulteriore subbuglio in una gara già “scaldata” dai colpi di scena, ma quanto basta per certificare il risultato di giornata con un timbro pesante, che viene apposto anche sulla prestazione di Andrea Nucita a completamento del podio provvisorio. In coppia con Princiotto il siciliano, anch’esso sulla lista di attesa delle 208 T16, fa un gran baccano con la sua 207 S2000 “provvisoria”, e consolida la grande impressione che ha suscitato al Ciocco con un risultato ineccepibile, che lo ripaga almeno in parte dello sfortunato finale toscano.


Chi non è ripagato affatto del lavoro svolto diligentemente nell’ultimo mese è Paolo Andreucci, che è costretto a lasciare il teatro di Sanremo con un ritiro che interrompe la serie che durava dall’intera “era” Peugeot del fuoriclasse toscano. E qui ci riallacciamo all’inizio della gara, di cui si è iniziato a parlare dalla seconda speciale in poi. La prima Vignai, infatti, era stata vinta da Andreucci & Signora, con un tempo e un distacco particolarmente eloquenti e tali da far allargare il cuore al Pilota e ai tecnici del “Leone”.

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Andreucci è statp costretto al ritiro con la sua Peugeot 208 T16

Andreucci arriva il ritiro: un fulmine al ciel sereno

Ma non tutte le ciambelle, si sa, vengono con il buco, e l’euforia è durata malauguratamente solo una PS, incrinata da uno di quegli imprevisti, un piccolo raccordo, un manicotto del liquido di raffreddamento che va al radiatore, tutto qui, cinicamente da due dollari. Si tratta di quel genere di rospi che sono difficili da mandar giù, e che si possono giustificare solo pensando che i difetti di gioventù sono spesso piccole cose, ma con grandi effetti. Il ritiro di Andreucci arriva come un fulmine a cielo… ben poco sereno, e lascia straniti. D’altra parte sono proprio i dettagli, spesso, quegli argomenti che diventano forti in ambito di sviluppo. Un telaio che “svirgola”? Un motore che non va? Un progetto sbagliato? No, solo un tubo! Dunque non è il caso di fare drammi, giriamo pagina e attacchiamo un nuovo capitolo.


Così come non faremo drammi per il non troppo fortunato avvio del debutto della R5 Citroen DS3 nelle mani di Rudy Michelini, che è stata a un passo dal podio per metà giornata prima di scendere anch’essa per un problema di gioventù, né per gli sfortunati ritiri di Rossetti, Perico e Albertini, tutti a turno all’attacco del risultato, e poi frustrati e sconfitti, ma solo per questa volta, dall’indecifrabile, e anche per questo affascinante, teorema dello Sport, perfettamente applicabile ad un altro bellissimo Sanremo.

 

Sanremo 2014 Assoluta Day 1:  1. Basso-Granai (Ford Fiesta R5 LDI) in 1:12'32.9; 2. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia) a 12.7; 3. Nucita-Princiotto (Peugeot 207) a 52.0; 4. Perego-De Luis (Mitsubishi Evo X) a 5'01.6; 5. Scattolon-Grimaldi (Peugeot 208) a 5'40.1; 6. Andolfi-Casalini (Renault New Clio) a 5'55.8; 7. Vittalini-Tavecchio (Citroen Ds3) a 6'32.0; 8. Marchioro-Marchetti (Renault Clio) a 7'12.1; 9. Panzani-Baldacci (Renault Twingo) a 7'13.3; 10. Andolfi-Savoia (Renault Twingo) a 7'15.2
 

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